ARTE CONTRADDITTORIA
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(2) CAMMINO ATTRAVERSO UN ANGOSCIANTE REALTÀ DELL’ARTE: L’APPARIRE

mercoledì 16 maggio 2018, di M. Trentin

Nel precedente articolo [1], ho evidenziato un particolare comportamento, che delinea sia il linguaggio stesso dell’Arte e nello stesso tempo anche l’inclinazione degli Artisti. Vorrei sempre sottolineare che questa mia indagine è indirizzata allo Studio del Sensibile.

L’Apparire

Ed è in questo contesto che vorrei approfondire, per poi far emergere ulteriori indicazioni che giustificano il mio pensiero.
Non vi è dubbio che la prima riflessione di fronte a questo termine, si rivolge principalmente ad una appartenenza e nello specifico alla Realtà Attuale, diventando a sua volta, simbolo di questa inclinazione. Altro orientamento, riguarda l’Aspetto Mitologico, che in un certo senso si aggancia parallelamente sia al mondo dei Miti di un Passato e nello stesso tempo ci riporta al Presente dove l’incontro con nuovi Miti assumono un notevole peso nel ritmo stesso del nostro ordinario.

Da questa considerazione, affiorano alcuni spunti che indicano una precisa tendenza comportamentale di natura impulsiva. Diventa doveroso incamminarmi verso questo percorso, relazionando le diverse tendenze nel contesto psicologico, consentendo così di avere un’adeguata analisi e coinvolgendo le problematiche dell’Arte, in questo ambito.
Vorrei per prima cosa, specificare il significato di Apparire, in questo frangente. Mentre dal dizionario la parola apparire, ha precise connotazioni, tra cui l’atto di rendersi presente o visibile, oppure è la conseguenza di una precisa attenzione visiva, in questo caso la mia considerazione si sposta proprio in un vero e proprio atteggiamento. Un atto, conseguente da una precisa Volontà di Accrescimento. Si manifesta quindi un’azione, espressività di un comportamento volitivo diretto ad sensazione di pura Vanità.

Si fa molto interessante il percorso. La mia attenzione si rivolge immediatamente verso due azioni che apparentemente sono letteralmente differenti fra loro, ma nella questione interessata, hanno molta affinità, anzi si integrano fra loro. Apparire e Vanità. Analizzandole singolarmente, secondo un percorso lessicale, l’atto esprime una diversa proprietà.
L’Apparire esprime un’azione: Farsi vedere, presentarsi allo Sguardo.
Vanità è una condizione di Essere senza Corpo, privo di Consistenza Materiale.

La Contraddizione di questi due comportamenti è palese, ma l’attinenza avviene in ambito Interiore e quindi nel contesto psicologico e mentale. Aspetto che interessa proprio la mia considerazione o pensiero, riguardo alla tematica della condizione dell’Arte.

Due atteggiamenti che comunque indirizzati verso una prospettiva del Profondo delineano una precisa Volontà. Quindi l’atto diventa consapevole e non conseguenza. Non vi è dubbio che l’azione di Apparire, rapportata ai giorni nostri, considera la fonte di maggior risalto, nel Ruolo Sociale. Infatti gran parte di ogni contegno, esprime una forte pulsione di prevaricazione. Il telaio sociale ha una struttura prettamente piramidale, dove ogni individuo tende a raggiungere un traguardo ambito, per sistemare all’interno del proprio spazio, una maggiore tendenza verso un desiderio di potere. Atteggiamento che comunque scatena altrettanti comportamenti di carattere tracotante. Espressioni che si avvalgono di regole civili tendenzialmente egoistiche.

Emergono sempre più situazioni che caratterizzano gli aspetti strutturali delle composizioni delle nostre società. Situazioni che prese singolarmente dimostrano la tendenza ad una Individualità. Ritengo che proprio questa inclinazione sia proprio Simbolo dell’attuale Realtà. Pertanto, dal momento in cui ho focalizzato la mia attenzione ad una struttura che comprende il lato organizzativo della Realtà e nello stesso momento il comportamento stesso degli individui che la compongono, dimostra come l’Aspetto Esteriore diventa essenziale per una comprensione della Realtà Interiore. È qui il punto per cui vorrei evidenziare e nello stesso momento approfondire.

Il legame tra l’Apparire e l’Aspetto Esteriore è molto stretto, ma in questo contesto, questa condizione, ha una interpretazione molto più ampia rispetto ai singoli individui. Ho coinvolto la Struttura Sociale, in pratica il telaio della Nostra Attuale Realtà ed in essa i comportamenti, le azioni e gli aspetti visivi che si amalgamano fra loro, creando una sorte di linguaggio espressivo che caratterizza una specifica tendenza o appartenenza sociale. Tutto ciò diventa influsso e soprattutto questa energia si insedia negli Involucri che Noi Rappresentiamo.

L’Involucro, l’Insieme Chiuso. È proprio quella condizione per cui oggi ci si rapporta e diventa simbolo di una Dinamica Sociale, che pone illusorie situazioni che ingannano continuamente il nostro approccio con il Sapere e martellandoci di situazioni che fanno emergere particolari sentimenti decisamente appartenenti al Possesso: il Desiderio. A sua volta aprono ad ulteriori condizioni che inducono la predisposizione della propria vita ad una continua sollecitazione per un Consumo insensato e speculativo. È questo particolare aspetto che riassume la nostra attuale Civiltà: il Consumo.

La visione diventa ampia e si insedia soprattutto in un contesto che coinvolge il comportamento, ma soprattutto l’azione che implica la persona ed in particolare la mente: l’Influsso. Le nostre civiltà attuali, indipendentemente alla propria Cultura di appartenenza, hanno tutte in comune una unica particolarità che abbracciano le regole del Consumo, ma nello stesso momento applicano un vero e proprio percorso diseducativo che concerne la mente e la visione. Non ce ne rendiamo conto, ma ormai in ogni spazio ci si trova di fronte ad una onnipresente Simbologia del Prodotto.

In questo contesto angosciante, la nostra realtà diventa estremamente riduttiva, analogamente esaltante ed apparente. Anche il linguaggio rimane letteralmente coinvolto da questa continua presenza asfissiante, per cui ogni cosa si relaziona con il Prodotto. Noi stessi diventiamo parte di questo sviluppo, creando a sua volta inconsapevolmente e continuamente dei Nuovi Miti. La natura di questi nuovi idoli non possono essere rapportati all’antiche mitologie delle Civiltà passate, anzi rispetto ad allora le differenze sono estremamente differenti, sia in ambito sociale che spirituale.

Entrando sempre più profondamente in questo percorso critico, diventa impossibile affrontare l’argomentazione dei Nuovi Miti, per cui ritengo che questo passo diventa essenziale per comprendere al meglio la collocazione dell’Arte ed il suo preciso ruolo nel prossimo articolo.

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