ARTE CONTRADDITTORIA
Home page > ⑸ MOVENZE > Primo approccio per un Teatro Interiore: "Interconnessione tra Coscienza e (...)

Primo approccio per un Teatro Interiore: "Interconnessione tra Coscienza e Conoscenza"

giovedì 25 febbraio 2010, di M. Trentin

In una realtà dove l’apparire diventa necessità, la dimensione illusoria mostra il suo volto indicando la via in un labirinto corporeo. È il riscatto dell’Es dove ogni pulsione apre ad una Realtà peculiarmente Estrinseca…

In un mio precedente articolo: "Indizio per un Teatro Interiore", ho cercato di introdurre una possibile Realtà, che pone nell’aspetto Intrinseco, il primo passo per un cammino che porta ad una indagine conoscitiva. Ho particolarmente posto l’attenzione ad un quesito che pone l’Aspetto Estrinseco, unica possibile via che individua nella presenza del Corpo, un interlocutore per una Realtà Interiore. Ho anche sottolineato come questa dimensione porta inevitabilmente ad un supporto che vede nell’Atto Artificioso, il mezzo che apre ad una realtà che pone nell’Aspetto Emozionale la spinta verso una collocazione ad una Apparente Figura di una Realtà Inconscia. Questa attenta analisi mi ha nello stesso momento aperto la possibilità di liberarmi da questa Presenza Menzognera, ponendo come soluzione una diversa opportunità che vede nell’ambito Razionale una potenziale occasione per introdurmi in una Realtà del Profondo più Concreta.

Quindi la struttura che afferma la propria capacità attraverso un percorso di carattere analitico, pone così una visione più ampia diretta a problematiche di ulteriori discipline. Una apertura che impone una sua diversa posizione elevando la propria potenzialità in un contesto completamente diverso, ma consapevole. È attraverso questo contesto che il mio percorso di Ricerca Visiva apre l’opportunità, che individua nella Conoscenza una possibilità per agire in un Potenziale Teatro Interiore. Ecco che il Pensiero Visivo dell’Arte Contraddittoria, rivolge un ulteriore quesito in ambito Melodrammatico: Quale Dimensione Razionale può essere attribuita ad un Percorso Interiore, allontanando ogni Concetto Artificioso ed Ingannatore?

Una precisa domanda che racchiude nella sua logica, una grande potenzialità rivelatrice. Una opportunità che il mio percorso di Ricerca Visiva può condividere con una Disciplina dove la presenza della Parola e del Corpo sono determinanti. Nello stesso tempo, indica una precisa direzione dove la Dimensione più Profonda può essere esplorata attraverso un linguaggio che pone nella Forma un primo passo per comprendere questa nuova Realtà. A questo punto l’Esperienza che il Pensiero Visivo dell’Arte Contraddittoria propone, diventa essenziale per il proseguo di questo meraviglioso cammino e vorrei in questo momento cogliere il primo indizio per iniziare questa straordinaria avventura.

In precedenza ho indicato nella Disciplina Teatrale, due punti specifici che caratterizzano uno dei linguaggi della Composizione Drammatica: La Parola ed il Corpo. Due elementi che individualmente indicano già una precisa Operazione, ma nello stesso momento puntualizzano un preciso Movimento per cui l’Atto diventa il linguaggio per un eventuale rapporto comunicativo. Nello stesso momento, cosa contraddistingue l’Atto o meglio l’Azione nella sua coerenza comunicativa? L’Espressività. Espressività che già indica una forza, ma nello stesso momento si rivolge immediatamente all’Immagine. Immagine che lega con la Visione, quindi molto vicina alle problematiche dell’Arte Visiva. Problematiche che individuano nell’Espressione, la Forma come unico elemento che struttura questa capacità.

È inevitabile a questo punto addentrarsi in una approfondita indagine che la Potenzialità Espressiva ed in particolare l’Atto Espressivo, suggerisce. Come ho accennato in precedenza l’Espressione ha una relazione con l’Immagine e quindi con la Visione, ho anche individuato nella Forma, l’elemento strutturale che permette di comprendere l’Atto Espressivo, bene ora cercherò di spiegare ciò che intendo per Azione Espressiva.

In un primo momento, sempre in ambito visivo, mi appare un punto che ha prevalentemente inciso nella Storia dell’Arte e che inquadra al meglio questa problematica: Gli Affreschi del Giotto raffiguranti la Vita di San Francesco. Una sequenza di immagini che per la prima volta esprimono una Realtà Quotidiana che hanno determinato la vita del Santo. Infatti in ogni affresco, viene per la prima volta rappresentato un episodio che ha innalzato il Valore Spirituale del Frate. Ciò che ha completamente rivoluzionato le regole estetiche del momento sta nella rappresentazione del singolo episodio, focalizzando l’attenzione del soggetto principale attraverso un Atto motorio. Quindi una semplice Azione ha innalzato la grandezza del soggetto principale. Come ha potuto e in che modo Giotto ha dato importanza e rilevanza a questo fattore? Una domanda che occuperebbe molto tempo ed una approfondita analisi, ma potrei semplificarla evidenziando un fattore di carattere tecnico: Lo Spazio. Ciò che ha dato maggiore forza e rilevanza ad una Azione è lo Spazio o meglio la disposizione del soggetto principale in una determinata collocazione nello spazio circostante. Quindi Giotto ha curato con determinazione e precisione geometrica una suddivisione spaziale che ha permesso di avvalorare con maggior forza il Soggetto o meglio l’Atto del Soggetto rappresentato. Emerge a questo punto un fattore molto importante, Giotto si documenta per rappresentare lo Spazio circostante. Uno Spazio rappresentato dal paesaggio o dalla natura che caratterizzano i luoghi del Santo, ma nello stesso momento una conoscenza storica del momento.

Cosa emerge da questa mia indagine, che una Azione od un Atto, assumono più forza e valore attraverso una determinata collocazione Spaziale. Maggiore è la dispersione Spaziale, maggiore è l’importanza che il soggetto principale assume. Ma l’Espressione come può raggiungere la sua autorevolezza in relazione ad una costruzione di ambito Spaziale? Proseguendo nella sfera della Storia dell’Arte, vediamo che l’Espressione assume maggior risalto, sempre in questo contesto, attraverso una rappresentazione simbolica o meglio una rappresentazione formale che il simbolo assume. L’Azione assume un’ulteriore forza grazie all’Espressività del soggetto principale, o contrariamente quando l’Espressività è in Relazione allo Spazio. Quindi l’aspetto simbolico assume una notevole rilevanza sull’Azione Espressiva attraverso una Composizione di carattere Rappresentativo.

A questo punto non rimane che concentrare al suo nocciolo la mia analisi , cioè nel soggetto principale, cogliendo ogni indizio che conduce all’Espressività, ma soprattutto alla rappresentazione di un Atto Simbolico. Proseguendo nella Storia dell’Arte vediamo come l’Espressione diventa sempre più il punto di maggior traguardo in ambito estetico, per raffigurare un particolare stato d’animo del soggetto rappresentato. Questa possibilità apre definitivamente ad un concetto per cui l’Espressività diventa la questione essenziale che permette all’osservatore di avere un punto di riferimento, per cui ogni elemento possa essere coinvolto ed assorbito dall’azione del soggetto principale. Maggiore è l’Espressività, maggiore è l’attenzione verso il soggetto interessato. Quindi potrei dedurre che l’Espressività induce ad un comportamento fenomenologico influendo sullo Spazio Circostante. In ambito percettivo l’Espressività diventa il punto di riferimento di una Complessa Dimensione Spaziale. Questo avviene in ambito figurato, ma più andiamo avanti nella Storia dell’Arte, più la figurazione sposta la sua attenzione ad un altra Realtà che coinvolge sempre più un fattore metafisico: l’Astrazione.

Quindi in Astrazione, la Forma diventa sempre più il punto di riferimento che coinvolge lo Spazio ad una Azione Espressiva. È inevitabile domandarsi come fa un elemento inanimato indurre ad un Moto Espressivo? Anche questa risposta implica problematiche che necessitano maggior approfondimento, ma in questo caso cercherò di semplificare ponendo sulla questione due elementi che accentuano questo studio: La Luce ed il Movimento. Due elementi che rivelano forza ed energia, ma nello stesso momento diventano intercessori di un fattore espansivo: per la Luce il Colore e per il Movimento il Moto.

Colore e Moto sono due elementi che contraddistinguono l’Espressività, infatti è attraverso la Luce che la Forma raggiunge la sua massima potenzialità, altrettanto nel Moto è ancora la Forma che determina la sua capacità. Quindi la Forma diventa il Linguaggio Strutturale che permette all’Espressività di comprendere la sua Realtà. Ma ciò che in ambito Astratto determina la sua ragione, sta in un punto essenziale: l’Influenza che la Forma in condizioni di Massima Espressività, pone in ambito Mentale e più precisamente in ambito Psicologico. Quindi attraverso l’Astrazione si apre una diversa possibilità per comprendere una Realtà Interiore, ma nello stesso momento apre l’opportunità per comprendere diverse condizioni per cui l’Effetto Emozionale diventa Comunicabilità. Dunque l’Atto Emozionale è la condizione ideale di un Atto Astratto, ma nello stesso momento diventa mediatore per una Realtà Interiore.

Ora dopo questa attenta indagine riporto l’attenzione verso la problematica che più interessa l’aspetto teatrale. È emerso in precedenza come l’Atto e l’Azione Espressiva trova maggior attenzione attraverso una precisa collocazione spaziale e maggiore è la sua Dispersione, maggiore è la forza che il soggetto assume. Nello stesso momento si è visto come nell’Espressività più è marcata più influisce nella Dimensione Spaziale. Quindi secondo queste logiche il Rapporto Espressività - Forma - Spazio, diventano gli elementi essenziali che inducono ad una Rappresentazione. Proseguendo si è visto come il rapporto Luce e Movimento all’interno di una Dimensione Spaziale inducono la Forma e quindi l’Atto Espressivo ad un Fenomeno Reattivo. Proseguendo vediamo come nel rapporto Luce - Colore e Movimento - Moto emerge, in Ambito Formale, una possibilità per cui l’Elemento Mentale e Psicologico apre ad una Realtà Interiore. Quindi la Forma diventa determinante per questa realtà, ma la Forma in ambito teatrale ha una sua componente che vede nel Corpo la sua massima potenzialità. Pertanto Colore e Moto assumono in ambito Corporeo maggiore capacità, quindi maggiore attinenza alla Dimensione Interiore.

Dunque la Realtà Interiore assume maggiore presenza, tramite Una Interconnessione Compositiva degli Elementi osservati in precedenza, ma ciò che emerge da questo fattore, rivela un nuovo dato per cui la sollecitazione mentale produce un Fattore di Carattere Emozionale. Quindi Una Azione Composita per un Atto Espressivo Trasforma la sua Artificiosa Disponibilità in una Creazione di Natura Emozionale. Emerge a questo punto l’ennesimo Equivoco Interpretativo per cui l’Emozione viene compresa come parte di una Realtà Interiore, invece è appurato che l’Emozione è più vicina ai Sensi e quindi ad una Espressione Corporea. A questo punto posso così definire che l’Atto Artificioso diretto ad una Dimensione Mentale provoca un Effetto di Carattere Emozionale, Espressione di una Realtà Estrinseca e quindi non vicina ad una Realtà Intrinseca ed Interiore.

Da questo momento emerge un nuovo quesito che cerca di individuare una diversa opportunità che permetta di comprendere il percorso più vicino ad una Realtà Interiore, senza suscitare un Fattore Reattivo Deviante. Questa opportunità posso coglierla attraverso il mio percorso di ricerca che individua nel Pensiero Visivo dell’Arte Contraddittoria una possibile occasione che aiuta a comprendere un differente modo di approccio ad una Realtà Interiore più Razionale. Abbiamo visto come in un Atto Espressivo in presenza di una Dimensione Spaziale Ideale, incrementi la sua attenzione mediante gli elementi che individuano nel Linguaggio Formale la loro attinenza. Si è anche visto come questo Atto Composito diretto ad una Realtà Psichica, provochi un Processo Reattivo. Ciò che emerge secondo questi dati è che la Mente sollecitata da un Atto Artificioso reagisce attraverso una Azione Diversiva. In poche parole in presenza di una Azione Ingannevole la Mente risponde con un altro Effetto Ingannevole.

Analizzando questi elementi è inevitabile che il mio sguardo indichi nel Rapporto Espressivo e nella Forma, il primo passo per comprendere questa diversa opportunità. Avendo appurato in precedenza l’attinenza tra Espressione ed Immagine, la mia indagine si accentua indagando più profondamente su questo punto. Ora in ambito Estetico un Atto Espressivo descrive un particolare Stato d’Animo del Soggetto indistintamente figurato o non. È altrettanto vero che ogni indizio sia in ambito inanimato o animato, porta inevitabilmente ad una Interpretazione Umana. Quindi l’Atto Espressivo indica una precisa Influenza diretta ad una Realtà Apparentemente Inanimata. La Forma diventa in essa il suo massimo interlocutore. Anche nella sfera teatrale l’Atto Espressivo ritrova questa affinità, solamente che l’influsso non si rivolge ad una Realtà Apparentemente Inanimata, ma contrariamente si rivolge ad una Realtà Apparentemente Animata. Anche nel caso, la Forma trova in ambito Corporeo il proprio linguaggio. Quindi ciò che emerge da questa considerazione è che nell’Atto Espressivo, lo Stato d’Animo assume un valore di assoluta importanza.

Questo aspetto sino ad ora ha permesso di dare un volto ad una dimensione che in presenza di un vincolo tra Atto Espressivo o meglio tra Stato d’Animo - Corpo ed un nuovo elemento: lo Spazio, si arrivi ad una presenza che vede nell’Azione Espressiva la Realtà più vicina. È proprio in questo punto che L’Azione suscita un primo approccio ad una Risposta di tipo Estrinseca, ed è in questo punto che il mio pensiero pone un diversa opportunità che induce ad una replica di Tipo Intrinseco. Quindi il punto sta nell’Atto Composito Espressivo in contiguità con lo Spazio.

Tornando all’Atto Composito di tipo Espressivo, si è visto come lo Stato d’Animo diventi l’elemento primario che origina un comportamento condizionante ed abbiamo anche visto come in ambito Estetico e Teatrale ponga la sua competenza. Prendendo atto di questa realtà invece di rivolgere la mia attenzione ad una componente Spaziale Estrinseca, rivolgo il mio interesse proprio all’Interno delle componenti dello Stato d’Animo, cercando di comprendere alcuni aspetti della sua Natura. Questa opportunità mi permette di aprire il mio sguardo verso problematiche che coinvolgono ulteriori discipline in particolare alla Psicologia.

Questo meraviglioso viaggio pone infinite domande e le argomentazioni sono immense a tale riguardo, ma in questo caso cercherò di essere più sintetico e mirato. Si è visto in precedenza, come la relazione Stato d’Animo ed Oggetto sia molto affine. Nello stesso momento come l’Oggetto subisca l’influsso dello Stato d’Animo diventando a sua volta Simbolo di quella precisa Sensazione. Posso così dedurre, che in presenza di un Fattore di Carattere Sensibile accade un Atto di Tipo Proiettivo ed in comparazione con l’Oggetto si crea un Influsso di Tipo Empatico. Quindi la capacità Empatica attribuita tra uno Stato d’Animo e l’Oggetto, crea di conseguenza un Processo definito Sinergico. Questo Processo Sinergico lascia una traccia trasformando l’Oggetto in un Archetipo.

Vorrei brevemente soffermarmi su questa circostanza, inquadrando bene la differenza in questo caso tra Archetipo e Simbolo. Sono entrambi conseguenza di questo Processo Sinergico ed entrambi pongono l’Oggetto non più come fine a se stesso, ma contrariamente subisce una sorta di Animazione Mentale. È in questo ambito che accade una distinta differenza tra i due elementi. Nel Simbolo, l’Oggetto animato o non, vuole esprimere la caratteristica e la capacità dell’oggetto stesso, proiettando le sue qualità e le sue energie in una ipotetica "Realtà Immaginata Perfetta". Invece nell’Archetipo animato e non, l’Oggetto subisce una sorta di Mutazione Immaginaria. In esso si raccolgono quegli elementi che sollecitano il nostro Inconscio. Tutte e due comunque innestano un metodo mentale di tipo Visivo ed in tutti e due si impone un Linguaggio di tipo Immaginario.

L’Immaginario o più sinteticamente l’Immagine, è il primo punto che emerge da questo incantevole percorso. Ma è altrettanto un elemento essenziale che conduce ad un Processo Mentale. Infatti come conseguenza dello Stimolo Visivo, in ambito mentale, l’Intelletto agisce nella sua presenza. Nello stesso momento si crea una nuova opportunità che vede nella connessione tra Visione - Percezione Visiva ed Intelletto - Pensiero, una Successione di tipo Cosciente. È in questo contesto che la Coscienza svela la possibilità di entrare in una Dimensione più Profonda del Sensibile, ma nello stesso momento permette di aprire ad una direzione che vede nella Conoscenza la sua capacità. Quindi la Conoscenza come struttura che permette ad un Atto Cosciente nel comprendere la Dimensione Interiore.

Ora in ambito Estetico e nel caso Teatrale, questa attenta analisi può avere la sua concretezza attraverso un percorso Logico dove la Razionalità diventa una nuova opportuna occasione per comprendere una dimensione Interiore meno Artificiosa. Sta proprio nell’Arte collocarsi all’interno del Processo Cosciente ed è in quel contesto che essa può assumere la propria Consapevolezza. Questa occasione mi permette di presentare un Nuovo Progetto che definisco una "Installazione Sinergica Teatrale di una Realtà Cosciente".

INSTALLAZIONE SINERGICA TEATRALE DI UNA REALTÀ COSCIENTE

In base a questa attenta analisi, nasce un progetto Concreto di una Teatralità più vicina ad una Ricerca Interiore che pone in un Rapporto Logico, l’Atto di un Processo Sinergico e la Relazione Evolutiva della Coscienza in una Dimensione di Natura Mentale. Questa opportunità mette le basi per iniziare un possibile percorso che pone in ambito teatrale, una diversa occasione per una Rappresentazione di un Teatro Interiore più Moderno.

Come si può osservare nell’immagine del Progetto qui sopra rappresentato, si può notare come lo Spazio sia completamente assente e non pone nessun vincolo per la condizione di un Aspetto Artificioso. Il rapporto Immagine - Spazio viene completamente escluso, lasciando come unici Interlocutori Il Pensiero ⇋ e la Condizione Fenomenologica delle "Esperienze Sonorvettoriali". Lo scopo finale pone come unico punto convergente la Mente (Pubblico), aprendo di fatto ad una reazione di Tipo Sinergico, facendo affiorare una Relazione tra un Aspetto Cosciente e la Conoscenza. È grazie a questa attinenza che ci si addentra ad un Percorso Fenomenologico Intrinseco.

È necessario, a questo punto, comprendere con più dettagli questo meraviglioso percorso, ma è altrettanto comprenderne la sua finalità. Strutturalmente vediamo che l’Installazione è composta da quattro "Punti Cardinali" opposti fra loro, uniti da un Punto Centrale. Questi elementi sono primari in quanto in essi si esprime e si rivela la Potenzialità del Pensiero.

Centralmente troviamo la struttura opposta agli elementi del Pensiero, è il soggetto centrale essenziale, che permette di azionare il Processo Sinergico, creando così le condizioni per aprire ad una Dimensione Fenomenologica Interiore: La Mente (Il Pubblico). Già da questo momento si può analizzare la collocazione scenica, dalla quale ne risultano due posizioni opposte fra loro dettate dal "Pensiero ⟷ Mente". Sono apparentemente diverse fra loro, ma dal punto di vista Dinamico sono Simili. Se la loro potenzialità rivolge lo sguardo al proprio opposto ecco che nasce un fattore che in precedenza avevo definito "Atto di Tipo Proiettivo". Nasce quindi un Processo Fenomenologico di un Modello Speculare. È da questo punto che il mio studio esclude quello che sino ad ora si è sempre applicato creando questo "Equivoco Interiore", rivolgendosi, come sempre, ad un Elemento di Tipo Estrinseco o meglio che induce ad una esplorazione che indica nella presenza dell’Es la sua Realtà. Ora, contrariamente rivolgo la mia attenzione ad una Capacità di Tipo Intrinseco, diretta all’elemento Mentale con un Indirizzo Preciso e Profondo: L’Interiorità.

Quindi da questo Processo Speculare sorge la necessità di coinvolgere questo sviluppo attraverso un procedimento che apre ad un sistema di Tipo Empatico, ma nello stesso momento deve aprire ad una Azione Cosciente. Tornando alle mie constatazioni fatte nel mio percorso analitico in precedenza, ho dichiarato che in presenza ad una Relazione Immagine ⟷ Spazio, la tendenza a creare una Realtà dell’Es è forte, ma in questo caso tutto ciò viene escluso e l’unica possibilità di entrare in un Processo Cosciente deve procedere mediante un percorso graduale. Quindi l’esclusione di una Immagine ⟷ Spazio esterna apre di fatto ad un vuoto. Questa possibilità può essere colmata attraverso un Elemento che deriva dal mio Percorso di Ricerca Visiva ed in particolare in ambito dello Studio Vettoriale le "Movenze". Anche in questo caso l’Immagine in ambito Vettoriale, produce lo stesso effetto, ma esiste un’altra possibilità che deriva anch’essa dall’Immagine⟷Suono o meglio è una Sintesi dell’Immagine in Relazione ad una Dimensione Vettoriale Sonora creando di fatto un Linguaggio "Le Esperienze Sonorvettoriali". Queste potenzialità di fatto, in Relazione con "Atto di Tipo Proiettivo" creano un Procedimento di Tipo Empatico aprendo ad un nuovo Fattore che riguarda principalmente la Realtà Subconscia.

Volevo prima soffermarmi sulle "Esperienze Sonorvettoriali" e spiegarne in poche parole la sua natura. Ho accennato in precedenza che esse derivano da una connessione tra Immagine ⟷ Suono. Ora vorrei spiegare che sia per Immagine e che per Suono intendo, la fonte originaria del Linguaggio Visivo Analitico di un Soggetto Esposto. Questo studio mi permette, sempre tramite una lettura sintetica dal Computer, di estrapolarne il Vettore. Questa possibilità mi permette poi di scindere le sue fonti, ma nello stesso tempo analizzarle trovando in esse il suo elemento primario comune. Elemento essenziale che usa il medesimo linguaggio strutturale. Questo Elemento poi, mi permette di creare le basi per un nuovo percorso di ricerca, che individua nella "Vettorialità" una possibile Dimensione. Quindi in questo caso lo Spazio si presenta in un unico ambito come conseguenza di questo processo, ma ha un unico scopo che riguarda un aspetto Razionale e Logico. Dà la possibilità ad una Misurazione Dimensionale del Vettore. Questa possibilità mi permette di sintetizzare gli impulsi e nuovamente indirizzarli alle proprie Realtà di Linguaggio o Visivo o Sonoro. Sono comunque Espressioni che partono e si sviluppano da una Dimensione Reale Inconscia.

Spiegato in grandi linee la Natura delle "Esperienze Sonorvettoriali", ora tornerei al dunque ripartendo da ciò che è emerso : la Realtà Subconscia. L’impatto tra le "Esperienzie Sonorvettoriali" e la Mente provoca una Forma Empatica, anch’essa di derivazione Speculare, che risalta l’Aspetto Inconscio. Siamo all’anticamera della Coscienza, sorge quindi un nuovo quesito: Cosa pone una realtà Subconscia ad introdurre in una Realtà Cosciente? Questa Realtà deve comunque mantenere sempre il suo unico scopo, cioè permettere di Aprire ad una Realtà Cosciente. Manca quindi un tassello per arrivare a questo proposito: il Pensiero. È in questa circostanza che il Pensiero apre a questa dimensione solamente tramite in unico indirizzo la Conoscenza. Infatti essendo in una Realtà Preconscia e quindi soggetta a stimoli mentali ricchi di contenuti percettivi emozionali o di ricordi, nello stesso momento immaginari, l’unica possibilità concreta di riportare ad una Realtà Cosciente sta nella Presenza del Pensiero, in questo caso Pensiero Visivo (modulo centrale nella figura). Pensiero che permette di comprendere la Presenza di una Realtà Cosciente. Nello stesso momento essa reagisce allo stimolo mentale con una ulteriore richiesta che vede nella Conoscenza il suo unico Linguaggio esplorativo. Quindi in questo caso la Conoscenza come sviluppo di un Aspetto Cosciente, ma nello stesso momento Consapevolezza di una possibile Presenza di una Realtà Dimensionale Interiore Conscia.

Questa possibilità mi permette tramite Una Installazione di Tipo Teatrale ad entrare una Dimensione Rappresentativa di un Possibile Nuovo Teatro Interiore. Questa possibilità comunque mi permette di andare ancora oltre, cercando di inquadrare dal Rapporto Correlativo di una Realtà Cosciente e la Conoscenza in una Dimensione Interiore. Un Meraviglioso cammino che occuperà ancora con più entusiasmo questo mio studio ponendo ad un ulteriore incontro questa consapevolezza.

SPIP | modello di layout | | Mappa del sito | Monitorare l'attività del sito RSS 2.0