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⑼ RELAZIONE FORMA-SPAZIO: INCONTRO DI UNA FENOMENOLOGIA DELLA DIMENSIONE

mercoledì 18 novembre 2009, di M. Trentin

Il rapporto logico tra una sollecitazione Formale in relazione allo Spazio, necessita di un Aspetto Percettivo dove la prospettiva di una Potenzialità Fenomenologica indica nella Dimensione un’ulteriore strada verso un elemento di Conoscenza.

In questo mio articolo cercherò di riassumere alcuni traguardi raggiunti in relazione al mio Studio di Ricerca Interiore, ponendo la Logica e la Razionalità come elementi necessari al cammino del mio progetto. Traguardi che aprono nuovi interrogativi e diverse soluzioni proponendo un differente approccio Visivo di una Realtà Interiore.

Nel precedente articolo "Anima come punto di partenza", ho individuato nell’Aspetto Liberatorio di una Realtà Sensibile, il motivo per cui dal punto di vista Emozionale il concetto di Falsa Interiorità trova nella Realtà Estrinseca la sua vera natura. Rivolgo ora il mio sguardo verso una diversa opportunità di Conoscenza del Profondo, proponendo nella Realtà Intrinseca un diverso percorso che individua nella Rivalutazione di Forma il concetto di partenza che mi introduce in questa meravigliosa ricerca.

Rivalutazione di Forma che pone a sua volta un nuovo interrogativo, incontrando ancora due aspetti che indicano precise condizioni che esprimono due possibili volti di una diversa interpretazione psichica: La Condizione di una Interiorità più vicina all’aspetto Patologico e quindi espressione ed interpretazione di una Realtà Animistica Nosologica, o una seconda opportunità per cui l’incontro tra Immagine e Pensiero trovano nella Realtà Cosciente una diversa opportunità di Conoscenza Interiore. A questo punto l’interrogativo pone lo sguardo verso una direttiva che vede nella Psicologia, una guida che mi permette risolvere la presenza di questo interrogativo.

Si è visto nei precedenti articoli, come la Storia dell’Arte attraverso i suoi Movimenti, ha interpretato la Visione del Sensibile, mediante una condizione che individua nell’Atto Emotivo, la ragione di una presenza della Realtà Interiore. Questa capacità ha permesso di costruire un linguaggio comune che individua nell’Emozione l’unico possibile mezzo che rappresenti una condizione dell’Animo Umano.

Condizione che ha permesso di semplificare in un unico percorso il concetto di Realtà del Sensibile attraverso l’Atto Emozionale. È attraverso questa delega che "il Pensiero Comune" pone come unica ragione di espressività di uno Spazio Interiore il linguaggio emozionale. Influenza che individua anche nell’Atto Creativo la sua presenza. Esiste a questo punto una ulteriore possibilità che questa condizione o meglio questo equivoco possa essere ribaltato, da una precisa rivalutazione che ponga nuove condizioni e conoscenze che introducono ad una più precisa Espressione del Profondo? A questa domanda esiste una risposta che permette di comprendere una diversa interpretazione di questo Fraintendimento.

Infatti esiste la possibilità di comprendere la Realtà Interiore attraverso un diverso percorso che individua nella Conoscenza , la capacità di accompagnare ad una possibile interpretazione del Sensibile. Per comprendere al meglio questa diversa opportunità è comunque necessario analizzare ciò che sino ad ora è sempre stata l’unica via che ha rivelato questa potenzialità creando di fatto questo "Fraintendimento Interiore".

Continua con la seconda parte "Fraintendimento Interiore"

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