ARTE CONTRADDITTORIA
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⑹ AREA DELL’EMARGINAZIONE in LA RADICE DEGLI INERMI

giovedì 26 febbraio 2009, di M. Trentin

Attraverso il Percorso di Ricerca sulla Visione dell’Anima, il Ruolo assume la parte importante, determinando il Valore Interiore. Esiste una Realtà dove la Potenzialità viene annullata e la Bestialità si eleva come Valore Aggiunto. La Radice degli Inermi inquadra la sua predisposizione dando Forma al suo impulso.

Nel precedente articolo [1], ho descritto uno Spazio Architettonico dove lo studio si concentra verso un lato della Società per cui l’emarginazione diventa Realtà Scomoda in un meccanismo di Apparente Ordine. La nascita di una Realtà Opposta diventa, in certo senso, il raccoglitore di tutte gli obbrobri o debolezze che la "Società Pulita" crea. La mia ricerca punta sulla Visione di questa Energia Abulica, cercando di scoprire il suo comportamento formale e percettivo. Ho anche messo in considerazione il possibile punto strutturale di partenza che metterebbe in risalto questa esperienza, aprendo di fatto alla ricerca di dinamiche e linguaggi estetici che introducono alla Visione dell’Invisibile:

l’Azione

.

Questa Complessa Realtà si rivolge presso una categoria Umana che si identifica nella popolazione adulta. Tutto ciò fa apparire al suo interno, un’altra dimensione ancora più problematica e obbrobriosa: La Realtà dell’Emarginazione Infantile. Anche in questa dimensione le problematiche sociali sia nell’ambito economico che strutturale, agiscono nei confronti di individui inermi e fragili, per costruire un profitto od un sostegno che la "Realtà A Posto" copre. Il mio intento non interviene nel singolo caso, aprendo così di fatto ad una denuncia e come conseguenza, cercare un motivo speculativo per cui la potenzialità della Pittura possa enfatizzare, ma vuole inoltrasi nella Esperienza Sensibile che contraddistingue questa Obbrobriosa Verità.

L’Esperienza Estetica diventa in questo caso, un possibile linguaggio che mette in Vista la Potenzialità Immorale di una Dimensione Emarginante.

L’identificazione e la collocazione dei soggetti nell’Architettura, diventa essenziale per l’intento prefissato e l’opportunità di addentrarsi nell’Area dell’Emarginazione, permette di completare il percorso di ricerca inserendosi nel contesto di questa problematica.

L’influenza che ha determinato la costruzione e la conformazione della struttura architettonica, ha come punto determinante il Ruolo. Nei precedenti articoli, si è visto come l’aspetto formale ed estetico di ogni Area, sia dipendente da questa funzione. Anche per questa problematica, il Ruolo impone il suo influsso determinando il suo impiego.

Ritornando al precedente articolo [2], all’interno delle problematiche dell’Emarginazione, ho definito "nell’Azione" l’unico punto che permetta di affermare la propria Conformità, permettendo di ricercare nella Visione Interiore, la sua Potenzialità. Invece in questo caso, l’influenza che il Ruolo impone, determina anche per l’Azione un suo Limite, caratterizzandone la sua specificità. Quindi l’Azione diventa subordinata al Ruolo ed il Soggetto diventa Elemento Formale innestandosi in un Linguaggio di tipo Modulare.

Il Modulo diventa Forma e Spazio, che nel contesto architettonico, mi riporta alla base e quindi ad una struttura pavimentale. La Piastra diventa l’elemento formale che più di ogni altro fattore esprime questo concetto. La Pavimentazione diventa in questo caso, espressione di un Ruolo, ma nello stesso momento parametro di un linguaggio complessivo che dirige verso la Rappresentazione di una Potenzialità Immorale. Anche in questo caso la Problematica assume una sua Forma, ma nello stesso momento raggiunge una sua peculiarità:

La Radice degli Inermi

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