ARTE CONTRADDITTORIA
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⑸ Lo spirituale nell’arte - L’effetto del Colore

lunedì 2 marzo 2009, di M. Trentin

Il percorso visivo di una realtà Interiore Astratta, individua nella Pittura la sua potenzialità. È la necessità di trasferire nelle componenti materiche, il desiderio di Sensibilità. L’Arte Contraddittoria accompagna questo cammino evidenziando le possibili sfumature che intravvedono una diversa interpretazione della Realtà Interiore.

"I. si ha un effetto puramente fisico, cioè l’occhio è affascinato dalla bellezza e dalle qualità dei colori. L’osservatore prova un senso di appagamento, di gioia come un buongustaio che gusta una squisitezza. Oppure l’occhio viene stuzzicato, come lo è il palato da un cibo piccante…… Sono tutte sensazioni fisiche, che in quanto tali durano poco. Sensazioni superficiali, del resto, che non fanno molta impressione a chi è insensibile."

"Solo con l’elevarsi dell’uomo si allarga la cerchia delle qualità che oggetti ed esseri hanno in sé. A uno stadio più evoluto questi oggetti e questi esseri acquistano un valore interiore e infine un suono interiore. La stessa cosa avviene per il colore, che su chi è poco sensibile ha solo un effetto superficiale, destinato a sparire con lo sparire dello stimolo….. Ma a uno stadio più evoluto questo effetto elementare ne provoca un altro più profondo e coinvolgente."

Arte Contradd….Le due riflessioni indicano un preciso obiettivo che permette di inquadrare il linguaggio strutturale dell’Arte, vicino ad un comportamento naturale e psicologico dell’Essere Umano. Sono due i passaggi che emergono da queste considerazioni: il Senso e la Ricerca Interiore. Il linguaggio visivo agisce in base agli stimoli che arrivano dall’esterno ed in questo caso il colore od il cibo, sono gli elementi che fanno emergere questi aspetti sensibili. Tutto ciò non può limitarsi ad un preciso stimolo che determina questo procedimento mentale, ma secondo il mio parere vi è una precisa origine che permette di arrivare a queste potenzialità del senso che è di carattere culturale. Infatti lo stimolo visivo dell’oggetto o del soggetto interessato è, in un certo modo, il riassunto di un bagaglio conoscitivo e culturale che l’osservatore ha accumulato durante la sua esperienza vitale. A questo proposito vorrei citare una considerazione di Gaetano Kanizsa dal suo meraviglioso testo : Grammatica del Vedere [1]

"Il ruolo dell’esperienza passata sul significato del nostro mondo percettivo è fuori discussione. Il senso di familiarità che gli oggetti hanno per noi, il particolare significato che assumono nel mondo privato di ciascun individuo e in primo luogo la loro «valenza»affettiva sono il prodotto del numero e del tipo di esperienze che con essi abbiamo avuto, sono il risultato delle nostre diverse storie individuali. Non altrettanto pacifica è la questione dell’influenza che l’esperienza passata esercita su altre caratteristiche più primarie degli oggetti - la loro forma, il loro colore, la loro grandezza, il loro movimento - e prima ancora sul costituirsi stesso degli oggetti, cioè sui processi attraverso i quali la molteplicità degli stimoli si articola in oggetti percettivi discreti. Su tale questione si contrappongono due tesi principali: quella secondo la quale l’esperienza passata in quanto tale esercita un’azione determinante sull’organizzazione percettiva attuale e quella che tende a limitare al massimo il ruolo di questo fattore."

Arte Contradd…Tornando alle riflessioni di Kandinsky, vi è comunque un punto che interessa la sua pratica estetica ed è la Ricerca Interiore. Anche in questo caso l’influenza esercitata dal bagaglio culturale e l’esperienza, diventano essenziali per aprire la visione di una Realtà Interiore. Ora secondo il pensiero dell’Arte Contraddittoria, vi è sì una forte influenza che determina l’apertura ad un aspetto Interiore, ma non vede nella Realtà Artificiosa l’elemento che stimola l’ingresso all’Esperienza Psichica di ognuno. Anzi è attraverso questo procedimento che permette la "fuoriuscita" di una Esperienza Sensibile e che intravvede nella Spiritualità il suo culmine. Questo enorme influsso determina così, l’allontanamento alla Ricerca Interiore, creando una opposta Realtà basata dagli effetti Emotivi e Sensibili dell’esperienza esterna. Ritengo invece che una possibile ricerca possa avvenire in base ad una Necessità Razionale, che vede l’Interazione del Pensiero attraverso le esperienze Scientifiche e Filosofiche accumulate dall’Essere Umano, ponendole di fronte ad una scelta precisa, che induce alla comprensione delle complessità di un procedimento mentale e psicologico.

"2 L’altro fondamentale risultato dell’osservazione del colore, cioè il suo effetto psichico. Emerge allora la forza psichica del colore, che fa emozionare l’anima. La forza fisica primaria, elementare, diventa la via del colore verso l’anima. Resta ancora da stabilire se questo secondo effetto sia realmente immediato, come sembrerebbe dalle ultime righe, o se si raggiunga per associazione. Poiché l’anima è strettamente legata al corpo, è anche possibile che una emozione mentale ne susciti per associazione una corrispondente. Ad esempio il rosso, essendo il colore della fiamma ha un effetto eccitante che può perfino provocare sofferenza, forse perché assomiglia al sangue. I n questo caso risveglia il ricordo di un elemento fisico che indubbiamente fa soffrire. Se fosse così, potremmo facilmente spiegare con l’associazione mentale anche gli altri effetti fisici del colore, quelli che agiscono non solo sulla vista, ma anche sugli altri sensi."

Arte Contradd…L’importanza che assume l’oggetto, in questo caso il colore, nei riguardi della stimolazione visiva, induce la mente ad ottenere due possibili risposte che si possono collocare nei percorsi psicologici di carattere emozionale. Sono due elementi che a mio parere anche se contrastanti fra loro, inducono ad un preciso giudizio: il Sensibile e l’Insensibile. Questi due aspetti hanno un elemento che li accomuna, l’Emozione. Quindi, tornando all’oggetto ed all’osservazione di Kandinsky, si può definire che in ogni aspetto visivo esiste un procedimento stimolante che induce la mente nel creare Emozione. Quest’Emozione può diventare attiva in relazione ad un interesse che coinvolge il nostro bagaglio culturale e la nostra esperienza. Kandinsky si sofferma sul primo aspetto ponendo la sua attenzione al Sensibile. In questo caso l’Emozione assume un preciso indirizzo che obbliga la mente , non più a delegare in precisi aspetti che coinvolgono l’esperienza e la nostra formazione culturale, ma si allontana da questo obiettivo costruendo una nuova Realtà che vede nell’Immaginario o nell’Astrazione la sua potenzialità. Il colore, in questo caso, diventa mediatore ed introduce in una Realtà Psichica dove esprime la sua energia attraverso emotività. Questo meraviglioso percorso, trova nel pensiero dell’Arte Contraddittoria, lo stimolo di partenza che permette all’esperienza visiva, di indurre la mente nel svelare una ulteriore Realtà Visiva. Il Linguaggio Emozionale può aprire ad una Realtà più Razionale, ponendo così nuovi interrogativi e nuove conoscenze?

"Se la teoria associativa in questo caso non basta, non è soddisfacente nemmeno per quanto riguarda l’effetto del colore sulla mente. In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. il colore è il tasto. L’occhio il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. È chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore."

Arte Contradd…L’analisi che individua l’effetto del colore sulla mente, può notare come l’oggetto diventa un tramite. La mente riceve lo stimolo visivo ed apre alla memoria, in essa l’emozione viene sollecitata da ogni singolo impulso mnemonico. Ora è proprio in questo punto che il ricordo traduce in immagini l’emotività, creando realtà diverse che costruiscono una visione immaginaria od astratta. Più forte è l’influenza che esercita il colore o la costruzione di più colori, maggiore è la forza emotiva che esercita sulla realtà immaginata. La domanda sulla Realtà Razionale posta in precedenza, non troverebbe nessuna risposta se l’effetto emozionale diventa artificioso, perciò maggiore è la costruzione più la risposta emozionale è influenzata da un unico orientamento che sfocia inevitabilmente nella spiritualità. Quindi la Realtà Razionale ha bisogno non dell’artificio, ma di un linguaggio che individua nel metodo e nella conoscenza lo sviluppo di una ricerca interiore più concreta. L’Oggetto ed il Colore, in questo caso, diventa portatore di fondamenti, aprendo anch’essa ad una risposta Emozionale , ma con indirizzi che sviluppano il desiderio e la domanda di conoscenza.

Note

[1] Grammatica del Vedere Saggi su percezione e gestalt - - Gaetano Kanizsa - - Società editrice il Mulino

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