ARTE CONTRADDITTORIA
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⑹ Lo spirituale nell’arte - Il linguaggio delle forme e dei colori

lunedì 2 marzo 2009, di M. Trentin

Il viaggio sempre più intenso nello studio del Sensibile, avvicina sempre più la necessità di una esigenza estetica spirituale. L’Arte Contraddittoria incontra questa realtà mettendo le basi che individuano una possibile Visione di Una Interiorità più Razionale.

"Solo la forma, come rappresentazione di un oggetto (reale o irreale) o come delimitazione astratta di uno spazio, di una superficie, ha una sua autonomia. Il colore no. Il colore non può espandersi all’infinito. Un rosso infinito possiamo solo immaginarlo o vederlo con la mente. Se sentiamo la parola «rosso» il rosso a cui pensiamo è illimitato, anzi dobbiamo fare uno sforzo per porgli dei limiti. Il rosso che non vediamo materialmente ma ci raffiguriamo astrattamente, ci dà un’idea insieme precisa e imprecisa, e ha un suono puramente interiore che non rivela di per sé nessuna particolare inclinazione per il caldo od il freddo. Solo il pensiero può concepire le sue sottili gradazioni."

"La forma, anche se è completamente astratta e assomiglia a una figura geometrica, ha un suono interiore: è un essere spirituale che ha le qualità di quella figura."

"È facile notare che certi colori sono potenziati da certe forme e indebolite da altre. In ogni caso, i colori squillanti si intensificano se sono posti entro forme acute (per esempio il giallo in un triangolo); i colori che amano la profondità sono rafforzati da forme tonde (l’azzurro per esempio da un cerchio). È chiaro però che, se una forma è inadatta a un colore, non siamo di fronte a una «disarmonia», ma a una nuova possibilità, cioè a una nuova armonia."

Arte Contradd…In queste riflessioni, vi è un punto in comune che evidenzia attraverso la forma e il colore, un trasferimento di nozioni o linguaggi con il Sensibile. Ciò che Kandinsky stabilisce è che ogni forma essenziale o rafforzata dal colore, sensibilizza l’aspetto interiore e quindi apre al soggetto interessato. Fa notare che il pensiero pur immaginando determinate forme o colori, agisce nella nostra mente come stimolo diventando mezzo di intercessione all’Immaginario. Il Pensiero quindi attraverso il passaggio visivo immaginario o astratto, non vede confini , anche se le forme immaginate delineano precisi confini e limiti. Quindi l’importanza che assume "il Pensiero immaginario" nei confronti di un limite oggettivo che il soggetto esprime, diventa essenziale per creare una realtà composita. Tutto ciò può assumere forza mediante una costruzione precisa dell’oggetto, con caratteristiche che sollecitano ed influenzano l’apparenza. Quindi l’immaginario ha bisogno di una costruzione visiva che permetta di realizzare la propria realtà, ma tutto ciò non può essere confuso con l’Interiorità.

"La forma, in senso stretto, è il confine tra una superficie e un’altra: questa è la sua definizione esteriore. Siccome però tutto ciò che è esteriore racchiude necessariamente in sé un’interiorità (più o meno palese), ogni forma ha un contenuto interiore."

"È chiaro che l’armonia delle forme è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Abbiamo definito questo principio il principio della necessità interiore."

Arte Contradd…Il concetto di forma diventa essenziale per poter iniziare il percorso interiore. Per quanto riguarda l’estetica, la forma ha creato un ponte tra la realtà esterna e quella interna. Invece dal versante scientifico la forma ha una sua funzione. Nella realtà immaginaria o astratta la forma assume un ruolo molteplice che racchiuderei in una forza o energia. Nella realtà psichica la forma assume un ruolo di veicolo. Quindi l’interpretazione di forma diventa soggettivo, in base alla propria influenza o meglio in base al proprio bagaglio culturale. La mente diventa il punto cruciale dove poi colloca la sua definizione nell’apposito cassetto.

"L’artista deve essere cieco alle forme «note» o «meno note», sordo alle teorie e ai desideri della sua epoca. Deve fissare gli occhi sulla sua vita interiore, tendere l’orecchio alla necessità interiore. Allora saprà valersi di ogni mezzo lecito o illecito con la stessa facilità. Questo è l’unico modo per esprimere una necessità mistica."

In questa affermazione Kandisnsky definisce una linea precisa e comportamentale dell’artista che si avvia alla conoscenza dell’espressività interiore. Sottolinea, la necessità di estraniamento da ogni possibile vincolo, derivato da teorie o regole che interpretano la realtà storica dell’arte all’epoca. Pone l’attenzione nella necessità di concentrare tutta la propria attenzione verso l’Interiorità. Soprattutto indica il percorso attraverso un modello intuitivo, l’espressività della mistica. In questi pochi punti sorgono molti interrogativi che inducono ad una riflessione ancora più profonda e concreta. Emerge comunque una contraddizione di fatto, per cui definisce nel concetto Liberatorio la strada che permette di aprire ad una Visione meno vincolante al Sensibile, ma nello stesso momento definisce in un Modello completamente Regolato e Influenzato, la ragione di una espressività interiore attraverso la Mistica. Ritengo che questo punto conferma il mio pensiero, affermando che attraverso il concetto liberatorio si definisce il presupposto per una crescita interiore, ma nello stesso momento apre ad una ulteriore realtà che vede nella Conoscenza una possibilità che introduce alla Visione dell’Invisibile.

"Lotta di toni perdita di equilibrio, caduta dei «principi», inattesi colpi di tamburo, grandi interrogativi, tensioni apparentemente senza scopo, impeti e nostalgie apparentemente laceranti, catene e legami spezzati, contrasti e contraddizioni: questa è la nostra armonia. Su questa nostra armonia si fonda la composizione: un rapporto di colori e linee indipendenti, che nascono dalla necessità interiore e vivono nella totalità del quadro."

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