ARTE CONTRADDITTORIA
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⑵ RAFFIGURAZIONE DELL’EMOTIVITÀ

martedì 24 febbraio 2009, di M. Trentin

Con la Visione dell’Atto Contraddittorio emerge un "fattore potenzialmente deviante". La considerazione ed il coinvolgimento dello Spazio implica nel linguaggio formale una tendenza all’emotività. Questo elemento porta ad una possibile limitatezza della Realtà Rappresentata….

Raffigurazione dell’Emotività

Le prime Opere Contraddittorie, [1] con l’iconografia dell’Atto Contraddittorio, mettono in risalto una sequenza di Realtà Immobili. Osservando attentamente la struttura compositiva di ogni opera, riscontro che la singola sequenza necessita di una correlazione tra il linguaggio formale e lo spazio sottostante. Tale questione sollecita un meccanismo provocando un comportamento della mente a carattere visivo. In presenza di una Realtà Visiva Apparentemente Confusa, il cervello applica una selezione di immagini che permetta di trovare un linguaggio che individui una logica nel pensiero visivo. Riassumendo, la mente crea un impulso diretto ad un riconoscimento di una Logica Formale. [2] Questo punto permette di trovare il percorso che porta alla comprensione dell’Atto Contraddittorio, ma nello stesso momento evidenzia una necessità progettuale che porta al completamento della Presenza dell’Azione Contraddittoria. - - Voglio soffermarmi su questo punto:

L’Aspetto Progettuale

- Secondo questo ragionamento, La Struttura dell’Atto Contraddittorio oltre che della Sequenza di Realtà Immobili ha bisogno di una constatazione, per cui il suo obbiettivo può essere raggiunto da un coinvolgimento progettuale, il quale necessariamente diventa protagonista; LO SPAZIO . Ora questo aspetto riporta ad una situazione per cui ogni singola progettazione estetica porta sempre a questo fattore, ma ritengo invece che in questo caso la situazione sia diversa. La struttura composita da un’insieme di Azioni Immobili, non ha lo scopo di arrivare ad un preciso linguaggio simmetrico per cui il fattore estetico diventa primario e condizionato da un’unica Visione Relativamente Armonica, ma invece parte da una condizione di completa Subordinazione Formale. Stabilito che ogni Sequenza Immobile corrisponde ad una diversa Realtà che fa apparire la Natura dell’Atto Contraddittorio, determina una condizione di staticità e immobilità apparente. Infatti mette a nudo una possibilità per cui il linguaggio formale possa essere continuato e non completato o concluso. La Realtà Immobile dà la possibilità di riprendere la propria dimensione grazie ad una continuità formale questa persistenza è definita dallo Spazio. Quindi Lo Spazio, nell’Opera Contraddittoria, non è più la dimensione per cui circoscrive una determinata azione, ma al contrario determina la condizione per un’ulteriore Proseguo Formale Infinito. Questo mio ragionamento porta ad una grande possibilità rappresentativa della Realtà, ma deve tenere conto anche della costante presenza di una possibile devianza che annullerebbe questo percorso: - il Fattore Emotivo.

Quale è la ragione per cui la Causa Emotiva porterebbe all’annullamento dell’Opera Contraddittoria. Ritengo essenziale questo punto in quanto chiarisce il motivo per questa mia presa di posizione difronte alla presenza di una certa natura indispensabile alla Realtà Interiore Umana. Rimanendo sempre sulle problematiche del Linguaggio dell’Arte e basandomi su una osservazione storica delle varie Correnti Artistiche del Passato e nelle Avanguardie Storiche vediamo che l’Elemento Emotivo è stato il motivo risolutivo che ha permesso di giustificare la natura dell’Opera con l’Osservatore. Questa mia osservazione viene riscontrata sopratutto nei periodi storici dove l’Arte si accosta con altri elementi che costituiscono la struttura organizzativa delle società presenti. Gli esempi più significativi li trovo nell’accostamento Arte - Religione, Arte - Politica, Arte - Stato. È evidente che in questi contesti il valore dell’Arte assume un’altra collocazione ed importanza e l’Elemento Emotivo diventa Effetto, mentre l’Arte diventa Mezzo e Veicolo. Quindi cosa emerge da questa mia considerazione , che l’Emotività collegata ad un interesse di carattere sociale diventa effetto di un’Azione Progettuale, maggiore è l’emozione prodotta maggiore è la forza della Struttura Rappresentata. Il veicolo "Arte" non ha più ragione d’essere, ma diventa Artificio .

Ora vorrei considerare un ulteriore questione in cui il Fattore Emotivo diventa essenziale, anche in questo caso lo stimolo mentale è frutto di un comportamento Visivo sempre tra Opera ed Osservatore e l’Emotività è il frutto della sua influenza. La fonte non è artificiosa, ma è componente Universale e quindi Vitale: il rapporto tra Arte - Natura. Rispetto alla precedente riflessione su questo punto emerge un dato importante, la componente di Natura non è artefatta, anzi l’approccio con la sua esperienza necessita di una indagine, di conseguenza esige cognizione. Pertanto il rapporto tra Arte - Natura diventa esplorativo e ricerca, anche l’aspetto Emozionale diventa partecipe e sensazione. Trovo anche in questo caso un riscontro osservativo nel Tragitto Storico dell’Arte, ad esempio nelle Arti Primitive o nelle Civiltà dove il concetto di Natura è diretto e presente, ma soprattutto nelle Avanguardie Storiche che hanno caratterizzato il Novecento. Rimane un dato di fatto, in rapporto con la Conoscenza, l’Emotività diventa Istinto . Questo impulso naturale determina un preciso comportamento sia visivo che mentale, obbliga l’osservatore ad un procedimento cognitivo che esalta la propria conoscenza o che porta ad una visione immaginaria. Tutte e due le fasi sono conseguenze dettate da uno stimolo creativo e tutte e due sono accomunate da uno Stato d’Animo di Incertezza. La presenza di questo richiamo, implica l’attuazione di un comportamento decisionale e l’Istinto è il passaggio ideale che dà l’opportunità di determinazione.

Ciò che emerso da queste due "analisi emotive" sono due parole che riassumono un preciso comportamento: L’Artificio e L’Istinto. Due elementi che nell’ambito del linguaggio formale hanno una precisa collocazione e tutte e due necessitano di una visione non precisa delle cose, anzi l’importanza di un’apparenza ampia e generica, permette di consolidare queste due tendenze. Tornando all’Atto Contraddittorio e la consapevolezza che la Realtà Immobile apre ad una continuità formale infinità permettendo allo Spazio di avere un ruolo determinante, ma nello stesso momento può scatenare l’impulso Artificioso e Istintivo che inducono questa possibile continuità a concludersi, arrivando ad una presentazione non veritiera dell’Opera Contraddittoria….

Note

[1] Vedi "Viaggio nel Contraddittorio"

[2] vedi Gaetano Kanizsa - Grammatica del vedere - cap. "Vedere e Pensare" (Il Mulino)

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