ARTE CONTRADDITTORIA
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⑺ ANIMA COME PUNTO DI PARTENZA

martedì 7 luglio 2009, di M. Trentin

Mentre "nell’Anima", contenitore di una Visione Immaginaria dove la Spiritualità trova la sua Realtà Illusoria, la Forma scopre la propria potenzialità in un atto liberatorio andando Oltre l’Apparenza proponendo una diversa Visione del Profondo.

Preso atto della necessità di applicare il mio percorso di ricerca pittorica all’interno di una Composizione Modulare Architettonica, trovo l’esigenza di agganciare l’esperienza cognitiva e l’esperienza formale, creando così un linguaggio pertinente ad una Visone più Razionale. La consapevolezza strutturale per cui nel pensiero di Nietzsche [1], la Rivalutazione di Forma trova il suo fondamento e mi permette di entrare all’interno delle problematiche emerse durante il cammino esperienziale.

Nel Concetto Liberatorio per cui il Pensiero di Nietzsche trova la strada che induce ad una possibile conoscenza, mettendo in risalto la Potenzialità Umana, si presenta un bivio che implica una azione decisionale. Infatti ciò che emerge da una mia analisi interpretativa si prospettano due passi decisivi nella denunzia approfondita che Nietzsche espone: La Critica Sociale e la Perdita di una Identità Forte che l’Uomo e le Culture rappresentavano e la conseguente Presenza delle Nefandezze, dei Vizi e delle Sporcizie di una Interiorità Umana Rassegnata e Sottomessa. Questi due punti di fondamentale importanza, mi permettono di inquadrare il nocciolo su cui l’Espressività Formale trova il suo sostegno. Pertanto, è nella strada dell’Interiorità la via che individua nell’Animo Umano la Potenzialità di un’Idea di Forma.

Individuato, attraverso le analisi delle sue Opere, il percorso strutturale che ha plasmato il pensiero di Nietzsche, ma soprattutto considerando il valore per aver scavato nell’Animo Umano mettendo in luce tutte le sue brutture e prendendo atto che il percorso interiore trova nell’Idea di Forma un suo fondamento, si presenta una ennesima immagine che vede nel dualismo strutturale una possibile scelta che induce il percorso estetico in differenti strade: La Potenzialità di un Atto Estrinseco o La Potenzialità di una Movenza Intrinseca. Queste due posizioni, ritengo siano molto importanti e cruciali per il percorso di un pensiero estetico, avendo determinato il nostro concetto di un’Idea di Forma, condizionato da un superficiale giudizio che inevitabilmente ha elevato a modello, ignorando così, l’esistenza di un altro possibile percorso. Aperta questa mia questione, ritengo necessario chiarire i due punti emersi.

LA POTENZIALITÀ DI UN ATTO ESTRINSECO

Aperta la questione sull’Idea di Forma ed avendo come base il contributo del pensiero di Nietzsche che mi accompagna nel più profondo spazio, ancora poco conosciuto, dell’Animo Umano, riscontro un dato di fatto per cui il fattore Visivo diventa essenziale per concepire un aspetto poco noto od in presenza di un atto ben definito. Anche il percorso espressivo e formale che Nietzsche individua nell’aforisma, esprime questo fatto. Quindi il procedimento che si presenta nel descrivere un aspetto di una Realtà Sensibile, trova nel processo mentale l’unica soluzione che individua nell’Immagine il linguaggio che espone una Realtà. Proseguendo, come esempio, il percorso strutturale nel Pensiero di Nietzsche, si presenta una esposizione dell’atto mentale in una Realtà Descrittiva dove la Visione trova il suo ambiente congeniale. Questo fattore, secondo il mio parere, è avvalorato da un condizionamento culturale rappresentativo di una realtà storica e sociale dell’epoca. Ritengo che la presenza del Modello Romantico sia stato influente e determinate per l’aspetto descrittivo.

Questa mia attenta analisi pone una questione che individua nella Visione Mentale un condizionamento soggettivo orientato dalla propria esperienza culturale. In base a questa influenza si determina una Realtà Visiva Estrinseca, cioè basata su indizi o nozioni derivate da una Realtà Oggettiva. È proprio su questo punto che si sviluppa un processo di tendenza paradossale. Lo stimolo, derivato dalla Visone Oggettiva, si modifica in una nuova Realtà Immaginativa. L’Oggetto, ricco della sua storia od esperienza, diventa Impulso, orientando il proprio patrimonio cognitivo in una Visione Immaginaria. Questo fattore ritengo sia sempre stato determinante per una comprensione di un linguaggio che l’Arte si è fatta propria. Infatti questa costruzione mentale è diventata in un certo modo l’unica strada interpretativa che edifica la propria struttura o fondamento, in un linguaggio che esprime la Realtà Sensibile.

Si presenta così, un ulteriore Modello Sistematico che individua in un Paradosso Visivo il meccanismo di accesso nella Interiorità. Questo procedimento di "apprendimento mentale", porta come conseguenza un altro fattore che incrementa o meglio crea maggiore influenza all’aspetto Immaginario: L’Artificio. La presenza di questa Realtà Artefatta comporta alla non valorizzazione dell’Oggetto in se stesso, ma al contrario innalza un potenziale flusso che coinvolge il Processo Visivo Mentale, scatenando una Reazione all’Emotività.

Pertanto posso affermare che maggiore è l’evidenza di un ordinamento artificioso che ha come pretesto un’Origine Fittizia, l’Oggetto, maggiore è la reazione mentale verso un Condizionamento di un Procedimento Emotivo.

La mia osservazione necessita di un’ulteriore puntualizzazione evidenziando un Fraintendimento Percettivo, confondendo la Realtà Emotiva e la sua conseguenza, nell’Espressività dell’Interiorità.

La Realtà Emotiva prevale sul Valore Cognitivo di una Realtà Interiore. Sono due elementi che implicano differenti metodologie , ma con concetti che avvalorano una visione culturale in discrepanza fra loro. Pertanto posso definire che la Rappresentazione di una Realtà Emotiva è il frutto di una Speculazione Formale, ma nello stesso modo Creatrice di una Dimensione Artificiosa. La conseguenza di di questa ricognizione proietta il ruolo dell’Osservatore in un contenitore, esaltando L’Appiattimento di un Principio Condiviso e avvalorando il Concetto di Intrattenimento come unica e possibile Concezione Educativa.

LA POTENZIALITÀ DI UNA MOVENZA INTRINSECA

L’analisi descrittiva del percorso interpretativo ed espressione di un Concetto che l’Arte suggerisce nei confronti delle problematiche della Visione del Sensibile, indica un preciso orientamento verso un Linguaggio Semplificativo e Riduttivo. La Valorizzazione di una Concezione Artificiosa come unica espressione che risveglia nell’Animo Umano il Fattore Emotivo, riflesso di una Realtà Interiore, dimostra che il Senso Cognitivo viene escluso, incentivando un’Ideazione Estrinseca all’Intrattenimento.

Nel precedente paragrafo ho evidenziato l’esistenza di una struttura che rivela un metodo di apprendimento visivo, esaltando il fattore emotivo come pretesto che introduce alla scoperta di una Realtà Sensibile. Inoltre ho evidenziato come l’Artificio diventi "il complemento ingannatore", stimolatore della funzione Visiva Mentale che eleva, come di conseguenza, una diversa Maniera di Lettura dell’Arte, relegandola in un banale Intrattenimento. Pertanto questi due punti: "L’Artificio e L’Intrattenimento" diventano componenti stimolanti che sottolineano la presenza della Potenzialità di un’Azione. L’Atto Estrinseco è il simbolo che distingue la "Nuova Tendenza Espressiva" che l’Arte espone in questo Attuale periodo Storico. Anche in questo caso vorrei sottolineare i percorsi storici che dimostrino questa predisposizione.

Il mio punto di partenza, attraverso un’indagine retrospettiva, è rivolto agli inizi del XIX secolo ed in particolare con l’avvento dell’Astrazione. W. Kandinsky [2] tramite"Lo Spirituale nell’Arte", esamina il percorso interiore mediante la sollecitazione formale. Le interrogazioni nei riguardi delle interpretazioni visive che coinvolgono la Natura e la Realtà Astratta, pongono differenti quesiti che indagano il concetto Emozionale. Il rapporto Artista ed Osservatore vengono legati od accomunati da un unico effetto: l’Emozionalità. La Forma, espressa attraverso le varie discipline dell’Arte, crea il presupposto ad "Emozionare l’Anima". Il Rapporto Armonico tra componenti formali opposti fra loro, aprono ad una Visione Astratta che introduce ad un Valore Spirituale. Per mezzo di queste impressioni che l’Animo esterna l’Emozione. Questa sua grande Intuizione apre per l’Arte, un nuovo cammino che introduce l’Uomo al centro della propria Coscienza, ma nello stesso momento apre nuovi interrogativi che rafforzano il bisogno di Conoscenza Interiore.

L’Emozione, diventa il punto d’arrivo, ponendo l’Osservatore a confronto con l’intento dell’Artista. Questa problematica pone già una ovvietà, ricordando che l’Emozionalità è sempre stata lo scopo di ogni espressione artistica, in modo particolare l’Arte del passato. Allora cosa differenzia il concetto innovativo Astratto rispetto alle passate esperienze stilistiche? La risposta sta proprio nella Rappresentazione Formale. Tornando a Kandinsky ed al suo saggio "Lo Spirituale nell’Arte", riscontra nell’Arte Primitiva l’origine di una essenzialità formale, ma nello stesso momento la pienezza di una spiritualità profonda. Anche in questo caso l’ulteriore domanda rivolta al passato, porta ad una risposta già definita. La grande innovazione che allontana dalla natura delle espressioni passate, sta proprio nel procedimento mentale. L’essenzialità e l’elementarità della Forma, in rapporto con lo Spazio ed in sollecitazione con il Colore, crea uno stimolo alla mente. La reazione impulsiva ottenuta, introduce in una Realtà Astratta. È in questa dimensione che l’Artista incontra "il Sensibile". L’esperienza Sensibile in rapporto armonico tra elementi formali e lo stimolo visivo, indicano all’Osservatore lo Spazio Emozionale. Pertanto l’Astrazione, secondo il mio parere, è il Rapporto Emotivo con l’Anima.

Quest’ultima definizione apre il cammino verso un’altra corrente artistica sviluppatasi dopo gli anni quaranta negli Stati Uniti: l’Espressionismo Astratto [3]. Anche in questa tendenza il Concetto Interiore è forte. Rispetto all’Astrattismo [4] l’espressionismo punta come obiettivo non più alla rappresentazione di una Realtà Emotiva, ma più vicina ad una Espressività Inconscia. L’Artista diventa mediatore del proprio Inconscio e lo Esprime attraverso la gestualità o la materialità. La Forma, come elemento stimolante, viene tralasciata in merito ad una Formalità Intuitiva: L’Action Painting [5], Jackson Pollock [6], è un esempio. L’Atto od il Gesto diventano conseguenze di una "Autostimolazione Inconscia". Il Ritmo o la Velocità del Movimento Gestuale diventano parte dell’Esperienza Visiva del proprio Inconscio. L’Artista apre il proprio Subconscio verso l’Espressione che esalta la Potenzialità Istintiva. Quindi l’Espressionismo Astratto rappresenta lo Sviluppo di una Realtà Inconscia che esprime la Volontà di una Ritualità Istintiva.

In conseguenza alla Realtà dell’Espressionismo Astratto si presenta una nuova corrente: la "Minimal Art" o Minimalismo [7]. In contrapposizione all’Espressività Inconscia, il Minimalismo si pone in antitesi e rimbalza la Ricerca del Sensibile in una Rappresentazione Oggettistica della Realtà. L’Essenzialità Oggettiva ed Astratta, dal punto di vista "Spaziale", pone comunque una Reazione Stimolante Interiore. L’Oggetto non è frutto di una esperienza, ma è Presenza. L’Aspetto Visivo diventa Oggettivo e rappresenta ciò che è. Questo concetto apre inevitabilmente ad un procedimento mentale che avvicina al comportamento Percettivo. Il Minimalismo è la Testimonianza di una Realtà Essenziale Oggettiva, ma Inconsapevolmente Sensibile.

In conseguenza al Minimalismo, ma soprattutto in seguito alla domanda sulla Oggettività Formale, emergono altre nuove tendenze che esprimono un allontanamento alla ricerca Interiore, spostando lo studio verso una Realtà Visibile: Fluxus [8], Land Art [9], Light and Space [10], Body Art [11], Neo-Dada [12], Arte Povera [13] e Installazione. L’allontanamento ad una Conoscenza Interiore innalza il Desiderio di Tangibilità, avvicinando l’Uomo ad una quotidianità, ma nello stesso momento, l’Arte diventa testimone della Realtà Storica che individua nel Comportamento Materico, l’espressione di una Consapevolezza Oggettiva.

All’interno di questo periodo esistono delle Realtà Individuali che proseguono il linguaggio della Ricerca Interiore creando delle Eccezioni Visive che indifferentemente non subentrano in un preciso Movimento, ma che indubbiamente definiscono una Esigenza Espressiva Interiore. Volendo si possono storicamente identificare in una sorta di Neoespressionismo [14]. Ora indubbiamente proprio perché il linguaggio individuale di ogni Artista non può essere collocato in una precisa tendenza, posso comunque individuare un comune linguaggio che permette di capire il proseguo di una Ricerca Visiva del Profondo.

Ritornando all’Espressionismo Astratto ho descritto l’Essenzialità di una Rappresentazione Inconscia diretta verso una valorizzazione dell’Impulso Interiore. L’importanza del gesto o del movimento determina la forza Interiore dell’Artista. Il Concetto formale diventa subordinato alla Forza Istintiva creando Opere di carattere astratto, ma nello stesso momento esistono Artisti che individuano nel Corpo la Forma dove far emergere la potenzialità di questa Energia Interiore. Anche in questo caso, il Gesto e l’Azione diventano essenziali per esprimere questa capacità. Individuo nel Movimento COBRA [15], il punto di partenza che in un certo modo ha aperto questa opportunità e riconosco in Karel Appel [16] il punto di riferimento che esprime questo mio pensiero. Essenziali e determinanti sono le Grandiose Opere di Francis Bacon [17], Georg Baselitz [18], Wolfgang Petrick [19], Karl Horst Hödicke [20], Per KirKeby [21] e molti altri. Definendo questa grandiosa tendenza che indaga nel Sensibile e le nuove opportunità che individuano nello Stato d’Animo il punto focale di una meravigliosa Ricerca, l’Espressione di un Senso Dinamico Carnale.

Riscontro altre nuove tendenze che inquadrano nel Corpo il punto che identifica la Realtà, sia nell’ambito sociale che comportamentale. La Rappresentazione di un quotidiano che dal Minimalismo ad oggi espone la tendenza di una estetica diretta verso una Rappresentazione Estrinseca, definisce una ulteriore domanda che identifica nel Corporeo la nuova opportunità che indaga nel Sensibile. Sempre dal Continente americano si affaccia una nuova tendenza che assimila il concetto Minimalista, ma nello stesso tempo prosegue il linguaggio visivo della Pop art [22].: Iperrealismo o Realismo Americano [23]. Esprime una Realtà Quotidiana vicina ad un Efficace Riproduzione di una Dimensione Sociale che punta su una Visione Maniacale del Dettaglio. In questo caso il Corpo non è più veicolo Formale, ma al contrario diventa Spazio, esaltando l’aspetto tecnico del Dettaglio o della Perfezione Strutturale.

Lo sguardo viene catturato da un altro orientamento estetico che si può riconoscere nella Pittura Figurativa Britannica. Rispetto al Realismo radicale, la Visione inquadra una Realtà Corporea che esprime uno Status. Il Corpo è ancora protagonista, ma veicola verso una Percezione di una Condizione Sensibile. Rispetto al Neo Espressionismo, dove la gestualità e l’istinto racchiudono un’Interiorità Individuale, questa nuova tendenza esprime un’Interiorità rivolta alla condizione Sociale. Il disagio od il vizio possono essere elementi che individuano una condizione psicologica che è direttamente influenzata dalla Realtà Esterna. Intravvedo nella pittura di Lucian Freud [24] questa opportunità, ma altri ancora inquadrano questo mia analisi, Philip Harris [25], Tai-Shan Schierenberg [26], Alison Watt [27], Jenny Saville [28]. Peter Howson [29], Kevin Sinnott [30] ed altri ancora. Anche questa meravigliosa opportunità, vede nella ricerca Interiore un aspetto estetico indirizzato verso una Emozionalità Corporea Influente e Sentore Sociale.

Ciò che emerge da questo incantevole viaggio a ritroso, attraverso gli eventi evolutivi della nostra Storia dell’Arte Moderna, chiarisce la mia posizione che individua nella Ricerca dell’Interiorità, la conferma del mio concetto di Indagine nel Sensibile.

La Sollecitazione Formale che individua nell’Emozionalità, la strada che introduce ad una Sensibilità Spirituale e quindi ad una Realtà Astratta, ha aperto nuovi quesiti che in base ai linguaggi di ogni tendenza futura, ha evoluto la Conoscenza Visiva di una Dimensione Interiore, ma nello stesso tempo ha esposto un linguaggio che mette in evidenza una Visione del Profondo, secondo il mio parere poco chiara. L’interpretazione o la Visione che si è dato del Profondo, è sempre stata espressa da una lettura derivata da un’Azione Conseguente alla Sollecitazione della Psiche. Si è sempre Inteso come Dimensione dell’Animo le esternazioni che la nostra Psiche ha prodotto. Si è sempre ritenuto che la nostra Interiorità sia un contenitore di Intimità da Nascondere od Accantonare. Certamente tutto ciò è presente e la Psicanalisi lo dimostra, ma ritengo che la visione di ciò che rappresenta il nostro Interiore, sia proprio la conseguenza di questo insegnamento. Le opportunità che dalle Discipline Scientifiche e Umanistiche sono in discussione, possono chiarire questa mia affermazione. La Filosofia e Nietzsche in particolare, indica questa opportunità. Infatti ritengo che il concetto liberatorio sia il sentiero che apre la strada per una Visione più Razionale del percorso Psichico, ma nello stesso momento apre ad una Ricerca Concreta che vede nell’elemento Cognitivo il nostro potenziale.

Il superamento e la liberazione di questi impedimenti sono i punti che permettono di osservare da una diversa prospettiva, una possibile Dimensione Interiore che individua nella Potenzialità Intrinseca il cammino per una Nuova Opportunità Estetica. "Il Bestiario", concretizza questa possibilità ed espone attraverso l’Archetipo, quest’atto liberatorio, ma nello stesso momento espone dal punto di vista evolutivo, nuovi quesiti che Razionalizzano e Concretizzano l’aspetto Cognitivo in una Realtà Interiore.

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