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CREATIVE IMAGES E L’ARTE SCENOGRAFICA

lunedì 23 febbraio 2009, di M. Trentin

E’ in questo contesto che nasce l’opportunità di conoscere le possibili potenzialità di questo nuovo linguaggio visivo (il Videoclip), ha permesso alla Creative Images di sperimentare espressioni tradizionalmente legate all’Arte, con le necessità tecnologiche non ancora evolute dal Video.

Le esigenze di una espansione, nella sfera economica, del mercato musicale in ambiti sempre più popolari e comuni nella nostra quotidianità, ha fatto sì che la maggiore richiesta d’immagini e comunicazioni televisive, potessero diventare una ghiotta opportunità per il commercio musicale leggero. Il nuovo sistema di registrazione analogico/digitale delle immagini in un nastro magnetico, ha permesso di cambiare l’approccio emotivo di un semplice brano musicale in un possibile impatto visivo che garantisca l’opportunità di una maggiore influenza nella nostra realtà.

Il Video diventa assieme alla Musica, un nuovo prodotto da consumo.

Vorrei comunque ricordare che l’inizio di questa avventura, proprio perché ancora agli inizi, non era completamente distribuito alla massa. Infatti tutto ciò era legato ad un sistema di produzione subordinato al Linguaggio della Cinematografia. In realtà i primi formati (Ampex N1500 Betamax ecc.), venivano usufruiti principalmente per le trasmissioni od emittenti televisive. Tutta la preparazione dell’evento televisivo che informativo, necessitava di una preparazione tanto scenica quanto strutturale legata, appunto, al linguaggio della produzione cinematografica. Pertanto la richiesta iniziale di produzione, avveniva solamente dalle Compagnie Televisive o Cinematografiche. Anche l’Industria Musicale si inserisce in questo contesto, sfruttando inizialmente, lo spazio televisivo per poi proporre il proprio prodotto a più utenti. In seguito il miglioramento del supporto tecnologico (VHS DVD) ha trasformato il prodotto video in un oggetto di consumo, diventando parte di una unità sonora e visiva racchiusa in un modulo componentistico, tecnologicamente sempre più avanzato, inserito prepotentemente nella nostra quotidianità diventando “oggetto indispensabile” (vedi Telefonia - Palmari - iPod ecc.).

Tornando alle fasi iniziali dell’uso delle immagini come supporto sonoro, vorrei descrivere come le Compagnie Musicali interpretavano l’uso della Visione, parte dell’Elemento Sonoro.

Rispetto al Cinema la Televisione assume una diversa interpretazione di ruolo nella nostra quotidianità. Relazionando le due potenzialità, definiamo il Cinema come linguaggio espressivo di un percorso creativo, mentre nella Televisione, proprio perché di facile manipolazione, è un oggetto, ed è presente in ogni spazio e facilmente controllabile, diventa il mezzo espressivo di un percorso d’intrattenimento. In poche parole, le due diverse espressioni della Visione si differenziano fra loro, non per ciò che le accomuna, l’Immagine, ma per la differente collocazione sociale che esse assumono. È in questo contesto che l’apparato economico trova il suo posto proponendo una sua logica. La Televisione, rispetto al Cinema, diventa uno spazio di continuo consumo che permette di mettere lo spettatore non in relazione alle immagini od ai contenuti, ma al “rapporto con il Desiderio”, in questo caso diretto all’uso ed al consumo. Quindi qualsiasi contenuto, sia a carattere culturale che di intrattenimento, diventa nella realtà televisiva il mezzo espressivo di un linguaggio economico e non di un ulteriore incremento del nostro potenziale conoscitivo.

Anche la musica è entrata in questo contesto, non più come rappresentazione di una propria realtà, ma come effetto di un prodotto. Perciò anche l’aspetto visivo diventa per il prodotto musicale un complemento che giustifica la logica di un mercato. La Televisione si trasforma ed è un vero e proprio raccoglitore di una realtà economica che mira, attraverso l’intrattenimento, ad accumulare consensi a carattere finanziario, allontanando così il concetto di un possibile veicolo che permetta di sviluppare spazi per un’eventuale ricerca sia nell’ambito della Visione che del Linguaggio.

L’approccio che la Creative Images ha in questo ambito, considerando queste tematiche essenziali per una coerenza del proprio cammino, è propositivo. Pur mantenendo la propria linea di pensiero per cui la progettazione e la realizzazione di un obiettivo, si fonda principalmente sulle problematiche della Pittura e della Grafia, impone una diversa metodologia che coinvolga ogni altra espressione. L’aspetto strutturale diventa, per La Creative Images, una possibile strada che diversifica e non influenza il progetto, ma lo sottopone ad una propria linea. Questo concetto porta inevitabilmente nel coinvolgimento di tutte le componenti relazionandole.

Vedi on line : GALLERY - Arte Scenografica

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