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Indizio per un Teatro Interiore

giovedì 24 dicembre 2009, di M. Trentin

Primo Sintomo per un approccio ad una diversa interpretazione che vede nella Conoscenza una opportuna presenza in una Dimensione Enfatica più Profonda…

Indizio per un Teatro Interiore di Maurizio Trentin

Il mio studio Visivo trovando nell’Interiorità dell’Uomo il terreno dove indagare in una "Realtà Ignota", incontra lungo il percorso conoscitivo un ulteriore quesito: Se l’Immagine è l’espressione di anima ed il pensiero è il tramite di Psiche, lo Sguardo rivolto all’esterno, lamenta un suo interlocutore? - Il Corpo - L’interrogativo pone già una risposta ed apre il sentiero che indica nella disciplina del Teatro e della Danza, gli unici possibili interpreti di questa Necessità. Bene, sino a qui tutto normale, ma allora se il Corpo è espressione dello Sguardo Interiore rivolto all’esterno, il Teatro e la Danza sono i veri interpreti dell’anima? Questo ulteriore interrogativo pone un dilemma infinito rivolgendosi alle problematiche dell’Arte, ma ciò che più conta, non è stabilire il suo ruolo specifico, ma indagare nella sua potenzialità. Come ho accennato in precedenza, la mia ricerca si dirige verso lo studio della Realtà Interiore, ponendo come obiettivo "La Visione dell’Invisibile" attraverso un percorso disciplinare ed espressivo dell’Arte Pittorica. Il mio intento non si rivolge alle varie esperienze che in un certo modo la Storia dell’Arte ci ha sempre presentato, interprete di una Realtà che vede nella Spiritualità l’unica strada che conduce all’anima. Contrariamente il mio percorso si rivolge ad una Realtà che vede nel metodo conoscitivo una ulteriore strada, ponendo nella Razionalità la ragione che spinge verso un itinerario che vede nella logica la sua capacità. La necessità di seguire nel linguaggio visivo una ragione così profonda, mi conduce a porre nuovi quesiti alla problematica dell’Arte, aprendo inevitabilmente alle altre Discipline del Pensiero, come la Scienza , la Psicologia e la Filosofia. Quindi la Conoscenza diventa il linguaggio strutturale che permette di concretizzare questo meraviglioso studio, ma nello stesso tempo, apre ad una Visione più "Ritmica dell’anima". Il Corpo, lo Sguardo Interiore rivolto all’Esterno, sono i due elementi di partenza che introducono ad un Percorso Interiore, ma nello stesso tempo esprimono una Realtà Apparente, fragile e confusa. L’Arte trova in queste due fonti una possibilità nell’esprimere questa condizione delegando al Teatro ed alla Danza la sua perspicacia. Capacità che apre il sentiero verso una Rappresentazione Interiore dove l’artificio o l’inganno non possono trovare la propria dimensione ideale, ma al contrario vengono ignorate dalla propria virtualità. La consapevolezza di questa potenzialità sviluppa il desiderio di Conoscenza, ma nello stesso momento indica nella Razionalità una possibile strada che introduce in una Dimensione Ponderatamente Sensibile. È in questo punto che gli elementi in essa contenuti, trovano la necessità di poter essere compresi e rivelati. Rivelazione che il Teatro e la Danza può cogliere ed il Corpo diventa l’unico legame che possa raffigurarne il Volto. Si apre l’opportunità di sviluppare un Nuovo Teatro Interiore dove l’Espressività e la Potenzialità del Corpo allontanano strategie Artificiose, Estrinseche, Astratte, ma nello stesso momento accompagnate dalla presenza dello Sguardo rivolto all’Esterno, compagine di una dimensione più reale e concreta della nostra mediocre quotidianità.

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