ARTE CONTRADDITTORIA
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⑼ Anima "Mediatrice dell’Ignoto"

domenica 28 giugno 2009

Prosegue il meraviglioso percorso di ricerca, analitico e riflessivo, che indica una nuova definizione di Anima. Hillman ora ci accompagna verso una dimensione, che nell’ambito del Reale, conduce alla Visione.....

"J. Hillman... La categoria dell’ignoto include anche la fenomenologia delle attrazioni e degli umori improvvisi, involontari, che arrivano senza una ragione e altrettanto inesplicabilmente se ne vanno. Infine, Anima è l’ignoto inteso come il mistero della coscienza nella sua relazione con la natura e la vita."
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"J. Hillman... Jung ha sempre fortemente insistito sull’importanza di comprendere la psiche. e il suo tipo di comprensione si fonda sull’«esse in anima», caposaldo di tutto il suo pensiero psicologico, ciò che, appunto, rende psicologico il suo pensiero. L’esse in anima sta anche alla base di tutto l’imponente corpo della sua produzione intellettuale."

"J. Hillman... L’esse in anima di Jung si riferisce in un primo luogo al «costante atto creativo »della fantasia (CW, VI, parr. 77-78 Opere, Vi, p.63) Ma l’espressione è presa dalle dispute sugli universali, di cui costituisce uno dei punti di vista, esprimente una modalità dell’anima che la pone a metà tra lo spirito e materia, o tra le parole e le cose. Ebbene, questo punto di vista potremmo chiamarlo il punto di vista della «speculazione psicologica» in quanto è il prodotto dell’attività di rispecchiamento (speculum) di Anima che riflette sui nostri coinvolgimenti spirituali e materiali. Per mezzo di quello specchio noi mettiamo in opera un fantasticare intellettuale, costruiamo una psicologia capace di contenere la psiche e di diventare il corpo della psiche. È dalla testa che esce l’opus, la materica sostanza della mente, calata nel corpo. E anche questo, dice Jung, è opera di Eva."

Arte Contradd...In questo interessantissimo capitolo è inevitabile incontrare lungo il percorso analitico nel pensiero di Hillman in Anima, una cosiddetta dimensione psicologica "l’Ignoto", dove al suo interno emerge un fattore di carattere dinamico "l’azione". Sia Hillman che Jung definiscono "l’ignoto", il luogo dove l’atto cosciente scopre la sua natura trovandosi tra la dimensione dell’immagine ed il pensiero. È attraverso quel punto che si apre lo spazio della creatività e dell’immaginazione. Ora secondo il punto di vista Visivo, nel pensiero dell’Arte Contraddittoria, emerge un punto preciso che può aiutare a definire questa dimensione, ritenendo importante e determinante comprendere ciò che si può definire l’Atto Cosciente. Credo che sia importante comprendere la natura stessa dello spazio cosciente che si forma tra il pensiero e l’immagine. È evidente che in questa dimensione emerge un fattore di carattere motorio o dinamico, dal punto di vista mentale. Potrei definirla "la Dinamica Cosciente". Ritengo essenziale questo punto in quanto dal punto di vista Estetico, il pensiero Contraddittorio, individua in questo punto il fulcro della Ricerca Interiore. Ciò che emerge dalla "Dinamica Cosciente", porta inevitabilmente verso un nuovo Atto Cosciente dove il Pensiero necessita della Conoscenza per incontrare l’Immagine. Ma è altrettanto interessante svolgere lo sguardo alla sua fonte: "la Dinamica Cosciente", dove essa appare definendo una sua precisa formalità. È in questo punto che l’Arte Contraddittoria esprime la sua potenzialità.

Esempio di una "Dinamica Cosciente"

Note

[1G. Jung... la raffigurazione estetica ha bisogno della comprensione del significato, e la comprensione ha bisogno della raffigurazione estetica. Le due cose si integrano a vicenda, dando luogo alla funzione trascendente. CW, VIII, par. 177 Opere, VIII, p. 101

[2G. Jung... Anzi è mia ferma convinzione che l’immaginazione creativa sia l’unico fenomeno primordiale che ci sia accessibile, il vero humus della psiche, l’unica realtà immediata. Perciò parlo di esse in anima, l’unica forma di esistenza di cui possiamo avere esperienza diretta. Letters, 10 gennaio 1929, a Kurt Plachte

[3G. Jung... E che cosa è la realtà, se non è una realtà in noi stessi, un esse in anima? La realtà vivente non deriva in modo esclusivo né dall’effettivo e oggettivo comportamento delle cose né dall’idea formalizzata, bensì dalla sintesi di entrambi...attraverso l’esse in anima.

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