ARTE CONTRADDITTORIA
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⑹ Anima "Anima e Psiche"

mercoledì 8 aprile 2009

L’identificazione di Anima e Animus nei rispettivi opposti (maschile - femminile), trovano "nell’Espressione" la propria Realtà. L’Espressività in relazione esterna, apre alla Coscienza ponendo un nuovo quesito: Psiche.

G. Jung: [1] [2]

"J. Hillman.. Da questi brani emergono conseguenze di vasta portata. Essi indicano nientemeno che una visione completamente diversa del fondamento archetipico della coscienza. Se il «divenire coscienti» ha le sue radici nella riflessione, e se l’istinto riflessivo rimanda all’archetipo dell’anima, allora la coscienza stessa può essere più correttamente concepita come fondata sull’Anima, anziché sull’Io." [3]

Arte Contradd...Il viaggio attraverso un percorso analitico del nostro Interiore, necessita inevitabilmente il riconoscimento di anima e quindi della sua definizione. Nel pensiero di Hilman e Jung , indicano due possibili dimensioni, in base alla natura stessa dell’Uomo collocando Anima ed Animus nelle caratteristiche di ogni singola appartenenza di sesso. Il rapporto tra la condizione esterna (psiche), e conseguentemente in quella interiore (anima) agisce, influenzandosi così a vicenda. È in questo contesto che emerge inevitabilmente un fondamentale quesito che trova nel "momento riflessivo", l’atto che indica il legame tra la mente e l’anima.

Nei precedenti passaggi Jung ed Hillman, sezionano questo aspetto inquadrando l’atto riflessivo in una "azione cosciente". Ciò che emerge da questa analisi, trova nell’elemento compositivo la struttura originaria che costruisce la riflessione. L’Immagine ed il Pensiero, sono i punti cruciali, che identificano questo momento. Nello stesso momento mi permettono di introdurmi attraverso il pensiero contraddittorio, nel contesto di Immagine. Visto che il linguaggio di anima agisce attraverso l’Immagine e nel caso riflessivo diventa il mezzo per cui la mente trova nel Pensiero il suo interlocutore, il contatto tra i due elementi compone una nuova realtà che pone la coscienza nel punto più elevato.

G. Jung: [4]

"J. Hillman... La coscienza che nasce dall’anima deriva dalle immagini e potrebbe essere definita immaginale. Secondo Jung, condizione sine qua non di qualsivoglia forma di coscienza è «’immagine psichica» [5] G. Jung: [6]

Arte Contradd...L’immagine diventa la struttura di base che sollecita la mente, stimolando il pensiero come punto conclusivo, definendo la Realtà Cosciente. A questo punto è inevitabile porre una domanda che pone l’Immagine al centro del dibattito "contraddittorio". Se l’immagine è il linguaggio di anima, allora ciò che presenta la Realtà Esterna è il frutto di una Realtà di anima? Nell’ambito del pensiero "contraddittorio" esiste un distinguo tra una diversa interpretazione di Immagine. La Realtà Esterna pone la sua questione in base ad una logica, definendo così la sua vera natura. Infatti, le immagini che presentano la Realtà Esterna sono frutto di Espressioni di determinate Forze od Energie che costituiscono la Natura stessa. Ora l’Uomo è parte di essa e percepisce e vive l’immagine attraverso lo stesso percorso logico. Il Percepire e l’Apprendere dalle immagini, ma in particolare il Desiderio di Conoscenza diretta allo Studio della sua Natura, definisce il territorio che pone la Realtà Esterna nella principale fonte di Apprendimento. Quindi l’immagine esterna è l’elemento di Conoscenza. Nella Realtà Interiore l’immagine esterna, proprio perché è fonte di Conoscenza, subisce una forma di selezione e conseguentemente attiva una sua elaborazione. Il frutto di questa elaborazione viene condensato e raffigurato da un’ulteriore immagine, che non è più espressione di una Realtà Esterna , ma Espressione di una Azione Conoscitiva. Pertanto si può definire l’Immagine Interna l’Archetipo di un Atto Conoscitivo. L’anima esprime attraverso le Immagini Interne questa sua natura, racchiudendo in sé l’influenza posta dalla Conoscenza.

"J. Hillman... Le immagini sono «interne» , «arcaiche», «primordiali»; la loro fonte ultima è negli archetipi, e a noi si mostrano nel modo più caratteristico nella formulazione del mito. La coscienza che nasce da Anima guarderebbe dunque al mito, quale si manifesta nei mitologemi dei sogni e delle fantasie e nel disegno delle varie vite; laddove la coscienza dell?io deriva i suoi orientamenti dai letteralismi delle sue prospettive, cioè da quella particolare fantasia che essa chiama «realtà»."

Note

[1Attraverso la riflessione, la "vita" e la sua "anima" vengono astratte dalla Natura e dotate di esistenza autonoma CW, XI, par. 235 Opere, XI, p. 157 G. Jung

[2La riflessione è un atto spirituale; l’atto per cui ci fermiamo, richiamiamo alla mente una cosa, ci formiamo un’immagine, e ci poniamo in relazione e veniamo a patti con ciò che abbiamo veduto. Essa va dunque intesa come atto del diventar coscienti ibid., par.235 nota 9 ibid., p.157 nota 9 G. Jung.

[3G. Jung... L’Anima è...un archetipo naturale che riassume in modo soddisfacente tutte le attestazioni dell’inconscio, dello spirito primitivo, della storia della lingua e della religione... (Essa) è sempre l’elemento a priori dei suoi (dell’uomo) umori, reazioni e impulsi, e di tutto ciò che esiste di spontaneo nella vita psichica. È qualcosa che ha vita propria e che ci fa vivere; è una vita che è dietro alla coscienza e che non può mai essere completamente integrata con questa, ma dalla quale, piuttosto, la coscienza emerge. CW, IX, ɪ par.57 Opere, IX, ɪ p.25 G. Jung.

[4La coscienza consiste nell’associazione con l’Io di un contenuto psichico. Tutto quello che non è collegato con l’Io rimane inconscio. CW, XIV, par. 522 nota 400, Opere, XIV, ɪɪ p.377 nota 403 G. Jung

[5....solo una trascurabile minoranza di individui considera il fenomeno psichico come una categoria dell’Essere in sé e per sé e ne trae le necessarie conseguenze. È anzi davvero paradossale che la categoria per eccellenza dell’essere, condizione sine qua non di tutto ciò che è, vale a dire la psiche, debba essere trattata come se esistesse solo per metà. L’essere psichico è l’unica categoria dell’essere di cui abbiamo conoscenza diretta, giacché niente può essere conosciuto se prima non appare come immagine psichica. CW, XI, par. 769 Opere, XI, p. 496 G. Jung

[6Ogni processo psichico è un’immagine e un "immaginare", senza di che non potrebbe esistere alcuna forma di coscienza... CW, Xi, par 889 Opere, XI, p. 555

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