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⑴ L’Uomo e i suoi simboli: "L’importanza dei sogni"

lunedì 31 gennaio 2011, di M. Trentin

Il percorso di ricerca all’interno di una dimensione intrinseca, trova nel pensiero di Gustav Jung, una possibile opportunità che permetta di comprendere gli aspetti più figurati alla nostra condizione psichica. Una opportunità che il Grande Studioso, indaga attraverso la Realtà del Sogno, permettendoci di comprenderne la natura. Una possibilità anche per Il Pensiero Visivo dell’Arte Contraddittoria, che apre a questa potenzialità mettendosi in relazione ad una Dimensione Inconscia…

Carl Gustav Jung

L’UOMO E I SUOI SIMBOLI Introduzione all’Inconscio

l’importanza dei sogni

C. G. Jung… L’uomo usa la parola parlate o scritta per esprimere il significato di quello che egli vuole comunicare. Il suo linguaggio è pieno di simboli, ma egli spesso fa uso anche di segni o di immagini che non sono descrittivi in senso stretto. Alcuni sono semplici abbreviazioni o successioni di iniziali, come ONU, UNICEF, o UNESCO; altri sono familiari marchi di fabbrica, nomi di specialità medicinali, simboli od insegne. Sebbene siano in se stessi privi di significato, essi hanno acquistato un significato riconoscibile attraverso l’uso comune o per un intento convenzionale. Tutti questi non sono simboli. Essi sono segni e non hanno altro compito che quello di denotare gli oggetti a cui sono riferiti.

Pensiero Visivo "M. Trentin"…..Inizia in questo interessante percorso di ricerca del pensiero Analitico di Jung, un cammino all’interno della condizione Psichica, per cui ogni elemento di carattere mentale, può contenere un indizio per una valutazione della Realtà Interiore dell’Individuo. L’Aspetto Onirico, raccoglie al suo interno diversi percorsi che possono ricondurre ad una Condizione di Accettazione. Un fenomeno che comunque vede nel Linguaggio, la condizione che raccoglie in sé la sua complessità. Nel caso del Sogno, l’Immagine è un valore di primaria importanza, svelando di fatto ad una interpretazione stessa della condizione Psichica dell’Individuo. L’Immagine assume un ruolo nel contesto analitico, che raccoglie in essa una condizione per cui il Pensiero e la Conoscenza, esprimono la proprie necessità. Occorrenze che comunque esprimono condizioni e la parola assume una sua finalità. Jung individua in essa e nel linguaggio una possibilità per comprendere le sue capacità e la sua sua distinzione in diverse condizioni, definendo una diversità: il segno e le immagini derivanti. Quindi l’Immagine è un raccoglitore di linguaggi che nello stesso momento possono diventare veicoli espressivi e comunicativi od esplicativi.

C. G. Jung… Ciò che noi chiamiamo simbolo è un termine, un nome, o anche una rappresentazione che può essere famigliare nella vita di tutti i giorni e che tuttavia possiede connotati specifici oltre al significato ovvio e convenzionale. Esso implica qualcosa di vago, di sconosciuto o di inaccessibile per noi. Per esempio, molti monumenti cretesi sono contraddistinti dal disegno della doppia ascia. Si tratta di un oggetto che ci è familiare ma di cui non conosciamo le implicazioni simboliche. Per dare un altro esempio, prendiamo il caso di quell’indiano che, dopo aver visitato l’Inghilterra, tornato in patria raccontò ai suoi amici che gli Inglesi venerano gli animali dal momento che egli aveva trovato aquile, leoni e buoi nelle vecchie chiese che aveva visitato. Egli non sapeva, né lo sanno molti cristiani, che questi animali simboleggiano gli evangelisti e derivano dalla visione di Ezechiele e che questa a sua volta, ha un’analogia con la divinità egiziana del sole, Horus, e i suoi quattro figli.

Pensiero Visivo "M. Trentin"…. In questa osservazione Jung, individua nel Simbolo il percorso di una valutazione dell’Immagine, che abbia una sua precisa considerazione. Il Simbolo assume un ruolo di contenitore cognitivo, per cui permette di arrivare ad una sorta di conoscenza interiore. Quindi il Simbolo diventa in un certo senso il veicolo ad una differente conoscenza pur manifestandosi in una reale oggettività. Questa possibilità assume un diverso valore in relazione ad un bagaglio conoscitivo culturale del l’individuo interessato. Gli esempi che Jung illustra, confermano questo fatto, la cultura Cretese esprime nel simbolo un significato che ai nostri tempi non possiamo per ora ancora comprendere, mentre l’indiano comprende oggettivamente una diversa valutazione simbolica in un parallelo culturale distinto.

C. G. Jung… Perciò una parola o un’immagine è simbolica quando implica qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio e immediato. Essa possiede un aspetto più ampio, "inconscio", che non è mai definito con precisione o compiutamente spiegato. Né si pùò sperare di definirlo o spiegarlo. Quando la mente esplora il simbolo, essa viene portata a contatto con idee che stanno al di la delle capacità razionali.

Pensiero Visivo "M. Trentin"….Il simbolo e la sua natura interpretativa. L’oggetto rappresentato perde la sua funzionalità dal momento in cui esso raccoglie un suo significato. Oppure raggiunge maggiore potenzialità dal momento in cui rappresenta il suo valore inconscio. Jung cerca di stabilire nel simbolo la sua complessità, ma nello stesso momento raccoglie la sua efficacia rilevandone il suo linguaggio. Questa ricerca , mette comunque in rilievo l’importanza del Simbolo nel rapporto Realtà Inconscio, o meglio nella sua capacità di veicolo o mediatore di due diverse Condizioni.

C. G. Jung… Poiché ci sono innumerevoli cose che oltrepassano l’orizzonte della comprensione umana, noi ricorriamo costantemente all’uso dei termini simbolici per rappresentare concetti che ci è impossibile definire o comprendere completamente.

Pensiero Visivo "M. Trentin"….Una analisi precisa, di un comportamento interpretativo del linguaggio. Un passaggio importante che secondo il mio Concetto, pone le basi della nozione del "Pensiero Visivo". Mentre Jung individua nel simbolo una possibilità di rifugio per raccogliere ciò che la nostra comprensione non definisce, nel Pensiero Visivo, il Simbolo ha una sua realtà definibile, mentre lo sconosciuto o non comprensibile, si rifugia in una interpretazione Intrinseca Dualistica di Carattere Soggettivo. Una distinzione che comunque pone l’Immagine od il Linguaggio in un preciso contesto che differenza un Aspetto di carattere Culturale Collettivo. Il Simbolo attraverso la sua complessità apre ad una Dimensione Inconscia, mentre l’Aspetto Dualistico Intrinseco Soggettivo, pone la Conoscenza in due diversi binari il Concreto ed il Fantastico.

C. G. Jung…A prescindere dagli strumenti a lui usati, ad un certo punto l’uomo raggiunge un limite di certezza al di là del quale la sua conoscenza non può procedere. Ci sono, poi, aspetti inconsci della nostra percezione della realtà. Il primo è costituito dal fatto che anche quando i nostri sensi reagiscono a fenomeni reali, a visioni, a suoni, essi vengono in qualche modo tradotti dal piano della realtà a quello della mente. Qui essi diventano eventi psichici la cui sostanziale natura è inconoscibile, in quanto la psiche non può conoscere la propria sostanza psichica….

Pensiero Visivo "M. Trentin"….In questo aspetto riflessivo, Jung stabilisce un confine tra la Conoscenza ed il cammino Inconscio, o meglio quando un percorso conoscitivo assume un valore inconscio e quindi psichico. Questi eventi arrivano in base ad una aspetto considerativo, per cui nella realtà esistono fenomeni o fattori percettivi che sono espressione di una realtà psichica. Comprendo questo suo concetto, come un tentativo di sottolineare o meglio catalogare elementi che comunque fanno parte di una Condizione Psichica di cui non possiamo certamente conoscere la loro natura, ma posso anche dedurre che il fattore tempo, può certamente condizionare questa considerazione. Potrei benissimo prendere in esempio alcuni elementi, per cui nel passato questi fenomeni venivano considerati appunto espressione di una condizione psichica, ma nel percorso conoscitivo poi l’Uomo li ha resi reali, Logici o Comprensibili. Quindi ritengo che questo fattore possa essere condizionato da una considerazione di tipo Valutativo, per cui la Conoscenza diventa il punto da analizzare.

C. G. Jung…Sigmun Freud è stato il pioniere che per primo ha tentato di esplorare il fondo inconscio della coscienza. Egli si basava sul presupposto generale che i sogni non sono eventi casuali, ma fatti strettamente associati ai pensieri e ai problemi del conscio. Questa supposizione non era del tutto arbitraria ed era fondata sulle conclusioni di eminenti neurologi (per esempio di Pierre Janet), secondo le quali i sintomi nevrotici sono collegati con qualche esperienza cosciente. Essi risultano essere aree distaccate della mente conscia che, in tempi e condizioni diverse, possono apparire nel conscio.

C. G. Jung…Tuttavia i sogni hanno un significato particolare, sebbene nascano spesso da un turbamento emotivo in cui sono coinvolti anche i complessi abituali. (I complessi abituali sono punti deboli della psiche che reagiscono nel modo più rapido a uno stimolo esterno o a un disturbo.) È per questo motivo che la libera associazione può condurre dai sogni, qualunque essi siano, al segreto profondo dei pensieri.

Pensiero Visivo "M. Trentin"….Il percorso analitico del sogno, ha sempre affascinato il cammino dell’Uomo. La sua rilevanza ha definito sia in ambito sociale che culturale, determinanti influenze per l’esperienza umana. Le sue diverse interpretazioni ed i diversi concetti dalle epoche passate e presenti, hanno comunque fatto considerare l’aspetto onirico, una realtà sconosciuta e misteriosa se non divinatoria. Considerazioni che comunque inducono ad un preciso desiderio, quello di Conoscenza. Certamente le Scienze attualmente, offrono una diverso approccio alla sua considerazione, per cui nel Sogno possono essere individuati elementi di carattere psichico se non patologico, ma nello stesso momento danno anche indizi ed indicazioni per comprenderne la sua natura. Una frontiera sempre aperta per cui La Psicologia e la Neurologia indagano sempre più in profondità, aprendo di fatto ad un percorso esplorativo all’interno dell’apparato mentale.

C. G. Jung…Molto spesso i sogni hanno una struttura definita, evidentemente intenzionale, che esprime un’idea recondita o un’intenzione, benché quest’ultima, di regola, non sia immediatamente comprensibile.

C. G. Jung…Il sogno ha i suoi limiti: la stessa costruzione ci dice cosa gli appartiene e che cosa non gli appartiene di fatto

Pensiero Visivo "M. Trentin"….In questi due brevi appunti, Jung indica una vera e propria struttura del sogno, per cui il rapporto tra Inconscio e Realtà è molto stretto. Secondo il mio pensiero, andando ancora nello specifico, il Sogno diventa una sorte di Condizione che raccoglie in sé una diversa interpretazione della Realtà Inconscia tramite condizioni di appartenenza. È anche frutto di una situazione che potrei definire "Psicochimica", una condizione fenomenica tra percezione ed impulsi energetici.

C. G. Jung…Nel Medioevo, molto tempo prima che i fisiologi dimostrassero che, a causa della nostra struttura ghiandolare, noi possediamo elementi maschili che femminili, si diceva che «ciascun uomo porta una donna dentro di sé». È questo elemento femminile presente in ciascun maschio che io ho definito «anima»

Pensiero Visivo "M. Trentin"…Il Principio cardine del pensiero analitico di Jung esprime negli Opposti la condizione di una presenza Inconscia nella specifica natura dell’Uomo. Una posizione essenziale per la Conoscenza di una Realtà Psichica, ma nello stesso tempo, un impulso per poter ricercare nella Potenzialità dell’Uomo. Nel caso il rapporto tra maschile e femminile, permette di chiarire atteggiamenti o comportamenti che nell’Inconscio rivelano o permettono di esprimere la sua reale natura, non più in base ad una conformità fisica, ma proprio in base un insieme di istinti.

C. G. Jung…Naturalmente la coscienza si oppone a tutto ciò che di inconscio e di sconosciuto può esistere. Ho già sottolineato il fatto che presso i popoli primitivi esiste un profondo e superstizioso timore delle cose nuove, ciò che gli antropologi definiscono «misoneismo». I primitivi manifestano contro gli eventi sfavorevoli reazioni simili a quelle degli animali selvaggi. L’uomo «civile» reagisce verso le idee nuove più o meno nello stesso modo, erigendo barriere psicologiche capaci di proteggerlo dall’emozione di fronteggiare realtà insolite.

Pensiero Visivo "M. Trentin"…La Coscienza è un rapporto razionale nelle svariate Dimensioni, che pone la propria Consapevolezza in relazione ad una Realtà di Natura Istintiva. Pertanto il rapporto con l’ignoto assume una diversa valutazione per cui ogni certezza diventa sicurezza. Il rifiuto di ciò che non si conosce è certo parte di una Strategia della Coscienza, ma nello stesso momento è nella Natura stessa dell’Uomo cercare di assumere una posizione di Controllo per cui anche "lo sconosciuto e l’inconscio" diventano elementi di Conoscenza..

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