ARTE CONTRADDITTORIA
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⑷ RIVALUTAZIONE DI FORMA: NIETZSHE COME PUNTO DI PARTENZA

martedì 24 febbraio 2009, di M. Trentin

L’Analisi attenta di un percorso storico della Visione Interiore attraverso l’esperienza formale, individua un possibile tabù interpretativo. L’Arte Contraddittoria rivela questa possibilità in una "Revisione Formale". Il Pensiero di Nietzsche diventa lo stimolo essenziale per una "Rivalutazione di Forma"….

Nel precedente articolo [1] ho focalizzato la mia attenzione sulla "Visione del Sensibile" in un’analisi interpretativa sillogistica che individua la sua Struttura Espressiva. Avendo individuato sia dal punto di vista storico che psichico il carattere che contraddistingue il Linguaggio dell’Arte della nostra Epoca, ritengo essenziale definire la collocazione concettuale dell’Opera Contraddittoria all’interno di una interpretazione della "Visione dell’Anima".

Un’ulteriore verifica in senso analitico dei comportamenti fondamentali che i movimenti artistici del nostro periodo rappresentano, diventa basilare per comprendere il percorso formale ed estetico che l’Opera Contraddittoria rivela. Si è visto come l’arrivo dell’Astrazione [2] abbia aperto la strada per una Visione Interiore più Sensibile rispetto alle esperienze estetiche del passato. L’importanza dovuta ai cambiamenti storici, ma soprattutto la scoperta della Psicanalisi, ha dato un’ulteriore spinta alla Pittura per affermare la possibilità di una Visione dell’Anima più vicina alle esperienze Umane, staccandosi così da un vincolo sistematico che impone una Visione più subordinata dalle Realtà esterne. Tutto ciò ha permesso di considerare l’importanza della Forma, come veicolo che permette di accedere al Sensibile attraverso una stimolazione visiva che implica il procedimento mentale. Tuttavia a causa di questo mutamento radicale della interpretazione della Realtà, crea come di conseguenza un pregiudizio a carattere Visivo. La Presenza del Figurativo come unico linguaggio che racchiude il frutto della perfezione estetica e formale e in antitesi l’Astrazione, come rottura del concetto accademico di bellezza, ma simbolo di una Realtà meno vincolata alle regole e più vicino ad una interpretazione istintiva. Questo enorme pregiudizio si afferma nel linguaggio dell’Arte tanto e vero che ai giorni nostri, questo concetto è ancora presente e stabilisce una ulteriore frattura Visiva che secondo il mio parere, limita una possibile Ricerca Evolutiva dell’Arte stessa, ma contribuisce ad elevare "La Comunità del Pensiero Ignorante". Accantonando questo concetto negativo della Visione dell’Arte, esiste un dato di fatto che costituisce questa critica: "L’Idea di Forma".

È nella Pittura la dimensione dove Il mio concetto ed il mio percorso analitico trova il suo orientamento. Pertanto il "Concetto di Forma" ha più attinenza con questo mezzo espressivo, entrando in un linguaggio strutturale che colloca la Visione in uno Spazio di partenza Bidimensionale. Nel percorso a ritroso nella Storia dell’Arte, la "Nozione di Forma" ha una sua dualità tra la realtà sensibile e mentale. Tutto ciò parte da un pensiero fondamentale di cui la Filosofia si è fatta interprete. Nell’Arte Moderna "L’Idea di Forma" si arricchisce con il contributo scientifico ed instaura una nuova concezione osservativa. È da questo punto che vorrei partire, pur avendo sempre uno sguardo rivolto alle Radici storiche dell’Arte.

Si è visto come "l’Idea di Forma" nel passato era subordinata da un principio fondamentale che si avvicinava ad un’ideale di bellezza imposto. Quindi la "Pittura" si è sviluppata secondo una Regola di Forma dettata da una Visione di una Realtà Artificiosa. La conseguenza di ciò ha portato ad incrementare il Metodo come elemento che esalta la Forma e l’avvicina ad una possibile "Verità di Bello". Un esempio lo si ha con il Rinascimento [3], in quanto il Concetto di Forma Esemplare viene raggiunto dallo studio di una conoscenza costante avvalorata da una maestria della potenzialità dei materiali. La Ricerca di un traguardo Formale passa attraverso il supporto dell’Esperienza e dalla Tecnica dei Materiali. Questo provoca la distinzione in ogni prodotto Pittorico riconoscendo l’origine della sua natura cognitiva svelando così il linguaggio metodico: Lo Stile.

Lo Stile conferma la presenza della Regola Formale avvalorando un’Ideale di Principio di Bellezza Comune. Quindi la Forma diventa parte di un percorso stilistico dove la Tecnica e l’Esperienza contribuiscono ad un Riconoscimento Formale e determina il Valore dell’Artista. Questo concetto è l’ossatura di una Interpretazione di Arte che ancora oggi inconsciamente avvaloriamo. Nello stesso momento incameriamo un’Idea di Bellezza che deriva da questa Morale. Giustamente questo insegnamento ha portato ad elevare la potenzialità dell’Arte stessa, ma dalla seconda metà del XVIII secolo sino ai giorni nostri si sta avvalorando una diversa possibilità di condividere un nuovo linguaggio che permetta di sviluppare una Innovativa Visione Strutturale dell’Arte, permettendo così di Potenziare la Ricerca. Ovviamente questa mia analisi, non è completamente assorbita e condivisa da tutte le Realtà dell’Arte, ma ritengo essenziale che l’impulso ricevuto dalle Avanguardie e dagli Artisti con l’appoggio Scientifico e Filosofico, dia la possibilità a pochi di comprendere e sviluppare questa Nuova Realtà. Focalizzando bene il mio concetto vorrei far emergere il punto dove ho individuato la ragione di questo mio pensiero. Inquadrato il periodo storico, seconda metà 800 e valutando la condizione di mutamento sia Sociale che Storica della nostra Civiltà, dalla Pittura emerge una diversa Esperienza Sensibile. La consapevolezza che l’Uomo è il protagonista della propria Realtà, mette in discussione la sua potenzialità e la scoperta di una Interiorità più Razionale e Corporea, indica la strada nella esistenza di una Dimensione Interiore più Conscia.

Addentrandomi con più attenzione nei meandri "dell’Entità Sensibile" riscontro un desiderio di Affermazione della Conoscenza che avvalora una Volontà di chiarezza e distinzione tra la Realtà Esterna Ingannevole ed la Consapevolezza di scrutare in una Intimità della Coscienza. L’affermarsi della Psicanalisi ha determinato il riconoscimento del Valore Interiore Umano Libero. L’Arte ha trovato in essa un ulteriore motivo di conferma appropriandosi del Concetto Liberatorio come veicolo per una Visione più Tangibile dell’Interiorità. Questo ha comportato ad avvalorare il Concetto di Forma, non più come strumento di una Costrizione del Pensiero, ma come Veicolo per una Visione più Sensoriale. Tonando ai primi Movimenti Artistici dal tardo 1800 come il Romanticismo ed l’Impressionismo [4] [5] osservo che il concetto di Forma assume una diversa interpretazione nell’ambito espressivo, ma trova in entrambi lo stesso Valore e Potenziale. Mentre nel Romanticismo la ricerca di spiritualità avviene attraverso un percorso Visionario e Fantastico e l’aspetto Formale si identifica in una Corporeità Pittorica, l’Impressionismo trova nelle Forme della Forza della Natura attraverso la Luce, una Visione più Percettibile che induce la mente ad una Sollecitazione del Senso. Tutte e due indicano nella Forma lo Stimolo per una Osservazione di una Realtà più Liberatoria. Anche nei Movimenti Artistici seguenti come ad esempio il Futurismo [6], Il Surrealismo [7] ed il Cubismo [8], pur differenti fra loro esprimono nella forma il Concetto Liberatorio. Il Futurismo trova nell’Energia Meccanica e Dinamica la Potenzialità Pittorica e la Forma diventa la Struttura fondamentale che esprime questo Stato d’Animo. Il Surrealismo con la Visione dell’Inconscio trova nella Realtà Fantastica una Natura di Forma più Estetica. Il Cubismo va oltre la Dimensione, esasperando la Forma in relazione ad uno Spazio. Tutte e tre assimilano un concetto Strutturale per cui la Forma è Veicolo tra Mente e Spirito. Il passo evolutivo più importante avviene con con la corrente artistica dell’Astrattismo. Questo importante movimento mette in risalto il Concetto Interiore come elemento fondamentale della sua opera, proponendo lo stato d’animo dell’artista attraverso strutture elementari, quali la linea, essenzialità formale ed il colore. La Forma , in questo caso mira alla mente ed apre l’interesse alla ricerca di una Visione Interiore che a sua volta diventa tramite, portando il linguaggio formale all’interno di indagine esplorativa della Coscienza. L’esaltazione di una Espressività Formale attraverso l’Astrazione origina sino ai giorni nostri la creazione di numerosi Movimenti Artistici: l’Informale [9], il Concretismo [10], lo Spazialismo [11]. L’opportunità aperta dall’astrattismo, induce l’osservatore a comprendere una nuova possibilità espressiva della Visione, un vero e proprio linguaggio che attraverso la sua lettura, si può intraprendere un nuovo percorso all’interno della Visione del Senso.

L’Arte Contraddittoria si pone anch’essa all’interno di questo tragitto e trova nella Forma il tramite per una Visione dell’Interiorità. Il punto essenziale che differenzia il proprio Concetto ed Operato è nell’affermazione di una diversa concezione che indica nello Scopo Formale una differente opportunità di Visione. L’Idea di Forma rimane sempre l’interrogativo primario che l’Arte Contraddittoria pone ed anche in questo caso ha bisogno di un rapporto collaborativo tra le diverse potenzialità quali la Filosofia, La Psicologia ed altre componenti Scientifiche come la Matematica. Il Linguaggio Visivo rimane sempre la dimensione sicura per cui questi insegnamenti o percorsi di ricerca sono trasmessi, ma rimangono sempre all’interno di una Problematica che l’Arte pone.

Avendo esposto, attraverso un percorso interpretativo e storico "di Nozione di Forma" che i vari movimenti ci hanno proposto e ci propongono, vorrei delineare il Punto essenziale per cui l’Arte Contraddittoria definisce una possibile e differente via che indichi nella Visione dell’Invisibile l’obbiettivo prefissato. Ciò che emerge dalla mia valutazione dei Movimenti Artistici precedenti, sta nel "Giudizio di Forma" per cui mediante la sollecitazione della Mente, il soggetto estetico diventa elemento di una Costruzione Sensoriale Emotiva. Questo percorso fa sì che la Ragione Formale diventa il Mezzo, riaffiorando la Regola e rimanendo ancora legati ad il vecchio concetto Estetico, per cui la Consuetudine diventa, in un certo modo, l’unico linguaggio strutturale che individua la strada per una Visione dell’Anima. Quindi ciò che emerge dallo Scopo Formale è in un preciso obbiettivo, la Sollecitazione Emozionale. La Forma, diventa strumento per l’impulso Emotivo. In seguito, all’interno delle Emotività, si crea uno Spazio Visionario dove si permette alla Sensibilità o allo Spirituale di influire sull’operato. L’Arte Contraddittoria si pone in antitesi a questa problematica. Ritengo che la Forma debba mantenere lo scopo Originario della Sua Natura sostenendo la sua Potenzialità ed oltrepassando lo Stimolo Emotivo, trovando nella Ragione la sua Logica Formale [12].

Seguendo questo principio, si presenta l’obbligo di una RIVALUTAZIONE DELL’IDEA DI FORMA. Questa possibilità trova il suo fondamento nella Filosofia e pur rimanendo sempre ancorato nel linguaggio delle problematiche che l’Arte Moderna pone, ritengo essenziale trovare nel Pensiero Filosofico Moderno il suo cammino, ma soprattutto, chi più di ogni altro ha affrontato l’Interiorità meglio di altri, proponendo una diversa Visione del Sensibile, scardinando i vecchi concetti, le paure, i vizi e le devianze se non il Pensiero di FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE [13] . Individuata la ragione per cui la discussione del linguaggio di Forma trova nel pensiero di Nietzsche la base di partenza che determina, per l’Arte Contraddittoria, un inizio di un percorso di "Revisionismo Formale", vorrei ora introdurmi nella questione, plasmando le potenzialità che i concetti rivelano, indicando così, il passo concreto verso un obbiettivo Visivo.

Il pensiero di Nietzsche è un pensiero complesso ed ancora discusso, naturalmente per non uscire dal concetto Visivo non intendo analizzare il suo operato, ma cogliere i punti essenziali che individuano nell’Arte una possibile fonte che induce ad un percorso Evolutivo. Posso così ritrovare nel Suo Pensiero un concetto essenziale nella sua logica: "Il Pensiero Liberatorio". Naturalmente questo desiderio non può giustificare un atteggiamento demolitore dei valori culturali, ma in contrapposizione, raccoglie la consapevolezza di una potenzialità tonificante che libera l’Uomo dai vincoli ingannatori che lo hanno limitato o assopito. L’Uomo non è più un Essere Vincolato o Subordinalo, ma contrariamente Consapevole. Questa Volontà di Determinazione implica la necessità di una chiarezza interiore ed obbliga ad individuare nelle conseguenze restrittive tutte le nefandezze e le sporcizie che sono state scaricate nella nostra psiche. Per me è questo il punto essenziale che introduce nel percorso interpretativo di "Razionalità di Forma". Non sta nell’interpretare od immaginare o meglio descrivere i comportamenti od i vizi che l’Uomo intraprende, ma nell’individuare nel concetto liberatorio il procedimento Visivo come parte del Pensiero Mentale. La Visione non è espressione di un Fattore Emotivo, ma focalizzazione di una Visione Cognitiva.

Note

[1] "Raffigurazione di un Profondità"

[2] Astrattismo

[3] Rinascimento

[4] Romanticismo

[5] Impressionismo

[6] Futurismo

[7] Surrealismo

[8] Cubismo

[9] Informale

[10] Concretismo

[11] Spazialismo

[12] Questo concetto vorrei definirlo più approfonditamente nei seguenti articoli che riguardano il mio percorso evolutivo estetico: IL BESTIARIO

[13] FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE