ARTE CONTRADDITTORIA
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⑴ Immagini e Pensiero - l’Anima e la Strada del Cuore

giovedì 30 giugno 2011

Ferdinando Testa

IL VOLO DELL’ANGELO IMMAGINI E PENSIERO

L’ANIMA E LA STRADA DEL CUORE

※※※ prima parte ※※※

F. Testa... L’attività immaginativa rappresenta una sorta di grimaldello che apre le porte della conoscenza e della dimensione prospettica, all’interno della quale sono calati i fenomeni interni ed esterni della Psiche, intesa questa come totalità della coscienza e dell’inconscio, vero e proprio utensile con cui mettersi all’Opera per vedere in trasparenza e leggere simbolicamente i misteri dello sviluppo della coscienza personale e collettiva, sullo sfondo di una tela su cui si staglia l’inconscio collettivo.

A. C. Pensiero Visivo "M. Trentin".....Inizio questo percorso, attraverso un confronto analitico, che pone l’aspetto Immaginario, come spunto per un approccio nei diversi contesti. Una occasione per comprendere le differenti sfaccettature per cui una unica fonte, provoca una difforme interpretazione da parte di distanti appartenenze, che mirano continuamente ad un obiettivo, ponendo la Conoscenza come punto di massimo raccordo. Un interessantissimo testo che raccoglie dentro di se queste opportunità. Diventa per me necessario approfittare di questa meravigliosa occasione, per raccogliere suggerimenti e stimoli che permettano di arricchire il mio percorso di ricerca, ma nello stesso momento delineano una certa affinità che induce il mio concetto attraverso il Pensiero Visivo nel andare oltre, aprendo di fatto ad una diversa interpretazione.
Con l’articolo di Ferdinando Testa: "Immagini e pensiero l’Anima e la strada del Cuore", mi da l’occasione di inserirmi in un contesto per cui il linguaggio analitico, pone il rapporto con l’immaginario come pretesto e materiale per una possibile investigazione del profondo, per poi trovare aspetti simbolici che inducono ad una precisa competenza. Questo percorso induce ad un vero e proprio percorso per cui il rapporto con l’Immagine apre di fatto alle diverse considerazioni del Sensibile, ma si limita a raccoglierne i significati. Diventa interessante da questo punto di vista, mettere in parallelo le differenti sfumature, che valutano la stessa argomentazione attraverso il linguaggio estetico e quello analitico. Credo appunto, che catturando alcuni elementi del pensiero esposti nell’articolo di F. Testa, si possa sviluppare un dialogo propositivo che permetta di aprire a problematiche comuni, ma nello stesso modo offrire una opportunità per comprenderne la sua natura.

Il primo spunto parte già con le prime righe dell’articolo, attraverso la prima Considerazione dell’Immaginario. In queste prime osservazioni, F. Testa, indica una sua interpretazione di Immaginario, collocandolo attraverso un preciso ruolo. È una sorte di mediatore che introduce ad una dimensione in cui al proprio interno emergono gli aspetti della Psiche. Una Realtà che esprime la sua presenza attraverso simboli o figurazioni. Quindi l’Immaginario, sempre secondo Testa, è una sorte di traduttore di una rappresentazione figurata metaforica, che raccoglie in se una realtà psichica e profonda. Una visione che ha un suo preciso fondamento, legato soprattutto ad una professionalità, nel caso il rapporto analitico e psicologico. Quindi l’Immaginario assume una certa funzionalità, per cui ogni elemento raccoglie in se un suo significato, ma nello stesso momento diventa rivelatore della stessa Psiche, creando intorno a se una "Realtà Composita" in cui ogni tassello ha un proprio fondamento, legato da una precisa tendenza. Emerge, a questo punto, un fattore interpretativo affine per cui "il Ruolo", può considerarsi l’elemento che più d’ogni altro esprime la condizione dell’Immaginario. Ruolo che all’interno di ogni elemento composito, apre di fatto ad una sua precisa percorribilità. Pertanto, proseguendo secondo il pensiero Interpretativo di F. Testa, ogni componente raccoglie in se una propria funzionalità. Ogni elemento diventa "Veicolo" che introduce ad una precisa Realtà Psichica. L’aspetto Simbolico diventa essenziale, assumendo così un preciso Valore: il Linguaggio, per cui ogni indizio porta di conseguenza ad una precisa competenza. È interessante come in queste poche righe, possa emergere un fattore considerativo così articolato, da indurre ad una mia osservazione per cui "la Funzione" assume un fattore influente e determinante nel Significato di Immaginario in ognuno di noi. Trovo perciò stimolante cercare di sottolineare come anche in ambito Estetico, l’Immaginario assume una sua diversa lettura. Una esperienza che mette a confronto diverse sfaccettature di un affascinante comportamento mentale e nello stesso modo apre ad una meravigliosa ricerca all’interno di un Processo Naturale dell’Inconscio.

Ciò che l’Arte ci ha sempre rivelato, ha avuto una forte relazione tra il rapporto Pensiero ed Immagine. Un percorso che comunque colloca la Realtà al centro di ogni interrogazione. Realtà che in ogni modo, pone spazio all’Immaginario in un contesto più mentale e psicologico. Quindi in ambito Estetico la Realtà diventa immaginaria dal momento in cui la Dimensione Psicologica si propone in un contesto dualistico. Il percorso storico tramite le differenti epoche stilistiche ci ha tramandato queste esperienze attraverso le sue testimonianze dove il rapporto con l’Immaginario diventa in un certo senso esplorativo, cioè consente di porre l’aspetto conoscitivo, in una condizione di approccio fenomenologico per cui il Pensiero si rivolge all’Immagine. Questa condizione assume un valore di massima capacità in ambito mentale, per cui il rapporto Pensiero-Immagine-Psiche, trova forte empatia nella Realtà. È in questo contesto che l’Arte pone la propria dimensione in una vera e propria testimonianza visibile di una Realtà Immaginaria, apparendo come una sorte di raccoglitore esponenziale per una condizione di massima espansività mentale. Ora tutto ciò comporta comunque ad una valutazione per cui di fronte ad una Opera Immaginaria, il rapporto con l’osservatore e l’artista, apre di fatto ad una necessità, stimolando istinti ed impulsi di carattere Psichico. Questa richiesta offre in un certo senso, il bisogno di completare questo Rapporto Visivo, in un coinvolgimento assoluto, per cui l’aspetto Psicologico viene direttamente implicato in un contesto introspettivo. Quindi il fattore comunicativo diventa essenziale per l’Immaginario ed è proprio in questa fase che l’Arte necessita di consapevolezza per cui il linguaggio ha un suo fondamento, ma nello stesso momento diventa anche espressione di una Condizione Fenomenologica. Ecco che a questo punto la condizione psicologica diventa essenziale, divenendo a suo modo Linguaggio, ma nello stesso momento apre di fatto ad una sollecitazione per cui l’aspetto Emozionale diventa primario. Quindi il Rapporto con l’Immaginario rivolge il suo sguardo ad un Contesto Comunicativo per cui la condizione Emozionale diventa Espressione di una Potenzialità del Sensibile. Potrei a questo punto definire che l’Immaginario nell’Arte è la Condizione di un Linguaggio Intrinseco tra la Visione di una Realtà e la Dimensione Psichica in una situazione di Sollecitazione Emozionale.

Ora osservando le due diverse valutazioni del "Volto dell’Immaginario" attraverso condizioni o comportamenti che esprimono una esperienza di competenza o di ruolo, è inevitabile aprire ad un aspetto propositivo, per cui anche il mio concetto viene coinvolto attraverso una precisa problematica che in un certo modo le due tendenze, hanno messo in relazione. È in questo contesto che il concetto di "Pensiero Visivo", pone una diversa possibilità di intendere la Realtà Immaginaria. Diventa interessante entrare in questo contesto, aprendo ad una Visione che offre un percorso più ampio e propositivo in ambito Conoscitivo. Entrando ora nella questione, si è visto come nel pensiero di Ferdinando Testa, l’Immaginario è una sorta di raccoglitore dove al suo interno gli aspetti Psichici emergono dall’interpretazione di Elementi o Figurazioni di carattere Simbolico. Pertanto l’Immaginario diventa un elemento mediatore tra la Realtà e l’Inconscio. L’Arte invece pone una diversa questione per cui l’Immaginario è espressione di rapporto empatico tra la Visione di una Realtà e la Sfera Psichica. L’aspetto interessante è che lo scopo di questo connubio accompagna ad una condizione psicologica aperta all’emozionalità. Quindi l’Immaginario assume un Valore Attrattivo che pone la Realtà in una condizione di stimolo ad un Comportamento Emozionale. La questione posta, permette di fatto nel considerare una ulteriore possibilità. Infatti ritengo, che la condizione interpretativa posta dall’Arte, abbia sì una enorme potenzialità, ma che ne delimita la sua capacità. Seguendo le tracce del Percorso Emozionale, posso dedurre che è proprio in questo preciso comportamento che si riduce la capacità di assimilare maggiore consapevolezza. Infatti l’aspetto emotivo è conseguenza di un moto od impulso sentimentale che trova compenso verso una precisa condizione psicologica, ma che nello stesso momento ne riduce la vera ragione preposta. Infatti, ritengo che l’aspetto emotivo limiti in un certo modo l’aspetto primario della potenzialità stessa della realtà dell’Arte, creando una sorte di circolo vizioso per cui l’Atto Emozionale assume il valore massimo per una condizione alta di una realtà estetica. Tutto ciò porta inevitabilmente ad una Situazione prettamente Artificiosa, in quanto maggiore è la costruzione intenta ad uno stimolo emozionale, maggiore è la tendenza ad una minore Capacità Conoscitiva. L’Artificio pertanto, diventa l’elemento primario che apre a questa condizione e la Realtà Immaginaria assume in questa condizione non più una sorte di veicolo ad una possibile Dimensione Conoscitiva, ma contrariamente diventa anch’esso contenitore di aspetti e condizioni emozionali. Questa mia Visione Analitica offre una ulteriore possibilità, andando oltre questa Tendenza Emozionale, ponendo comunque l’aspetto Psichico in Relazione ad un fattore di Coscienza, per cui il rapporto Immagine e Pensiero minimizzano l’aspetto Artificioso Emozionale ed aprono alla Realtà Cosciente per cui la Conoscenza diventa il punto essenziale di partenza. Quindi l’Immaginario assume un Valore Intuitivo in relazione ad una Realtà Logica, una sorte di pungolo che considera il suo opposto come spinta per un Percorso Conoscitivo per cui anche l’Aspetto Psichico assume un valore Profondo. Riassumendo posso così definire l’Immaginario come la presenza di una Condizione Cosciente Intuitiva che pone il rapporto tra Pensiero ed Immagine in una Condizione di pura Conoscenza.

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