ARTE CONTRADDITTORIA
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⑷ AREA DEL POTERE in L’INTERSTIZIO DEL POTERE

giovedì 26 febbraio 2009, di M. Trentin

La Dinamica del Potere implica alla Forma una determinata influenza, ma smaschera la sua Fragilità. Sono queste debolezze che affiorano dagli archetipi introducendo nell’antro dell’irrazionalità.

Il Corridoio dei Miti è la struttura che collega due diverse tipologie di ambienti architettonici. Le Porte del Quotidiano e l’Area del Potere.

L’Area del Potere raccoglie tutti gli istinti aggressivi ed arroganti che racchiudono il desiderio di dominio dell’Essere Umano. Le sporcizie e le porcherie che si insinuano nell’Anima di questi Esseri, si trasformano in Verità. Nell’organizzazione sociale della nostra esistenza, si è visto come il Ruolo diventa determinante. La sua influenza permette di stabilire il ritmo organizzativo della nostra vita. Si è anche visto come all’interno del Ruolo, la sua struttura sia composta da altrettante componenti che ne determinano il governo. Sono proprio in queste diversità di competenze che si instaurano i valori di preponderanza. Ed è proprio questo valore che diventa simbolo e linguaggio primario, che accomuna tutta la struttura organizzativa della Società. Perciò anche il Ruolo subisce una particolare influenza da parte di altri Ruoli a lui superiori. Il Potere quindi, diventa il mezzo su cui si esercita il controllo delle altre componenti. Maggiore è il Potere acquisito, maggiore è il privilegio.

La disposizione di questi elementi sociali in base ai Poteri acquisiti, crea una composizione formale di tipo geometrico, nello specifico triangolare, su cui l’apice diventa il massimo controllo di tutta la struttura e quindi di tutta la comunità. Il Triangolo è il primo elemento che caratterizza l’Area del Potere. Anche in questo caso il soggetto diventa il terreno in cui gli aspetti interiori si manifestano e Il Potere, è il carattere che lega la struttura architettonica.

L’individuo perciò è anch’esso rappresentato in un telaio o modulo con verso in verticale. Sarà proprio questa caratteristica, che mi indica la Forza del suo Potere. Anche l’altezza del singolo modulo, designerà la sua influenza. Una maggiore importanza si dirige anche sulla larghezza del modulo, molto stretta rispetto ai pannelli precedenti. E’ proprio questa conformità del telaio che obbliga il soggetto ad inserirsi in uno spazio ristretto che ne determina la sua levatura.

In precedenza ho accennato come la posizione del Potere nei singoli Ruoli o Apparati, creino una struttura formale geometrica di tipo triangolare. La disposizione di questi moduli ricalca questo disegno, ecco che la forma geometrica inserita in uno spazio architettonico si trasforma in edificio che racchiude queste sue caratteristiche :

La Piramide

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Anche in questo caso, il linguaggio che lega tutta la struttura della Piramide, il Potere, permette di far emergere attraverso gli individui rappresentati, tutte le debolezze e le complessità che si annidano all’interno dell’Anima. Sono proprio queste nefandezze che determineranno la disposizione di ogni singolo individuo. Ed è questo passaggio, che mi dirige a stabilire un ordine iniziale ben preciso, il quale permetterà la formazione automatica delle altre componenti, stabilendo anche la sua precisa collocazione.

L’individuazione e l’analisi dei singoli soggetti, da porre come punto di partenza della Piramide, è indicata nella disposizione sociale del Potere. Si è visto che tutta l’organizzazione della nostra società, è stabilita dalla distribuzione di podestà che stabiliscono il controllo e la completa sicurezza della sopravvivenza della stessa comunità. Ogni singolo Potere è sempre garantito da un dominio maggiore, sino all’organizzazione assoluta o meglio il primo riferimento del potere massimo. Sono proprio in questi tipi di organismi, che il mio studio si dirige e vorrei cercare di chiarire meglio.

Ritengo che sia importante capire ciò che intendo per Potere e comprendere le sue differenze. La Piramide ha un linguaggio caratteriale che lega tutta la composizione della struttura, che deriva da un aspetto strutturale della società. Il Potere individuato, è quindi un apparato costruito per scopo di ordine e controllo sociale. Il Ruolo è parte di questo organismo e lo applica sulla comunità. Il singolo individuo, di conseguenza, crea all’interno stesso del suo spazio quotidiano, un suo ordine “gerarchico” . Questa visione interpretativa dell’ordinamento sociale, mi porta a comprendere un aspetto estrinseco e deviante per la mia ricerca interiore. È evidente che l’espressione del Potere ha un suo antro. È nel singolo che devo dirigermi e quindi scovare l’altro lato del Potere. A questo punto posso così definire che esistono due punti di riferimento del Potere:

Il Lato esteriore e Il Lato interiore.

Il Lato Esteriore

La Forma esteriore, è l’espressione rivolta anch’essa all’apparenza, alla mansione, al dovere, agli obblighi, all’autorità. Ed è facilmente riconoscibile, in quanto si presenta in variate espressioni estetiche quali: la Moda. Molto spesso, ormai, l’oggetto diventa copertura, maschera, corazza ed è attraverso ad esso che manifestiamo il nostro dominio.

Vi è anche un’altra espressione del lato esteriore, sempre dettato dal Ruolo d’appartenenza, ed è il Rito. Sono quegli atteggiamenti e quelle forme di controllo, che hanno bisogno di una sua conferma, dal punto di vista superficiale. La regola e la definizione di ordine diventano modelli e quindi per ottenere maggiore efficacia, siamo soggetti a comportamenti rituali ben precisi. Anch’essi sono facilmente riconoscibili, in quanto l’espressione esteriore ha bisogno di una sua “divisa”.

A questo punto è per me facile individuare le diverse forme dove il Potere Esteriore si instaura. Sono quattro i punti cardinali dove potrei collocare le tipologie del Potere Esteriore e corrispondono al telaio organizzativo della società:

Il Potere Economico - Il Potere Religioso - Il Potere Politico - Il Potere Militare.

La loro precisa disposizione, uno fronte all’altro, creano i primi quattro pilastri della Piramide, disposti al vertice dell’Architettura. L’individuazione degli altri elementi, è presto fatta, cercando di crearmi un metodo ad incastro.

Socialmente queste Forme di Potere non sono autonome, ma comunicano fra loro, o meglio ognuna ha bisogno del sostegno dell’altra. Il contatto di ogni espressione mi crea automaticamente un’altra Forma di Potere Esteriore. Questa forma espressiva trova subito la sua posizione sottostante ai due Poteri in contatto. Continuando con il contatto fra gli elementi, mi si creano diverse forme di Potere Esteriore, che prendono una precisa posizione sottostante. Con questo metodo si costruisce tutta la Piramide, con le più varie e diverse Espressioni Esteriori di Potere.

Con il completamento della Piramide ora posso entrare nell’analisi dell’altro lato del Potere, cioè del suo Lato Interiore.

Il Lato Interiore

Il vertice della Piramide è composto dai quattro pilastri del Potere Sociale , si è anche visto quali sono le forme di manifestazione del Potere Esteriore (Moda - Ruolo). Partendo sempre dalla conoscenza e disposizione delle singole espressioni, trovo con facilità anche il soggetto che ne rappresenti tutta la sua caratteristica. Il Ruolo assume anche qui l’espressione massima per poter catturare l’individuo da analizzare. Ogni elemento ha il suo soggetto rappresentativo.

La Piramide sta assumendo un’esposizione di individui che comunicano queste espressioni di autorità. E’ importantissimo anche sottolineare, dal punto di vista tecnico, che la struttura architettonica è percorribile dal visitatore, perciò il pilastro presenta la sua dimensione con la sua bifacciabilità. I soggetti del pilastro diventano due. Un lato rivolto all’interno della Piramide ed un lato rivolto al suo esterno.

Questo intricarsi di personaggi, evidenziano la Dimensione del Potere, ma sono la chiave per poter entrare nella loro Anima. La bifacciabilità dell’elemento non viene influenzata dalle teorie degli opposti, e nemmeno dalla contraddittorietà. Il Potere, ritengo abbia un’unica essenza ed il suo manifestarsi, ha un’unica autonoma potenzialità. Riconoscere dove produce questa sua forza è all’interno dell’Anima.

La Mansione od il Ruolo che il singolo soggetto esercita, mi permette di entrare nel sensibile e scovare la sua fonte. Come ho descritto in precedenza, sono proprio le azioni o le forme rituali, che potranno aiutarmi a comprendere le loro nefandezze.

La Pittura in questo caso, non agirà sull’Esteriorità della Forma, ma subentrerà un fattore di Movimento e Dinamica della Forma. Lo Spazio quindi diventerà il protagonista della Forma e la Componente Percettiva legherà con questo Dinamismo. Naturalmente queste sono le prime basi dove poter partire, ma la mia ricerca su questa argomentazione ha bisogno di più conoscenza e più certezza. Una cosa è sicura, che il raggiungimento della visione interiore dell’Espressione del Potere, avviene solamente attraverso una lettura complessiva del Linguaggio Estetico dell’opera architettonica. Ciò che mi pongo come obbiettivo è che attraverso questa coralità di Dinamismi e di Movimenti delle Forme, trasmessi in una unica Forza Complessiva, evidenzieranno tutta la sua Espressività del Potere. Sarà questo vortice di energia che caratterizzerà la struttura. Anche la collegialità dei soggetti che si inseriscono nella Piramide , hanno una precisa collocazione nell’ambito del percorso architettonico, trasformandosi così in un elemento urbano:

L’Interstizio del Potere.

Portfolio

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