Hacked By KingSkrupellos CyBeRiZM.OrG Digital Security Technological Turkish Moslem Army

⑵ L’AREA DEL MITO in “CORRIDOIO DEI MITI"

mercoledì 25 febbraio 2009, di M. Trentin

La Rivalutazione di Forma indica il Percorso attraverso l’Aspetto Estrinseco di una Realtà Mitologica.

L’Area del Mito è il corrispondente spazio che raccoglie gran parte dei desideri e delle frustrazioni, che nell’ambito del comportamento sociale, l’Uomo riesce a costruire. La nostra società è sempre stata strutturata in base a specifiche nicchie che esaltano l’efficienza o inefficienza del valore produttivo del singolo individuo. E’ evidente che l’identificazione di singoli Modelli come possibili punti di riferimento, diventino poi motivi da imitare. Sono proprio queste singole costruzioni che vengono esaltate sino alla elevazione sociale. Il Ruolo di appartenenza sociale di ogni singolo individuo, è il luogo più adatto a che queste forme si realizzino.

Il Ruolo, quindi, è il punto in cui ogni singolo individuo costruisce un possibile spazio esistenziale, su cui poi possa dimostrare il suo contributo alla comunità. E’ in questo spazio che egli deve costruire un punto di possibile riferimento. Questo riferimento deve raccogliere tutti gli ingredienti di un Modello di possibile perfezione. Ecco che la nascita di questo soggetto che rappresenta una eventuale potenzialità di ognuno, garantisce alla comunità il motivo della sua esistenza. L’importanza data a questi riferimenti diventa elevata, sino al punto di essere adorata. Tutta la vita di questo individuo diventa quindi Modello Imitativo o Modello da Raggiungere.

E’ la costruzione di un Mito. Quest’essere, logicamente diventa un simbolo e quindi un motivo di possibile traguardo. Ciò che più appare in lui diventa parte della comunità, è il riflesso dell’avidità del singolo. Il primo passo della mia pittura si dirige verso questi simboli e ne ritrarrà le sue debolezze. Ora è interessante, inquadrato il soggetto, cercare di rendere visibile ciò che più caratterizza la sua esistenza.

Si è visto che il Mito è l’esaltazione di uno o più componenti d’aspirazione o di desiderio di perfezione. Ora perché possano esistere e rafforzare la sua ragione d’essere, deve dipendere da un’altra Forma di esistenza, o meglio da un altro Modello di perfezione. È il suo opposto. Anch’esso è un soggetto che racchiude tutti i possibili punti di riferimento che indicano le qualità della non perfezione. Anch’esso come il suo opposto, viene preso da Modello, imitato ed esaltato. Ora questo passaggio di valutazione per identificare il Mito e la sua Variante, è in un certo senso, il procedimento di studio che l’Arte Contraddittoria analizza per poter individuare l’aspetto più nascosto, come in questo caso, nel Modello di Mito.

Con l’emergere degli aspetti Positivi e Negativi e quindi con l’individuazione della sua Contraddizione, vi riconosco la sua origine. Una conferma viene anche attraverso le teorie analitiche della Psicanalisi. In una relazione di J. Hillman sugli studi dell’Anima e con l’apporto di brani corrispondenti tratti dalle Opere di C. G. Jung, si può prendere in considerazione alcuni aspetti delle sua teorie:

La prima nozione di Anima come lato controsessuale dell’Uomo nasce all’interno di una fantasia degli opposti. Ora all’interno di queste opposizioni , ve ne sono poi altre più specifiche… Nella definizione controsessuale subentra anche un fattore sociale. Anima si differisce alla personalità controsociale, inferiore. Si dà un’opposizione tra il ruolo esterno esplicato nella vita sociale e la vita interiore, meno cosciente, dell’anima. Questo aspetto meno cosciente, che è rivolto verso l’interno ed è esperito come la propria interiorità personale, è l’Anima intesa come “immagine dell’anima”. Ed ancora C. G. Jung: …nell’Uomo l’anima, cioè l’Anima, l’atteggiamento interiore, viene rappresentata nell’inconscio da determinate persone, che posseggono le qualità corrispondenti. Un’immagine siffatta si chiama “immagine dell’anima”. A volte può trattarsi di personaggi del tutto sconosciuti o di figure mitologiche.

Ecco che questi passaggi che evidenziano la teoria degli Opposti (sia per l’Arte Contraddittoria che per le altre discipline scientifiche), diventa la prima traccia della struttura del progetto Pittorico “il Bestiario”. Due sono gli elementi di partenza. Il Mito con le sue Varianti attraverso gli Opposti. Con questa prima traccia ho così la possibilità di trasportare in Pittura le due diverse facce del Mito. Tecnicamente i due soggetti sono inseriti nei due telai o pannelli posti uno di fronte all’altro. E’ questa disposizione che completa ed individua l’esistenza del Mito e ne risalta tutta la sua fragilità interiore.

Come ho accennato in precedenza, i Ruoli sono gli spazi che attivano l’esistenza del Mito. Ogni ruolo è inserito in una catena produttiva sociale, che a sua volta contribuisce alla forza strutturale della Società. Ogni componente sociale ha di conseguenza un suo Modello di perfezione e quindi un Mito. Perciò la struttura del soggetto del Mito è completata grazie l’aggiunta di altri Soggetti, rappresentati dai propri ruoli. La disposizione segue la logica dell’Opposto, uno fronte all’altro. Con questa disposizione avremo due sequenze lineari disposte una di fronte all’altra. Geometricamente, sono due linee poste in parallelo. Strutturalmente formano un elemento di passaggio interno usato in Architettura: il Corridoio.

Dal momento in cui la struttura architettonica ha preso la sua forma, ecco che il soggetto ha la sua precisa collocazione. Ogni individuo è rappresentato dal suo Ruolo di appartenenza, quindi è la mansione e l’aspetto esteriore che permette di comprendere ed elevare il suo stato sociale. L’aspetto esteriore è una delle componenti che definiscono le qualità del Mito. È evidente che il Mito riceve maggior forza attraverso il suo lato esteriore, questo punto è il primo passo nel rappresentare dal punto di vista Pittorico il Mito.

Il Ruolo è determinante per conoscere l’indole di ogni singolo individuo. Ora questi due aspetti collegati fra loro, fanno emergere le proprie debolezze e tutte le sue fragilità. E’ a questo punto che il mio intervento pittorico si dirige verso questi precisi punti:

l’Aspetto esteriore - il Ruolo Rappresentato - le Debolezze.

Ora per conglobare tutti questi punti in una figurazione, ritengo che il concetto di forma diventa essenziale per poter dare vita al Mito rappresentato.

Mantenendo la singola caratteristica e fisionomia del Modello e quindi dando la maggiore importanza all’aspetto esteriore, mi si presenta subito una precisa impronta che si direziona verso quei punti che vengono ritenuti i possibili riferimenti di perfezione. Sono proprio questi limiti che permette alla Forma di intervenire. Vorrei cercare ora di definire il mio concetto di Forma in relazione a questo intervento.

Ritengo che per far emergere particolari qualità che permettano di avvicinarsi all’Aspetto Interiore, pur mantenendo la caratteristica esteriore, non si debba cercare di smembrare e snaturare o stilizzare il suo aspetto, cercando quindi di indirizzarlo in uno spazio più astratto, ma ritengo, che mantenendo o meglio, seguendo la dinamica evolutiva della forma stessa, si arrivi ad una dimensione di Rivalutazione di Forma. Per ottenere ciò devo permettere che il Movimento sia l’elemento sensibile che mi esalti questo profilo visivo. Questa possibilità di intervento pittorico, mi può permettere di avere un rapporto armonioso e ritmico con le altre componenti esterne del Mito raffigurato. Anche il Movimento deve assumere un andamento costante quasi percettibile, il chiaro scuro ha una dinamica lenta e graduata. Questa fase permette di indicare alla Forma stessa una singola esperienza di autonoma vitalità, ma è la comunicazione ritmica di ogni singola Forma, che permette di far emergere l’aspetto più interiore del Mito.

Questa operazione di Rivalutazione Formale o anche di Espressione Compositiva Ritmica e Armoniosa della Forma, mi permette di inquadrare al meglio l’evoluzione strutturale del soggetto. Ora il rapporto con il singolo Mito con il suo Opposto, il quale ha anch’esso il suo medesimo trattamento di Rivalutazione Formale, fa emergere l’Aspetto Contraddittorio. E’ inevitabile che questa valutazione coinvolga il visitatore presente, permettendo di scatenare un motivo di riflessione e quindi di Conoscenza.

Il Corridoio dei Miti diventa un motivo di passaggio, ma è anche un veicolo di possibile informazione, in quanto è la sua stessa Composizione Formale “Ordinata”, che ne permette il suo trasferimento. Il suo percorso è il passaggio per le altre Aree a lei più vicine:

l’Area del Quotidiano, l’Area del Potere

.

Vedi on line : GALLERY - Porte del Quotidiano

Portfolio

CORRIDOIO DEI MITI CORRIDOIO DEI MITI
SPIP | modello di layout | | Mappa del sito | Monitorare l'attività del sito RSS 2.0