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⑶ RAFFIGURAZIONE DI UNA PROFONDITÀ

martedì 24 febbraio 2009, di M. Trentin

Analisi Strutturale all’interno dell’Emotività: L’ARTE CONTRADDITTORIA E LA VISIONE DELLA PSICHE

Avendo chiarito come il fattore emotivo diventa uno stimolo anomalo dal momento in cui lo Spazio è coinvolto dalla Dimensione dell’Atto Contraddittorio, porta inevitabilmente il mio percorso ad un atto liberatorio. Ritengo fondamentale questa presa di posizione in quanto grazie ad una attenta osservazione delle esperienze iconografiche che rivelano la presenza dell’Azione Contraddittoria, indicano una possibile restrizione creativa con il rischio di rendere ripetitivo sia il motivo che la progettazione stessa della rappresentazione estetica. La consapevolezza del limite che una Realtà Conseguente all’Atto Contraddittorio riferisce, mi indica una nuova strada da seguire. Il procedimento per cui "L’Azione Immobile" rivela la Natura del Contraddittorio, apre un interrogativo che coinvolge lo Spazio Circostante, ma nello stesso momento rivela anche la presenza di un’ ulteriore Spazio meno percettibile, ma più complesso: "LO SPAZIO INTERIORE". Quindi è grazie all’azione liberatoria del "fattore Emotivo" che emerge questa una nuova traccia. Prendendo atto di questa mia verifica e valutando la nuova condizione che si prospetta, diventa essenziale proseguire attraverso questa nuova opportunità accostandomi sempre più all’obbiettivo prefissatomi: "Rendere Visibile l’Invisibile".

Tornando ora al proseguo del mio percorso, constato che con la rappresentazione dell’Azione Immobile ed in seguito individuata la Realtà Contraddittoria, emerge una eloquente necessità che induce lo Spazio Circostante a diventare parte del linguaggio stesso. La conseguenza di questo processo, fa scattare un impulso visivo a carattere psicologico tra l’Opera e l’Osservatore. La condizione che si presenta porta l’Osservatore a procedere in un ragionamento deduttivo. Proprio perché la Mente di fronte ad una situazione di apparentemente illogica organizza un sistema di autodifesa visiva individuando ogni possibile elemento che induce ad una logica formale. Questo mette in moto sia il fattore intellettivo che il proprio patrimonio conoscitivo. L’Esperienza diventa il primo indizio che induce l’Osservatore a distinguere attraverso lo Spazio Circostante l’Atto Contraddittorio.

Il vero e proprio sistema di lettura che la mente esegue, mette in risalto nozioni che inducono l’Osservatore a stabilirne il valore, valutando elementi considerati di maggiore rilievo. Questo conduce ad avere una "Considerazione Visiva complessiva" condizionata da elementi che costituiscono lo Spazio Circostante. A questo punto posso considerare che la raffigurazione sommaria dell’Atto Contraddittorio coinvolge lo Spazio Circostante e determina una situazione di presenza dominante dello Spazio Apparente. L’Atto Liberatorio da questa influenza permette di svelare il suo contrario: lo Spazio Interiore .

La consapevolezza dell’esistenza di questo nuovo percorso di ricerca, riporta l’attenzione all’Atto Contraddittorio non più come documentazione di una Realtà Contraddittoria, ma concentra la prospettiva sulla sua natura. L’Uomo ed il Raziocinio diventano il fondamento per una diversa angolazione rappresentativa, ponendo nuove questioni nell’ambito del Linguaggio dell’Arte. Ora è evidente che questo concetto non pone più l’Osservatore ad avere una possibilità interpretativa o immaginaria dell’Opera Contraddittoria, ma al contrario viene guidato da un Percorso Formativo e Razionale. Avendo ora chiarito il concetto di razionalizzazione dell’Azione Contraddittoria, pongo l’attenzione sul fondamento di Spazio Interiore e soprattutto evidenziare il cardine su cui la Possibile Visione abbia una struttura di partenza logica e formativa. È inevitabile a questo punto, che il rapporto con altre discipline a carattere Umanistico e Scientifico, diventa essenziale.

Parlando di Spazio Interiore è evidente che si entra nella sfera più profonda dell’Uomo, entrando non dal punto di vista scientifico, ma raffigurando ciò che il linguaggio dell’Arte analizza all’interno della sfera del sensibile ed in particolare della psiche. Un’attenta osservazione della Storia dell’Arte e nello specifico nella Pittura, vediamo che questo territorio è sempre stato uno degli interrogativi che l’Arte si è sempre posta, ma come ho accennato nel precedente articolo [1] la sua rappresentazione ha avuto una determinante influsso a carattere esterno: esempio Arte - Religione. Rimanendo sempre nel percorso della Storia dell’Arte, emergono tre elementi che hanno evidenziato questo aspetto, caratterizzando le varie Epoche e Civiltà ; L’ISTINTO - IL TRASCENDENTE - LO SPIRITUALE. In tutte le tre tendenze si pone un’unica questione, La Conoscenza dell’Uomo e della sua Natura.

Quale è la ragione per cui sono arrivato a racchiudere in determinati comportamenti [2] il percorso evolutivo dell’Arte che al contrario è composto da infinite sfaccettature che indicano la molteplicità e la diversità dell’ingegno Umano? La mia risposta vuole dirigersi verso una mia convinzione per cui esiste un’altra o più possibilità di Rappresentazione del Linguaggio Visivo dell’Arte più vicino ad una Logica di Pensiero Umano meno condizionato dagli Interessi, ma che rivaluta la consapevolezza della Potenzialità dell’Arte come possibile cammino di Conoscenza. La verifica di questi tre punti possono chiarire la mia intenzione di valutare la possibile Visione dell’Invisibile in un’altra prospettiva più liberatoria.

L’ISTINTO - Il rapporto dell’Uomo con l’ignoto è sempre stato stimolo di ricerca e desiderio di confronto con le forze della natura presenti. Questo fattore ha contribuito a garantire la sua sopravvivenza, ma nello stesso momento ha permesso di accedere alla Conoscenza. Diventa pertanto interessante individuare le varie Civiltà Storiche che hanno posto lo sguardo verso "il Mistero della Natura" e come conseguenza valutavano la sua forza. L’Arte in questo contesto ha avuto un ruolo Potenziale, con proprietà Divinatorie e Medianiche. Alcuni esempi li posso avere con Civiltà Egizie, Assiri Babilonesi, Etrusche, Greche, Romane, ed altre Civiltà minori situate nel Bacino Mediterraneo. Si trovano altri esempi nelle Americhe: Nativi Americani, Aztechi, Toltechi, Maya, Inca. Di natura primitiva e Preistorica, Africa, Australia ed Asia. Tutte e queste Culture si sono confrontate con i segreti della natura ed i suoi fenomeni, scoprendola divinizzandola ed adorandola. Tutte hanno avuto un punto in comune, il limite dell’Ignoto. È in questo contesto che l’Uomo di fronte ad una assenza di risposta o spiegazione ha posto un limite Conoscitivo ed ha affinato l’unica arma di difesa interiore: l’Istinto ed in esso ha garantito la sua continuità. L’Arte in questo caso diventa espressione di questo limite ponendo non confini o divieti, ma diventa Esperienza.

IL TRASCENDENTE - Rispetto alla precedente analisi dove L’Uomo a contatto con le forze della Natura, instaura un percorso Conoscitivo e l’Arte diventa parte di questo processo, posso constatare che in parallelo a questa visione si instaura un altro aspetto evolutivo del rapporto non più tra Uomo-Natura, ma tra Uomo-Sovrannaturale. Anche in questo caso il rapporto con l’Ignoto diventa ricerca, ma mentre la Natura esprime la sua Realtà Vitale, nasce una idealità per cui esiste una Verità superiore e va oltre la Natura, la Vita e l’Universo. Questo principio comporta l’Uomo ad essere parte della Natura, ma soggetto all’influenza di una Realtà Superiore. Strutturalmente questo valore aderisce nelle Civiltà dove nel rapporto Sociale domina un Potere Influente e subordinante. L’Arte rivede il concetto di Natura e lo conforma attraverso questo principio di trascendenza. Al linguaggio istintivo si impone una precisa regola limitandola a semplice esaltazione estetica o mezzo di elogio al pensiero veritiero. Posso inquadrare questa evoluzione nella Storia dell’Arte, soprattutto dopo la caduta dell’Impero Romano con l’avvento del Cristianesimo come Religione di Stati, in Medio Oriente con l’avvento dell’Islam, Asia , Culture Indù e Buddismo. Tutte sono subordinate da una Visione Politico Religioso che impone alle altre discipline una Regola ed un Comportamento. Con il pensiero trascendentale l’Arte diventa mezzo od espressione di una Disciplina che mira ad una Verità Interiore subordinando l’Uomo ad una Ubbidienza. È interessante tutto ciò, proprio perché è Disciplina, l’Arte sviluppa una maggiore tecnica ponendo nuovi quesiti che costituiscono il linguaggio tecnologico diventando documento o esaltazione della Realtà Presente. Quindi potrei definire che l’Arte con l’avvento del pensiero trascendentale diventa Disciplina e apre ad un nuovo linguaggio esaltante: la Tecnica.

LO SPIRITUALE - Attraverso il Pensiero Trascendentale l’Arte entra in un linguaggio più subordinato, questo ha fatto sì che la sua evoluzione si avvalga del Metodo e della Progettazione come espressione di un Valore. L’elemento tecnologico diventa la struttura portante che preserva questo nuovo linguaggio, aprendo nuovi interrogativi all’interno dell’Arte stessa. Il rapporto con altre discipline ( la Scienza, l’Economia, la Politica ) diventa inevitabile, ma in definitiva anche esse subordinate ad un esaltazione della Verità Dominante, raggiungono l’obbiettivo di Apparenza Grandezza. Ora nel paradosso di questa analisi emerge un fattore importante in quanto l’Arte raggiunge il suo massimo splendore lasciando testimonianze di enorme importanza, ma nello stesso momento ha lasciato nell’Uomo un grande interrogativo per cui il suo proseguo è salvaguardato. L’Uomo di fronte ad una Realtà Superiore alza nuovamente lo sguardo, ma scopre un’altra via da tempo trascurata, lo Spazio Interiore. L’Arte, la Filosofia e la Scienza trovano una nuova fonte di ricerca e riportano l’Uomo al centro della sua Natura. Non è un ritorno alle Origini od all’Istinto, ma apre un diverso approccio con la Conoscenza, ponendo l’Uomo medesimo, fondamento del suo studio. Questa attenzione particolare in una dimensione più Umana, mette a fuoco una Realtà più Razionale evidenziando un rapporto costante tra corporeità e sensibilità. L’Arte in modo particolare si rende protagonista di questo concetto e pone nuovi interrogativi mettendo in luce la potenzialità evolutiva. Tutto ciò consente di avere una differente Visione della Realtà, che non è più subordinata da un "Disegno Sovrannaturale Stabilito", ma trova nel Percorso Analitico il suo intento. Riscontro che questa evoluzione nell’Arte si colloca in un preciso territorio, l’Europa, diventando la culla del modello culturale che porterà sino ai giorni nostri, il merito di rappresentare la Patria delle Avanguardie Storiche nell’Arte Moderna. Potrei già inquadrare un primo periodo storico che ha permesso di aprire nuovi spiragli conoscitivi, l’impulso viene dal pensiero Filosofico e Scientifico: l’Illuminismo [3]. Naturalmente l’Arte non si era ancora liberata dalla morsa trascendentale, anzi con le nuove politiche si è assoggettata ai poteri vigenti. [4] Anche in questo caso in antitesi ai cambiamenti storici sorge in Germania nel XVIII secolo il movimento Romantico [5]. Rispetto alle teorie Illuministe ed in contrapposizione al razionalismo, il Romanticismo indica una nuova concezione di vita e dell’Arte che afferma il concetto di creatività dello spirito. La svolta principale avviene in seguito, con l’evento del Movimento Impressionista [6]. La Luce ed il Colore diventano il concetto espressivo di un approccio meno vincolato da regole o imposizioni accademiche, con la Visione della Realtà più Sensibile. Si entra in una Rappresentazione Emozionale in connessione ad una Scientificità del metodo, aprendo la porta ad una Stima della Potenzialità dell’Arte. Nello stesso periodo nasce la Psicanalisi, questo conferma la volontà dell’Uomo di porsi al centro di una discussione che coinvolge tutto il Sapere dal punto di vista Scientifico che Umanistico. L’Arte diventa partecipe di questa evoluzione rivalutando la sua dipendenza da vincoli esterni alla sua natura avvalendosi di un nuovo concetto di libertà. Un esempio della Rivoluzione della Visione lo si ha con l’avvento dell’Astrattismo [7] che rappresenta lo sforzo dell’Uomo nell’esprimere, attraverso linee forme e colori, il Mondo Interiore.  [8] con la sua teoria "Spiritualità dell’Arte" apre la possibilità di comprendere un altro aspetto della Visione, non intenta a catturare l’emotività attraverso una rappresentazione della Realtà Documentata, ma attraverso uno stimolo Percettivo che la Forma ed il Colore detta, permettendo così alla Mente di penetrare nella Dimensione Interiore. Questa nuova possibilità di Conoscere la Visione permette attraverso il coinvolgimento mentale di arrivare ad una diversa interpretazione della Realtà aprendo ad una diversa concezione di Spiritualità. Posso così chiarire che il linguaggio dell’Arte attuale, può racchiudersi in una Emotività e Sensibilità .

Note

[1] Raffigurazione dell’Emotività

[2] Naturalmente il mio criterio è vicino allo Studio della Visione del Sensibile e non in un’analisi complessiva della Storia dell’Arte, quindi più vicino ad un comportamento psicologico che ad una specifica ricerca storica.

[3] Illuminismo

[4] Vedi Rivoluzione Francese - Inglese. Un esempio viene dall’Arte Neoclassica dove il ritorno ad un modello di bellezza derivata dallo Stile Classico, porta a divenire una scelta di tipo estetico in contrapposizione ad una Realtà Politica dominante (Monarchia - Nobiltà)

[5] Romanticismo

[6] Impressionismo

[7] Astrattismo

[8] W. Kandinskij