ARTE CONTRADDITTORIA
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⑶ Entropia ed Arte: "Disordine e Degradazione"

lunedì 7 giugno 2010, di M. Trentin

Un primo contatto interpretativo sul concetto di entropia che avvalora varie problematiche di carattere scientifico ed estetico, ma nello stesso momento un confronto con il Pensiero Visivo dell’Arte Contraddittoria………

"R. Arnheim….. L’immagine di tale armoniosa tendenza all’ordine in tutta la natura viene contraddetta in modo alquanto inopportuno da una delle leggi di più vasta influenza sul comportamento delle forze fisiche, e precisamente dal Secondo Principio della Termodinamica. La spiegazione più generale che i fisici sono disposti a fornire dei mutamenti delle cose nel tempo viene spesso formulata nel senso che il mondo materiale procede da stati ordinati verso un disordine crescente, così che la situazione finale dell’universo sarà una situazione di disordine massimo. Così Max Planck, nelle sue conferenze di fisica teorica alla Columbia University, nel1909, disse:

Non è dunque la distribuzione atomica, ma piuttosto l’ipotesi del disordine elementare a costituire il vero e proprio perno del principio dell’aumento dell’entropia e, pertanto, la condizione preliminare dell’esistenza dell’entropia stessa. Senza il disordine elementare non esistono né entropia né processo irreversibile ([55]. p.50)"

"R. Arnheim….E, in un recente volume, Angrist e Hepler formulano il Secondo Principio nei termini seguenti: Il disordine microscopico (o entropia) di un sistema e del suo intorno (tutto l’universo che vi attiene) non decresce spontaneamente [3] p.151. In questo senso l’entropia è pertanto definita come la misura quantitativa del grado di disordine di un sistema: definizione che, come vedremo, richiede notevoli chiarificazioni."

Arte C.….In questi due passaggi, emergono due considerazioni a carattere evolutivo nella sfera dello Studio Entropico, ponendo una attenzione particolare per il Secondo Principio della Termodinamica. Passaggi che indicano una precisa funzione dell’Entropia nell’ambito di una tendenza al disordine. Appaiono, in questo caso, elementi che contraddistinguono due diverse realtà: La Natura dove la sua struttura tende a creare e mantenere uno stato di obiettivo ordine. Nel secondo caso vediamo che le Energie e le Forze che implicano lo studio della Materia, presentano una situazione opposta su cui il Secondo Principio di Termodinamica accerta. Questa apparente situazione in contraddizione, permette di aprire un motivo di discussione che si rivolge ad un preciso obiettivo comune, che vede nella natura delle cose il suo fondamento. Una altrettanta precisa posizione che pone una affinità nell’ambito delle problematiche estetiche, ma soprattutto apre un deciso sentiero che vede nel Pensiero Visivo dell’Arte Contraddittoria, un motivo di sviluppo per una ricerca più profonda dell’Aspetto Interiore Umano. In ambito fisico, le teorie tendono a stabilire una particolare tendenza verso ad una espansione di tipo entropico. Nell’ambito evolutivo invece abbiamo una tendenza verso una espansione di tipo ordinato. Sono due elementi che comunque individuano due condizioni opposte, ma con una unica specificità: lo spazio. In ambito estetico, questa capacità pone una precisa tendenza che si avvicina al percorso naturale delle cose. Un’estetica che pone nella realtà la sua condizione, ma nello stesso momento apre ad una sua particolarità per cui il linguaggio pone un preciso fondamento per questo fatto ogni elemento tende ad ordinarsi. Quindi l’Arte esprime nell’arco di una sua spazialità, una tendenza che permette di accertare una sua predisposizione all’ordine. Ora in ambito Umano o meglio Psichico questa tendenza, pone una sua precisa condizione per cui l’aspetto mentale raggiunge sia in ambito biologico che psicologico, una tendenza di carattere ordinato, o meglio tenderei a definire una tendenza ad un Equilibrio Ordinato. Una condizione che indica una precisa predisposizione ad una sua conservazione. Quindi è il rapporto con la Realtà esterna o meglio con la condizione esterna che la Dimensione spaziale ci indica una sua particolare tendenza. Una tendenza che ricerca nel concetto della fisica un suo particolare impulso entropico, ma come possiamo constatare essendo parte di questa particolare propensione, al suo interno vi è una tendenza ad una conservazione di un impulso all’ordine.

"R. Arnheim….Il Primo Principio della Termodinamica riguardò la conservazione dell’energia. Affermò che l’energia può trasformarsi da una forma all’altra, mai però crearsi ne distruggersi. Il che potrebbe suonare sgradevole se lo si prendesse (come in realtà fece uno dei più importanti fisici dell’epoca, John Tyndall) nel senso «che la legge di conservazione dell’energia esclude tanto la creazione che l’annichilazione» L’immagine di «un mondo di legge, ordine e permanenza senza tempo» servì ai teologi quale conferma della «presenza ed azione di Dio» Del tutto diversi gli attributi popolarmente connessi al Secondo principio della Termodinamica. Quando, circa un secolo fa, il vasto pubblico cominciò a prenderne coscienza, esso suggerì una visione apocalittica del corso degli eventi sul nostro pianeta. Il secondo Principio asserviva che l’entropia del cosmo tende a un valore massimo, il che equivaleva ad affermare che l’energia dell’universo, sebbene costante ne resti la quantità, sia soggetta ad una sempre crescente dissipazione e degradazione: termini, questi, che avevano un suono nettamente negativo."

Arte C.Due aspetti che indicano concetti che inducono ad una interpretazione di carattere scientifico legato inevitabilmente ad una realtà che pone il dogma come punto essenziale di una assoluta verità. Sono due posizioni che potrei comunque condensare in due parole: conoscere e dogmatizzare. Sono comunque due atteggiamenti che implicano un preciso comportamento, uno opposto all’altro. Condizioni che hanno un punto in comune il Concetto di Energia. Ogni uno pone un diverso approccio alla realtà o meglio ad una interpretazione di una Natura. Certamente una vuole escludere l’altra, ma comunque tutte e due applicano un sistema che vede nel metodo la propria costanza. Metodo che comunque riporta ad una sua misurazione. Anche in questo caso, a dispetto del contenuto l’Uomo pone sempre anche in ambito mentale che conoscitivo, un rigore un principio che pone l’ordine, nel metodo più congeniale ad una sua precisa condizione. Quindi è nella natura stessa dell’Uomo che nel Concetto Semplificativo, esprime la sua possibile attinenza ad un sistema ordinato. Un Comportamento che vede nell’Ordine il Metodo che induce ad una sua Istintività e quindi ad un Impulso: la Sopravvivenza. Quindi il sistema Entropico pone sicuramente una condizione che si rivolge ad una Spazialità o meglio ad una Dimensione di Tipo Espansiva. L’Ordine invece tende a stabilizzare la sua efficacia anch’essa in base ad una Spazialità ma di Tipo Introspettivo.

R. Arnheim….Ciò accadeva nel 1910. Nell 1892, Max Nordau aveva pubblicato il suo famoso Entartung (Degenerazione): libro estremamente sintomatico della mentalità fin de siècle, benché non si possa affermare che implichi la progressiva degenerazione dell’umanità nel suo insieme. In questa diatriba di quasi mille pagine, lo scrittore e medico ungherese, fondando i propri argomenti sull’opera di Morel e di Lombroso, denunciava gli opulenti abitanti della città ed i loro artisti, compositori e scrittori, come isterici e degenerati. Egli riteneva ad esempio, che lo stile pittorico degli impressionisti fosse dovuto al nistagmo che si riscontra negli occhi dei «degenerati» ed alla anestesia parziale della retina degli isterici. Attribuiva l’elevata incidenza della degenerazione all’esaurimento nervoso della tecnologia moderna nonché all’alcool, al tabacco, ai narcotici, alla sifilide. Ma prediceva che, nel xx secolo, l’umanità avrebbe dimostrato di possedere sanità sufficiente a tollerare la vita moderna senza danno, oppure rifiutarla come intollerabile.

Arte C. Un concetto che pone nel pregiudizio una sua realtà. Una testimonianza di uno studioso che esprime nel metodo la sua reale condizione. Un aspetto che tenta di indicare nella sua esteriorità, la sua reale capacità. È evidente che in carattere storico o meglio nella visone del passato, questa concezione della realtà non pone più questioni, ma indica una precisa propulsione nel cercare di Stabilizzare la propria natura, indicando precisi ruoli o comportamenti che induco ad un reale cambiamento. Un cambiamento che comunque rimane sempre nella Logica delle cose. Esprime sempre un atteggiamento che segue una sua linearità verso un Impulso Semplificativo. L’Aspetto entropico assume un diverso valore che non esprime più la sua reale intenzione, ma contrariamente diventa Immagine o Simbolo di una Degenerante Funzione Distruttiva.

R. Arnheim…Oggi non consideriamo più l’universo come la causa dei nostri immeritati guai, ma forse, all’opposto, come l’ultimo rifugio rispetto al pessimo modo in cui trattiamo le nostre faccende terrene. Anche se così, il principio dell’entropia continua a determinare una contraddizione imbarazzante nelle scienze umane e contribuisce a perpetuare la separazione artificiosa di esse rispetto a quelle naturali.

Arte C. Certamente il contributo scientifico e soprattutto l’aspetto evolutivo del Pensiero Umano, ha compreso che l’universo non è più causa dei nostri drammi o guai, ma tuttavia esiste ancora una forma pregiudizievole per cui questa considerazione si ripresenta, sia in forma ancora arcaica, che in una diversa concezione della realtà. Una considerazione che pone sempre l’energia al centro di ogni valutazione. Rimane comunque ancora l’aspetto più pregiudizievole che infine mette in discussione, non più l’unica forza della natura, ma le opposte moralità. Certamente un ambito scientifico le continue scoperte e soprattutto l’intento ad una propensione ad un impulso conoscitivo, permette di comprendere e superare questioni che nel passato venivano considerate negative per il contribuo umano, nello stesso momento rimane ancora una realtà contrapposte che esalta l’aspetto morale e quindi comportamentale, che impone una certa diffidenza verso problematiche o considerazioni che individuano nella Forza della natura o dell’Universo la reale causa di ogni esistenza. Sono comunque due realtà che pongono l’aspetto Comportamentale nella ragione di esistere. Quindi posso considerare che non abbiamo ancora superato questo concetto di andare oltre al pregiudizio, una possibilità che comunque pone in entrambi i casi una soluzione comune per cui l’aspetto entropico diventa il punto di una realtà ancora troppo enfatizzata.

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