ARTE CONTRADDITTORIA
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⑵ IL SALTO NEL MONDO - La Creatività nel pensiero di Aldo Carotenuto

venerdì 14 agosto 2009

Continua questo meraviglioso percorso di ricerca attraverso lo Spazio Interiore, dove l’Arte ed il Pensiero Analitico Psicologico, esprimono le proprie Realtà.
La Creatività apre di fatto un momento di discussione, dove l’Arte si appropria della sua consapevolezza.....

LA CREATIVITÀ NEL PENSIERO DI ALDO CAROTENUTO

"S. Putti...‷Tesi portante dell’intera ricerca di Carotenuto è il primato assoluto della creatività nell’esistenza umana. L’arte, così come la psicoanalisi, è un percorso di liberazione delle energie creative individuali dai legacci di un’educazione conformista o da gravi blocchi nevrotici. Tuttavia, i complessi non rivelano solo il blocco delle energie creative, ma anche le strade che la psiche persegue per liberarsi, per trasformare il dolore in strumento di riscatto e di creatività‴.

Scelgo di soffermarmi su questo brano in quanto scelto dallo stesso Carotenuto ad esemplificare, in estrema sintesi, il proprio pensiero ed anche la propria equazione personale di giudizio sulle interrelazioni tra arte, psicoterapia, sofferenza e vita."

"S. Putti...Ma qui ci preme ricordare, e sottolineare, che per Carotenuto la creatività non è soltanto la creatività artistica.
Già nel 1983, così si esprimeva: ‷Per creatività intendo, in un senso molto generale, quell’atteggiamento che consente all’individuo di inserire i cosiddetti dati reali in un sistema di nessi e relazioni che conferiscono a quei dati un significato del tutto diverso dall’evidenza immediata. [1]‴"

Arte Contradd....In questi due punti che inquadrano il pensiero centrale dello Studioso ed Analista Dott. A. Carotenuto, emerge nella Creatività il terreno dove al suo interno si alimentano impulsi e reazioni che determinano la propria Realtà. Questi due aspetti riflessivi, indicano una diversa possibilità di individuare nella lettura della stessa Creatività una sua possibile interpretazione.

Nel primo passo dove viene riassunto l’operato di ricerca del Professore, individua nella Creatività un atteggiamento liberatorio.

Nel pensiero del Dott. A. Carotenuto, riconosce nella imprevidibilità o meglio nella mutabilità il linguaggio che alimenta l’atto Creativo.
Altro punto essenziale è che identifica nella Creatività non l’esclusività di appartenenza alla Realtà Artistica, ma ad un atteggiamento vicino al comportamento quotidiano.

Potrei condensare in poche parole, le tre diverse definizioni che sintetizzano il loro pragmatismo: Cambiamento, Padronanza e Consapevolezza. Queste tre parole indicano precise azioni che dimostrano ancora un unico punto denominatore: Risolutezza e Determinazione.
Anche in questo caso queste parole denotano un’attività, indicano una precisa direzione agendo non verso l’Interno, ma contrariamente verso l’Esterno.

A questo punto potrei definire la Creatività, la consapevolezza e la padronanza delle proprie azioni nei confronti di una presenza di una realtà completamente statica od assente. Quindi dal punto di Vista Estetico la Creatività concentra la propria determinazione con l’intento al metamorfismo dello spazio circostante.

Interessante ora comprendere una diversa prospettiva della Creatività, che appartiene non allo spazio Estetico, ma allo Spazio Mentale o meglio Psichico e proseguendo nel pensiero Analitico del Dott. Carotenuto ci si imbatte un questa teoria:

" S. Putti... Per Carotenuto - rispetto a Freud - all’origine della sofferenza nevrotica c’è la rimozione dell’impulso creativo, e la dimensione sessuale di quell’impulso fa parte, ma solo come aspetto parziale di un problema più generale.

Analogamente - considerando la concezione di Adler [2] - è possibile per Carotenuto intendere la volontà di potenza come un aspetto parziale della pulsione creativa.

Carotenuto riteneva che tra psicologia del profondo e l’arte ci fosse un stretto rapporto ma allo stesso tempo riteneva che la psicologia non possedesse gli strumenti per una comprensione dell’arte.
Lo stesso rapporto fra la psicologia del profondo e l’arte ha a che fare con "la capacità degli artisti di comprendere in modo intuitivo, in un modo comunque non razionale e non scientifico, quello che gli psicologi sono riusciti a comprendere attraverso lo studio di singole persone sofferenti
 [3]".

Arte Contradd....Ciò che è interessante sottolineare nel percorso di ricerca di Carotenuto il fatto di considerare l’Arte, non più come motivo prettamente decorativo od esteticamente ingannatorio, ma finalmente individua nella propria capacità il riconoscimento di una propria dimensionalità. La comprensione attraverso un preciso linguaggio pone l’Arte in un piano completamente autonomo, che individua nell’Ambito Umano, la necessità di comprendere una Realtà che indica nell’Interiorità lo spazio ideale per esprimere la sua Potenzialità. È interessante in cui percepisce nella Creatività il desiderio di Volontà di Potenza. Questo accomuna ciò che ho affermato in precedenza, ma nello stesso momento mi permette di replicare precisando che si la Volontà di Potenza contribuisce al fattore creativo, ma non è il solo punto che influisce su di essa. Ritengo, infatti importante definire questo atto ed il suo valore ha significato solamente nel momento in cui la Volontà è diretta all’esterno, cioè verso l’oggetto o lo spazio interessato. Questo permette di avvalorare o concretare l’atto creativo. Se invece la Volontà di Potenza è diretta verso l’interno, allora da quel momento, l’Atto Creativo perde il suo scopo, ma fa emergere un nuovo caso interiore che esalta un fattore patologico o di carattere psichico. Quindi l’Atto Creativo o meglio La Creatività se diretta verso l’esterno apre al suo linguaggio e quindi alla sua capacità, mentre se la Creatività diventa traghettatore di un Desiderio Interiore, allora in quel caso l’Atto Creativo diventa Realtà di una dimensione Patologica o Psichica.

"S. Putti... A proposito del rapporto malattia/arte, Carotenuto affermava che in genere non è la patologia a rendere creativa una persona, e sottolineava, infatti, che la nevrosi è piuttosto una sofferenza sterile. Non è possibile pertanto spiegare una produzione artistica attraverso la patologia personale dell’artista, in quanto il senso e il carattere di un’opera sono nell’opera stessa."

Arte Contradd...In questa precisazione Carotenuto distingue l’aspetto creativo dall’aspetto patologico. Ora, non vorrei invadere nel capo medico, ma esiste questo pregiudizio per cui l’artista e più vicino all’aspetto patologico o meglio è espressione di una devianza di carattere psichico, pertanto la sua Creatività e quindi la sua Opera è frutto di questa devianza. Bene è il momento di sfatare questo mito. L’Arte ha una sua Potenzialità ed una sua precisa Autonomia. L’Artista è ciò che alimenta questa Potenzialità. Nell’Arte il riconoscimento del suo linguaggio porta ad innalzare la sua Capacità e nello stesso momento elevare il contenuto dell’Opere e delle sue Rappresentazioni. Solamente nel momento in cui l’Opera viene compresa in base al linguaggio dell’Arte, l’Opera stessa assume il proprio valore, ma se nell’Opera si cerca di decifrare la realtà Interiore dell’artista allora non siamo nella strada giusta.

"S. Putti...In accordo con Jung, Carotenuto riteneva che l’arte non potesse essere considerata un derivato, né un sintomo, bensì un simbolo vero, che trae la sua forza dalla dimensione inconscia, che - in tale ottica - diviene matrice di ogni prodotto spirituale."

"S. Putti...Interrogandosi su cosa significasse essere una persona creativa, Carotenuto asseriva che gran parte delle sofferenze psichiche derivano dal disagio o dalla paura di esprimere la propria creatività."

"S. Putti...A. Carotenuto... L’uomo creativo è al centro di un conflitto che tende ad una sintesi fra il contingente e il transpersonale, laddove noi possiamo pensare al contingente come alla nostra storia personale e al transpersonale come all’inconscio collettivo."

"S. Putti...A. Carotenuto...L’uomo creativo è animato da una fortissima tensione psichica che gli consente di andare oltre i dati della percezione, oltre la propria personale esperienza così come oltre i condizionamenti culturali, e può pertanto porsi di fronte alla vita con una visione anche radicalmente diversa da quella comune."

Arte Contradd.... Ho lasciato scorrere questi quattro punti riflessivi del pensiero dei due studiosi Putti e Carotenuto e ne ho tratto un elemento in comune tra loro: "L’Atto Creativo è frutto di un Conflitto Interno". Ciò che accomuna questi pensieri è un’Azione Interiore derivata da un Conflitto Interiore. Bene, cercherò ora di soffermarmi in questa "Azione", naturalmente non dal punto di vista analitico, ma mantenendomi nell’ambito Estetico. In precedenza ho cercato di descrivere la struttura di un atto creativo derivandone queste capacità: Cambiamento, Padronanza e Consapevolezza. Nell’ambito Estetico queste competenze caratterizzano con più precisione il comportamento dell’atto creativo. L’Artista è consapevole di ciò e ne determina la sua completa padronanza. Il completo controllo di queste potenzialità sono inevitabilmente dirette allo spazio circostante e quindi all’opera stessa. Quindi in questa precisa analisi di un atto creativo emerge un fattore importante il Controllo della propria azioni. Questo meraviglioso punto conferma ed impone un chiarimento per cui Smitizza il pregiudizio "dell’Artista Pazzo". Appurato ciò rimane comunque una domanda rivolgendosi in particolare all’origine di questa consapevolezza. Cosa fa scatenare questa tanta determinazione?

Ecco che a questa domanda il mio sguardo non si rivolge più all’Opera, ma questa volta si rivolge al proprio Interiore. Ho definito la Creatività frutto di un Atto, un’Azione, quindi letteralmente è una forza dinamica che agisce contro un’altra forza. Dunque il Conflitto esiste, ma ritengo che sia Consapevole e Cosciente. Infatti considero, che il Conflitto parta da un fattore di carattere valutativo, cioè ritengo che l’impulso che genera il Conflitto, derivi da un Desiderio o Volontà di cambiamento. La considerazione di un preciso Controllo Cognitivo di derivazione Culturale permette di inquadrare lo spazio circostante considerandone i suoi limiti, è attraverso ciò che scatta il desiderio e la volontà di cambiare tutto ciò e di andare oltre. In poche parole nell’Artista il Conflitto è quell’atto Consapevole che induce ad un Desiderio e di conseguenza ad una Volontà di Cambiamento. Ritengo che a questo punto la Creatività è la conseguenza di un "Atto Liberatorio Interiore".

Vorrei comunque portare alcuni esempi che differenziano questa potenzialità.
L’Arte Contemporanea, ritengo sia la testimonianza più vicina all’Espressività della Creatività e un certo modo Espressione diretta di un Conflitto. in un primo momento mi balza subito alla mente il percorso degli Espressionisti Astratti o meglio ancora l’Action Painting. La tela bianca attraverso la gestualità ed il gocciolamento del colore, subisce un cambiamento dettato da un desiderio consapevole creativo di "creare" una nuova opportunità interpretativa dello spazio. Esiste comunque una realtà opposta che esemplifica un’altra possibile interpretazione visiva del conflitto creativo: l’Art Brut. È l’espressione di un’Arte Istintiva e vorrei riportare un brano interpretativo del proprio ideatore Jean Dubuffet: L’arte grezza designa “lavori effettuati da persone indenni di cultura artistica, nelle quali il mimetismo, contrariamente a ciò che avviene negli intellettuali, abbia poca o niente parte, in modo che i loro autori traggano tutto (argomenti, scelta dei materiali messa in opera, mezzi di trasposizione, ritmo, modi di scritture, ecc.) dal loro profondo e non stereotipi dell’arte classica o dell’arte di moda„. L’Art Brut, secondo i suoi adulatori, va distinta dall’arte popolare, dall’arte naïf, dai disegni dei bambini.

"S. Putti...Mentre, come accennavamo, per Freud l’arte è praticamente la sublimazione di conflitti personali relativi spinte pulsionali inaccettabili, per Carotenuto - in accordo con Jung e Neumann - l’arte è la trasformazione: l’artista trasforma una tensione interna nell’opera che a tutti parla e viene intesa da tutti perché usa un linguaggio comune a tutte le generazioni."

"S. Putti... La maggioranza silenziosa è costituita dalla massa anonima che difende i canoni collettivi in quanto da questi si sente garantita; l’uomo può distaccarsi da questo contesto e - accettando la conflittualità e sapendo reggere la derivante tensione psichica - può, se non soccombe nella malattia psichica, diventare creativo."

Arte Contradd... In queste due stupende considerazioni, che la Creatività assume un perfetto distinguo e vorrei modestamente aggiungere il mio contributo: Non è espressione di un Conflitto Malato e Deviante, ma al contrario la Creatività assume la sua Potenzialità da un Desiderio di liberazione Interiore. È dall’Atto Liberatorio che nasce una Nuova Dimensione che induce ad una diversa Interpretazione della Realtà.

Note

[1Carotenuto, A., Nevrosi, processo creativo e potere sull’altro, in Rivista di Spicologia Analitica, 27/83.

[2Adler, A., The structure of neurosis, in Superiority an d social Interest, Routledge and Kegan Paul, London, 1965.

[3Carotenuto, A., Jung e la letteratura, in Rivista di Psicologia Analitica, 30/84.

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