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⑵ Lo spirituale nell’arte "Il Movimento"

lunedì 2 marzo 2009, di M. Trentin

Continua il viaggio analitico dell’Opera di Kandinsky dove il percorso conoscitivo della Realtà Interiore viene arricchita dal linguaggio Astratto.

IL MOVIMENTO

"Un grande triangolo acuto diviso in sezioni disuguali, che si restringono verso l’alto, rappresenta in modo schematico, ma preciso, la vita spirituale. In basso, le sezioni del triangolo diventano sempre più grandi ed estese. Il triangolo si muove lentamente, quasi impercettibilmente verso l’alto e dove "oggi" c’è il vertice, "domani" ci sarà la prima sezione, quello cioè che oggi è comprensibile solo al vertice, e per il resto del triangolo è ancora un oscuro vaniloquio, domani diventerà la vita, densa di emozioni e di significati, della seconda sezione. Al vertice sta qualche volta solo un uomo. Il suo sguardo è sereno come la sua immensa tristezza. E quelli che gli sono più vicini non lo capiscono. Irritati, lo definiscono un truffatore o un pazzo. Così disprezzarono Beethoven, che visse da solo, al vertice. Quanti anni ci sono voluti prima che una sezione più larga del triangolo arrivasse dove era lui! e nonostante tutti i monumenti in suo onore, sono veramente molti quelli che hanno raggiunto quel punto? In ogni sezione del triangolo si possono trovare degli artisti. tra loro, chi sa guardare al di là della sua sezione è un profeta e aiuta a muovere il carro inerte. Se invece non possiede quest’occhio acuto, se per finalità e cause meschine lo schiude o ne fa cattivo uso, viene capito e celebrato da tutti i compagni della sua sezione. Più grande è la sezione (cioè più in basso si trova), maggiore è la massa di chi capisce la parola di quell’artista. È chiaro che ognuna di queste sezioni ha consciamente o (più spesso) inconsciamente fame del proprio pane spirituale. È il pane che le danno i suoi artisti, e a cui domani aspirerà la sezione successiva."

Arte Contradd…La descrizione formale di questa visione, esprime un percorso o meglio un atto movimentale introspettivo. La rappresentazione Simbolica di ogni elemento, nel caso del triangolo acuto, trova nel viaggio interiore la tendenza dell’Uomo nel convergere la sua conoscenza spirituale verso l’alto. Un vertice che nella struttura del triangolo acuto, si converge in un unico punto.

Nella dimensione opposta del triangolo, la base, vi è un riferimento di partenza o di inizio del cammino. Anche in questo caso il simbolo geometrico non rappresenta un inizio assoluto, ma una consapevolezza o meglio una determinazione. La conoscenza della presenza del vertice, da parte della base, porta inevitabilmente nell’Uomo spirituale, la necessità di crearsi una propria realtà. È una realtà relativa alla presenza del vertice.

Secondo il mio parere questa visione estremamente spirituale ha un’influenza di carattere immaginario. Il modello assoluto o vertice viene descritto da una direzione universale su cui l’Uomo dovrà pervenire. Tutto ciò mi riporta ad una iconografia a carattere religioso. Nelle rappresentazioni pittoriche o simboliche dell’Arte sacra cristiana si trovano spesso queste raffigurazioni allegoriche. Anche nell’ambito esoterico le iconografie indicano nel triangolo o nella forma piramidale, il simbolo del traguardo o dell’assoluto. Quindi un elemento geometricamente formale ed essenziale diventa rappresentazione, mediatore di una realtà puramente Astratta e Metafisica. Tuttavia rimane una visione simbolica dove il percorso dell’Uomo incontra la Spiritualità, ed in questo caso è rivolta verso la Conoscenza della propria Interiorità.

Attraverso il concetto dell’Arte Contraddittoria e del sul suo intento, la Visione dell’Invisibile attraverso lo studio dell’Interiorità, ritengo che l’influenza del pensiero a carattere religioso, sia determinate nella struttura visiva di Kandinsky. La Spiritualità Umana, intesa come espressione dovuta da una emozione, assume un deciso spunto che rispecchia l’iconografia del pensiero cristiano, su cui il vertice simbolicamente, è il punto di arrivo su cui l’Essere Umano viene spinto o è diretto.

Mi trovo in sintonia nell’elemento psicologico, in cui nell’Uomo esistono debolezze e che pur raggiungendo l’apice o l’obiettivo prefissato, non lo porterà mai a fondersi con ciò che l’Uomo stesso ha creato come Modello Superiore. Ora Se il Divino, nell’ambito della religiosità, è il Modello della Perfezione perché si stabilisce che l’Uomo è il Modello della Imperfezione? Il suo punto di partenza è sempre relegato da una base inferiore? L’Assoluto è ciò che l’Uomo rende irraggiungibile e pertanto il suo cammino sarà sempre eterno e imperfetto?

In base al mio pensiero creativo che non si trova in sintonia con ciò che è stato esposto. Ritengo che l’Uomo abbia la possibilità di scoprire ciò che Potenzialmente è, e il tutto ha una fonte al suo "Interno". È la consapevolezza della sua Interiorità che permette attraverso la Conoscenza di poter comprendere la sua Natura. È attraverso questo cammino che l’Uomo può raggiungere uno Scopo Evolutivo. Dal momento in cui l’Uomo stesso si costruisce dei Modelli di Assoluta Perfezione, impedisce alla sua Consapevolezza e la sua Potenzialità di svilupparsi.

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