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⑶ L’AREA DEL QUOTIDIANO in LE PORTE DEL QUOTIDIANO

mercoledì 15 aprile 2009, di M. Trentin

Nell’Assenza di Creatività, dove la Costante è l’unico moto che interrompe l’immobilità, l’Animo Umano racchiude le proprie inibizioni. la Forma cattura questi Impulsi riconoscendone le fragilità e le sue debolezze.

L’Area del Quotidiano è quello spazio che espone tutte le ipocrisie nascoste nell’Animo Umano. La nostra vita è inserita in una logica organizzativa, con l’obiettivo, attraverso compiti produttivi, di determinare l’esistenza stessa della comunità. Nel precedente capitolo [1] si è osservato come il Ruolo diventa, per ognuno di noi, il punto cruciale che stabilisce il modo d’essere. È, appunto in quest’area, che l’individuo esprime la propria potenzialità. Inoltre noto che la costruzione di Modelli di Perfezione, permettono di stimolare l’efficienza. È evidente che tutta la comunità stabilisce valori di maggiore o minore operatività ed è tramite questo, che il singolo individuo, affida gran parte della sua esistenza seguendo queste direttive. Di conseguenza ogni individuo si crea un Ritmo di vita adeguato a questi principi ed è all’interno di questo Ritmo che noi sviluppiamo tutte le nostre energie vitali.

Il Ruolo quindi, diventa lo scopo di maggior espressione del Valore Umano. È attraverso questo raggiungimento che ogni essere, sviluppa la propria completezza, sia dal lato esteriore che viceversa al lato interiore. Questo sistema di regolazione della nostra vita, non porta sempre ad una felice esistenza, anzi è nel meccanismo della produttività che fa scaturire in noi il Conflitto dei Ruoli. La competizione ed il traguardo sociale sono gli ingredienti che esaltano la vita di ognuno, ma nello stesso tempo scatenano un Conflitto tra Personalità.

Il Potere diventa, quindi, un traguardo di possibile arrivo, ma è anche la fonte di uno Scontro Interiore. Tutto ciò fa trapelare in noi, le debolezze e le fragilità che limitano la nostra crescita, ma nello stesso tempo si incuneano nel più Profondo dell’Anima. È proprio in questa fase che la mia Pittura si dirige. Scovare questi orrori e renderli visibili. Ora avendo inquadrato il terreno su cui la Pittura dovrà agire, cercherei di puntare, con più precisione, al soggetto da rappresentare.

Anche qui, come nel Corridoio, il modulo è composto da un telaio o pannello in cui l’individuo viene interamente raffigurato. L’orientamento in verticale, verso l’alto, è la posizione più idonea per poter esporre un’analisi più completa. In precedenza ho descritto come il Ruolo diventa il punto dove nascono alcuni conflitti o competizioni, sia all’interno del territorio sociale, che nell’Anima. Il Ruolo diventerà il motivo esteriore su cui iniziare la ricerca. È la Struttura dell’Anima.

Ora l’individuazione dei molteplici Ruoli avviene attraverso l’osservazione degli Strati Sociali che caratterizzano la nostra Società. Sono proprio quest’ultimi che indicano le possibili probabilità di riconoscere la natura delle debolezze e dei conflitti.

Gli Strati Sociali sono strutturati in base al Potere rappresentato. Più forte è il Potere acquisito, più influisce sugli altri Poteri minori. Di conseguenza al suo interno, sempre più maggiormente il Ruolo si avvicina al massimo potere, sempre meno si ha la possibilità di riconoscere probabili disagi interiori negli individui. Ecco che le espressioni delle varie categorie lavorative diventano veri e propri spunti di ricerca per inquadrare gli aspetti più nascosti delle insoddisfazioni che i singoli individui manifestano.

La suddivisione in spazi appositi di rappresentanza di alcune categorie, diventano veri e propri Archetipi, necessari per poter costruire la struttura del progetto architettonico. Il raggruppamento dei soggetti che rappresentano una categoria sociale, diventa quindi l’elemento in cui queste debolezze emergono.

La Colonna diventa l’elemento architettonico che rispecchia tale esigenza ed invita il visitatore ad effettuare una visione più sequenziale dei soggetti rappresentati. Anche in questo caso la teoria degli opposti diventa protagonista ed importante, ecco che la suddivisione in parti Maschili e Femminili degli elementi architettonici, completano lo studio.

La trasformazione in Colonna Maschile ed in Colonna Femminile disposte una affianco all’altra, come parte dei colonnati dei Templi antichi, creano l’ingresso di una Porta. Ogni singola categoria e quindi Colonne disposte una fronte l’altra, mi completano la struttura, trasformandola in un vero e proprio edificio. Anche la variazione delle altezze delle singole Colonne, che sono dovute alle tipologie ed alle caratteristiche delle mansioni operative dei singoli soggetti, mi permettono di armonizzare tutta la struttura architettonica in un edificio più dinamico.

Si ha quindi, un edificio che assume la caratteristica sequenziale di più Porte: è un invito ad entrare e quindi a scrutare. Ora a questo punto, è importante cercare di trovare il motivo centrale o meglio il legame che accomuna tutta la struttura architettonica.

All’inizio del capitolo ho analizzato come l’individuo, attraverso il Valore produttivo e soprattutto il Ruolo d’appartenenza, si costruisca un vero e proprio programma su cui il tempo è l’elemento dominante dell’efficienza comunitaria. Il Ruolo e quindi la mansione lavorativa, influisce sull’esistenza dell’individuo durante tutto il tempo della durata naturale del giorno. La suddivisione del giorno in compiti o faccende che permettono di organizzare tutta la giornata, diventa essenziale. La forte influenza che l’obbiettivo del singolo Ruolo esercita, diventa centralizzante. Tutto ruota attorno al Ruolo.

Il Ritmo diventa quindi il sistema per regolarizzare ogni suo obiettivo. La staticità del Ruolo, comporta per l’individuo, il ripetere del ritmo giornaliero in continuità. È proprio in questo accumulo di ritmi costanti e ripetitivi che si identifica il Quotidiano. Con il continuo ripetersi delle cose e dei gesti, l’aspetto creativo viene a mancare se non azzerato.

Il Quotidiano, perciò, diventa il luogo della mancanza di Creatività. È in questo spazio che l’individuo è soggetto a più conflitti e frustrazioni. L’aspetto esteriore diventa la maschera dell’interiorità. L’Anima diventa così il contenitore di reali debolezze. Il Quotidiano diventa il motivo comune ed il carattere della struttura architettonica. Le Porte da elementi stilistici diventano linguaggi in:

Le Porte del Quotidiano

.

Completata la Forma della struttura architettonica, mi concentro ora nel singolo modulo o soggetto da rappresentare. Il Quotidiano è diventato il Carattere della struttura. Il Ruolo è l’ossatura dell’elemento stilistico, "Colonna". Il lato Maschile e Femminile sono i punti che determinano la costruzione delle Porte. Il Modulo e quindi il singolo soggetto, diventa lo Spazio che rende visibile l’Interiorità Umana. L’Anima diventa la dimensione dove le debolezze e le fragilità emergono e tramite la Pittura si materializzano. Cercherò ora di addentrarmi attraverso questi passaggi interiori, che mi permettano di scoprire e comprendere al meglio questa ignota dimensione.

Nella considerazione fatta in precedenza riguardo l’individuazione attraverso il Ruolo e quindi attraverso la mansione sociale che il soggetto svolge, diventa lo spazio in cui possibili conflitti interiori si manifestano. Questo punto è per la mia Pittura, il Limite Estetico che permette di riconoscere l’individuo. La quotidianità è il legame che permette di focalizzare al meglio la mansione e quindi il mezzo comunicativo per entrare nell’Anima. E’ molto importante questo punto per la mia ricerca e vediamo perché.

Il Quotidiano è quell’azione che raccoglie in essa uno spazio di tempo, che ripetuta continuamente crea un ritmo stereotipato. È questa azione continua, o meglio questo ritmo, che annulla ogni iniziativa autonoma o di possibile cambiamento. Ora come la Pittura può intervenire raffigurando questa azione che congloba vari atteggiamenti o fatti che inevitabilmente per la sua caratteristica, si ripetono continuamente?

Ritengo che si possa figurare tutto ciò in un unico fotogramma. In precedenza ho affermato che il quotidiano è un’azione ripetuta, ho osservato anche, che il ruolo o la mansione sociale è l’elemento che individua il soggetto. È interessante perché anche la mansione la si identifica attraverso un’azione. In questa azione ripetuta, si riconosce il compito di ogni individuo. Ecco che l’osservazione e l’individuazione di questa azione, diventa il simbolo o Immagine del Ruolo e del soggetto da ritrarre.

Individuata l’Azione che racchiude il comportamento quotidiano, è mia intenzione di non fermarmi nell’atteggiamento e quindi dare maggior attenzione ad una Intenzione Estrinseca, ma di assecondarlo e dirigermi con più determinazione allo scopo della ricerca: la visualizzazione delle debolezze interiori.

Nei precedenti capitoli mi sono soffermato su come è per me importante, cercare di rappresentare in maniera complessiva, il Carattere Vitale dell’Anima. Cioè ritengo che si possa e si deva cercare di racchiudere in una visione, tutti i vari profili che agiscono nel nostro interiore. Questo traguardo ritengo, debba essere l’unico passo che raffiguri, sia dal punto di vista emotivo che esteriore, la vera Natura del soggetto. La Pittura ed in particolare il Colore è l’unico elemento che possa esprimere tutto ciò. Vi è, anche in questo caso, un possibile aiuto che viene grazie alle affermazioni teoriche nello studio della psicologia analitica in riguardo ad Anima di C. G. Jung:

…..di solito alle persone riesce loro estremamente difficile capire cosa sia l’Anima. Se possono accettarla abbastanza facilmente quando compare nei romanzi o nella persona di una diva del cinema, la troviamo invece assolutamente incomprensibile quando si tratta di vedere la parte che svolge nella loro vita; infatti, l’Anima è il compendio di tutto ciò con cui l’uomo deve sempre confrontarsi senza mai riuscire ad avere la meglio, e rimane perciò in un perenne stato di emotività che non deve essere sfiorato….

Riassumendo; attraverso il Ruolo ho l’identificazione del soggetto, tramite l’azione comportamentale individuata nel Quotidiano, identifico l’atto della mansione del soggetto, ora so anche, che la visione complessiva dei profili dell’Anima è l’unica strada che rappresenti in maniera assoluta, la Realtà del soggetto.

La Percezione Visiva del Sensibile, è la vera possibilità che si presenta, nel poter cogliere in una frazione di tempo, la vera espressione del Carattere vitale dell’Anima. Anche questo fattore diventa importante ed essenziale per poter entrare negli spazi interiori dell’Anima. Ogni movimento ogni singola variazione sia muscolare che espressiva, ogni variazione dello sguardo, sono fattori che contribuiscono a percepire lo stato d’animo del soggetto. Molto spesso questi riferimenti sono indicativi per poter centrare e comprendere l’Espressione dell’Anima.

Nella visione panoramica comportamentale del soggetto, mi accorgo che si presenta un fattore molto importante che accomuna questo procedimento, è il Fattore di Moto. Sono proprio queste azioni complessive, sia nell’ambito della mansione da svolgere e nel movimento percettibile espressivo, che mi aiutano ad entrare con facilità nel linguaggio della Pittura. Il movimento è l’azione che più si manifesta ed in questo caso il Quotidiano, è proprio identificabile attraverso un ritmo ripetuto, mediante gesti e azioni ripetute.

Altra importantissima operazione, è riferita dai movimenti dell’Anima (affetti, commozioni, sentimenti, passioni ecc.). Ecco che per trasportare in Estetica tutto ciò è essenziale interrogare la Forma. Anche in questo caso la Rivalutazione di Forma [2] è l’elemento che mi permette di agire. Ora rispetto allo studio del Mito, in cui l’Atto Estrinseco è la dimensione che confonde la Psiche, il Ritmo è la fase che mi permette di entrare nell’Animo del “Quotidiano”.

L’identificazione del Ruolo e delle Attività, nel trasferimento grafico, si avverte e la traccia od il segno delinea un Confine Formale. L’Aspetto Estrinseco, viene escluso e la Forma si concentra nel Profondo. La Rivalutazione di Forma è in questo caso legata al Movimento, ed in particolare diretta ad una espressione di tipo evolutiva. Il colore diventa parte di questa caratteristica, pertanto ritengo che in questo caso, rimanga l’unica tecnica che mi permette di centrare l’obiettivo. Lo sfumato diventa complementare alla Forma. L’Espressione Formale è aiutata dal suo significato, quindi una forma decrescente e voluminosa completa l’operazione, determinando così il senso di Moto Evolutivo. Sarà proprio quest’elemento che prenderà vita e armonia. La sua irregolarità e non logica mi permette di calcare ciò che in precedenza avevo spiegato, il Ritmo del Quotidiano.

Rimanendo subordinato alla prima traccia che delinea lo Spazio Formale del Soggetto e del Ruolo rappresentato, obbliga la Composizione Entropico-Formale in un assetto strutturato. L’Attenzione rivolta verso l’Aspetto Interiore, avviene coinvolgendo il fattore Percettivo.

Ciò che mi si presenta è un continuo ma monotono movimento di Forme. Il colore è la fase che più determina questa aritmia, ma nella visione complessiva crea un continuo pulsare di forme indipendenti fra loro, che nella complessità, sono unite nel rivelare l’aspetto sensibile.

In precedenza ho parlato nell’individuazione delle Espressioni dell’Anima, che attraverso il movimento, individua il linguaggio che accomuna questa fase. Questa possibilità si riversa anche per la Pittura . Il Movimento e lo Spazio, sono quei elementi che determineranno il carattere dell’Azione dell’Anima. Ecco che le forme dinamiche ed irregolari coinvolgono lo Spazio e il nuovo Aspetto Formale del soggetto. Il Dinamismo ha come protagonista il colore ed in particolare le sue sfumature. Il Calcolo Cromatico e Conoscitivo della intensità della forza del Colore mi permette di arrivare alla sua esasperazione. Lo Spazio si impadronisce della Forma e coinvolge ed innalza il Movimento.

Il Movimento a sua volta, necessita di un’ulteriore approfondimento ed il Fattore Percettivo diventa essenziale. Il Fenomeno diventa espressività della Sollecitazione che la Percezione Visiva impone, in uno Spazio Complesso dove l’Azione si concentra nel Divenire.

A questo punto mi sto accorgendo che il quadro si compone da solo ed io divento l’operatore manuale. L’Armonia Formale è il primo dato emerso da questo percorso di ricerca e l’Aspetto Sensibile e Sensitivo viene coinvolto da questo vortice armonioso, concentrando il tutto nella sua interiorità. E’ proprio questa Armonia che improvvisamente fa emergere le debolezze e le fragilità ed il disagio dell’individuo. A questo punto l’energia espressiva derivata da questa composizione dinamica tendenzialmente ammaliante, viene interrotta dall’unico indizio di Realtà Estrinseca:

Il Suo Sguardo.

Vedi on line : GALLERY - Porte del Quotidiano

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