ARTE CONTRADDITTORIA
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CREATIVE IMAGES E L’ESIGENZA GRAFICA

mercoledì 25 febbraio 2009, di M. Trentin

Lo sviluppo nella ricerca di ambito scenografico, dove le problematiche della Pittura e della Grafia sono al centro dello studio, il cammino verso il territorio espressivo dell’ARTE GRAFICA diventa una necessità.

L’esperienza che la Creative Images assume in un vero e proprio laboratorio poietico, dove la Musica diventa pretesto per un avvio allo studio e nella ricerca di una progettazione su cui nell’aspetto visivo trova la sua fonte, ritiene necessario inoltrarsi nel percorso espressivo dell’Arte Grafica. Pur rimanendo sempre fedele nel suo concetto per cui la Pittura e la Grafia diventano il nucleo principale per un possibile sviluppo della Visione, scopre nell’Arte Grafica l’opportunità di concretizzare questo suo pensiero.

Il terreno e lo spazio che l’opportunità offre è ancora manuale (anni 80), o meglio tecnologicamente parlando non si è ancora nell’era computerizzata, dove questo sistema è inserito nel mondo economico con programmi limitati ad operazioni di tale scopo. La Grafica utilizza queste possibilità non in fase di progettazione creativa, ma in sostituzione di meccanismi manuali nell’ambito tipografico e produttivo. Dunque la Realtà Creativa, socialmente, non è coesa da un unico obiettivo, cioè divulgare Conoscenza, ma è completamente frammentata, divisa in settori ed in competizione fra loro, legate da un elemento in comune riconoscendosi in una struttura di tipo artigiano.

Pertanto il concetto di Artigiano era e tuttora è, la chiave di accesso ad un mondo economico in cui il creativo trova il suo spazio ideale, secondo il mio parere di vera e propria sopravvivenza e compromesso.

Questa mia analisi, vuole inquadrare la situazione per cui un “creativo autonomo ed indipendente”, doveva scontrarsi con realtà completamente opposte di quel tempo. È evidente che nel mio caso questa situazione era ed è completamente non accettabile. La possibilità di sviluppare proprie ricerche coinvolgendo anche altre espressioni ed avendo una visione meno subordinata ad un concetto corporativo, limitato ad una semplice produzione, necessitava di una diversa proposta per una Visione della Realtà. Il laboratorio della Creative Images diventava materialmente l’unico spazio dove potevi concretizzare e rendere visibile la tua potenziale espressività nella Realtà dell’Arte. In esso si materializzava “una coerenza di pensiero creativo” che esternamente diventava complessa nell’apprendere o comprendere. Questa potenzialità era completamente assorbita da chi ne faceva parte. Il fulcro di tutto era l’energia della Pittura.

Ciò che ha reso interessante il mio percorso di ricerca, era come la diversità di pensiero e di ruoli delle varie persone che frequentano il laboratorio, venivano assorbite dal linguaggio della Pittura, per poi coinvolgere loro stessi ed infine rendendoli protagonisti del loro fare. L’interessante è che nei momenti di discussione e verifica delle progettazioni, non vi erano solo artisti od addetti al lavoro, ma anche persone completamente assenti al mondo culturale, (manager, avvocati, operai, studenti, ecc..). Tutto questo portava ad un unico confronto per cui la Pittura poneva la sua influenza.

La Pittura diventava l’origine di un possibile sviluppo progettuale. Questo punto è diventato l’ossatura del pensiero della Creative Images, ma nello stesso momento cercava in essa un approfondimento sulla problematica della visione.

Il terreno su cui si doveva intervenire era sempre legato ad una richiesta della Musica. Gli spazi accessibili erano quelli produttivi, quali il vinile e la cassetta. La grafica e la presentazione estetica nella sfera produttiva del vinile ha una grande importanza pari al contenuto della musica proposta. Le nuove tendenze ed i diversi formati di proposta musicali (LP - EP - MAXI SINGLE) erano commercialmente più richiesti essenzialmente per due motivi:

La valorizzazione di un apparato mediatico di notevole popolarità come le numerose emittenti radiofoniche e televisive, ma soprattutto l’emergere di un nuovo fenomeno quale il ruolo del DJ. È proprio questo fattore che ha contribuito alle Case Discografiche soprattutto Indipendenti nel puntare in un diverso formato di Vinile sostituendo il vecchio 45 giri in un MINI LP o EP. Questa ulteriore possibilità dà alla Grafica una maggiore responsabilità creando, nell’emergere di nuove tendenze musicali come ad esempio La New Wave e la Musica Dark, una enorme importanza estetica. Questo eccessivo estetismo portava inevitabilmente alla creazione di un vero e proprio marchio del protagonista musicale, riconoscendolo e nello stesso momento influenzandolo, anche nel proprio stile musicale.

Potrei definire che gli anni 80 musicali, sono caratterizzati da una richiesta eccessiva di Esteriorità. L’Estetismo diventa, in qualche modo, il simbolo della propria indipendenza. Vi sono, infatti, due fattori stilistici apparentemente in contrasto fra loro, che prevalgono: "Il Barocchismo ed il Decadente" ed "Il Tecnologico o Robotizzato". Queste due tendenze diventano nuovi simboli della personalità giovanile di quel tempo. L’importanza di una presenza estetica dominante è stata rilevante per le generazioni degli anni 80, che ha contribuito nel nelle strutture sociali giovanili l’identificazione e la crescita di numerose correnti stilistiche. Anche in questo caso la frammentazione in piccoli gruppi o veri e propri “branchi” richiamavano ad una diversità di comportamento legate sempre ad una scelta di carattere musicale.

La Grafica ed in particolare il Simbolismo, dal punto di vista estetico, diventano elementi importanti per l’identificazione di una generazione. Anche nel caso della Creative Images questa visione di una certa estetica era assimilata, ed in un certo modo eravamo parte di quel sistema. Comunque l’importanza e la coerenza di quel momento ha, in ogni caso, stimolato e non influenzato questa nostra scelta.

Come ho accennato in precedenza, le nuove tendenze musicali definivano l’origine di una certa influenza estetica ed i modelli raffigurati erano lo sviluppo di una rappresentazione formale già definita. Non veniva effettuato uno studio od una ricerca accurata del costume o della cultura del passato, proponendo poi una sua diversa evoluzione, ma raccoglievano simboli formali che assembrati fra loro, trovavano in essi un linguaggio empatico apparente che permetteva attirare l’attenzione. Tutto ciò è dovuto da una scelta progettuale a carattere economico. Certamente la massa si identificava in nuovi idoli e ne imitava i comportamenti, ma nello stesso tempo le Compagnie discografiche determinavano l’esistenza di questi processi. Infatti, grazie al fenomeno delle Etichette Indipendenti, sorgevano una miriade di nuove produzioni e gruppi musicali, ma tutti di breve durata. Ciò che poteva identificare o lasciare una traccia del suo operato è il fattore estetico. Quindi il prodotto per entrare in competizione e nello stesso momento proficuo, doveva essere accompagnato da uno studio accurato dal punto di vista estetico.

L’Estetica assume un’importanza cruciale, trasformandosi in un vero e proprio raccoglitore per un’insieme di proposte individuali di natura artistica. Nello stesso momento nella sua diversità, rende uniforme un linguaggio creativo, direzionandolo in limitati modelli da poter imitare. Questo fa sì che il prodotto diventi facilmente riconoscibile e quindi consumabile. È su questo punto che la Creative Images trova una strada alternativa da proporre. Consapevole che la Conoscenza della Realtà dell’Arte, sia l’unica strada per cui un percorso creativo assimili maggiore rilevanza, indica nell’elemento percettivo la questione per un potenziale percorso. Questo punto porta ad riordinare il valore e lo scopo per cui il prodotto viene proposto, creando un nuovo equilibrio fra le possibili componenti che contribuiscono a realizzarlo. La Musica ed il Musicista riprendono il suo posto, rafforzato da un percorso Pittorico di importanza costruttiva dal punto di vista conoscitivo, cercando nello stesso momento di incentivare, come prodotto finale, ad uno stimolo orientato nell’approfondimento.

Vedi on line : GALLERY - Grafica

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