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⑶ Esegesi di un "Fraintendimento Interiore" Parte Terza: La Fobia Intellettiva

lunedì 31 gennaio 2011, di M. Trentin

L’Immagine in una condizione di Dimensione Interiore, crea una sorte di Spazio Intrinseco dove all’interno di esso si creano situazioni o condizioni, per cui si possono e si creano diverse realtà che più comunemente definiamo: Inconsce, Fantastiche, Immaginarie, Razionali o Logiche, Oniriche o Devianti. Infinite Realtà che comunque indicano un fattore costante concreto, un Elemento Spaziale definito Psiche….

Nella Parte Seconda del precedente articolo, sono piano piano passato ad un punto interessante per cui in una Dimensione Intrinseca, le Realtà si costruiscono in base ad una principio per cui l’aspetto Conoscitivo diventa essenziale per una valorizzazione della Crescita Intellettiva dell’individuo. In questo conteso l’Immagine pone diversi quesiti che aprono di fatto ad una vera e propria indagine costruttiva del Concetto Intrinseco. Una realtà che attraverso una Strategia Naturale Dualistica pone nella valutazione Oggettiva o Soggettiva, i due punti di inizio per una chiarezza di un diverso modo di intendere.

È proprio da questo punto che vorrei soffermarmi con più attenzione, in quanto questo percorso mi si allaccia e crea i presupposti per entrare nella problematica sollevata ad un chiarimento per un vero e proprio "Fraintendimento Interiore". La paura del Complesso o meglio il rifiuto di un Percorso Faticoso all’interno della Conoscenza, pone per una parte della Collettività, una sorta di "reazione allergica". Una Fobia che potrei definire "Fobia Intellettiva". Ora vorrei sottolineare la definizione che è emersa: Reazione. Una forza che si genera per applicazione ad una forza opposta. Questo fatto non deriva da un elemento automatico, nel caso non avviene tramite uno stimolo di carattere nervoso, anzi propriamente, la Conoscenza invece è una sorte di Carburante per il Nostro Cervello ed un suo rifiuto diventa un fattore di scelta. Perciò alla base di questo Comportamento, vi è un elemento di Valutazione. Potrei portare un esempio banale. Ho notato e spesso sovente anche nel mio caso, come un’argomentazione od una questione sollevata in base ad un interrogativo di carattere culturale, dove una certa Conoscenza o meglio una certa Autorevolezza, hanno la proprietà di aprire un dibattito accompagnandoti ad una sorte di cammino concettuale ed aprendo ad una vera e propria considerazione, invece viene banalizzata da una risposta poco competente, se non addirittura insignificante. Questo fatto certamente mette in imbarazzo od un certo disagio, per cui l’argomentazione perde tutta l sua efficacia e potenzialità, trasformandola in una sorte di percorso irreale. Un comportamento che comunque non può essere sottovalutato e nemmeno minimizzato, in quanto secondo il mio parere, apre di fatto ad una Questione che si addentra ad un vera e propria Paura ed Incertezza.

Analizzando passo dopo passo le fasi comportamentali dell’esempio, emergono dei fattori che nell’effetto scatenano stati d’essere, che inducono ad una conseguente azione. La Fobia Intellettiva, conduce di fatto ad un sistema reattivo per cui il comportamento fobico, crea al soggetto presente una situazione di disagio. Nello stesso tempo il soggetto fobico raggiunge conseguentemente un comportamento appagante e superbo. Esaminando il caso sorge una sorte di Comportamento Contraddittorio dei soggetti coinvolti. Ogni individuo assume per effetto una opposta condizione, creando di fatto ad una situazione di completa confusione e fantasiosa. Posso dedurre che la Fobia Intellettiva conduce ad una Dimensione di tipo Contraddittoria tendente ad una Realtà Estrosa e Fantasiosa. Questo esempio parte da un singolo soggetto, ma come sarebbe la condizione in un contesto Collettivo? Una risposta che porterebbe subito in un primo impulso, ad un fattore negativo, ma in realtà ritengo che questo atteggiamento crei proprio un Esempio o meglio un Modello da Imitare. Quindi posso osservare che il Comportamento Fobico Intellettivo tende a scaricare la propria debolezza, verso un atteggiamento estrinseco elevandolo ad un preciso Modello Imitativo Comportamentale. Si ha così una sorte di Omologazione di un Atteggiamento in opposizione ad un Impulso alla Conoscenza.

Il Modello diviene il punto centrale per cui questo comportamento o meglio atteggiamento, viene indicato come elemento imitante. Questa successione indica già un discernimento, un valore che pone nel Giudizio la sua necessità di esistere. Anche in questo caso l’aspetto dualistico, gli opposti, pongono nel Modello la condizione più elevata come esempio sempificativo e risolutore. Nasce di conseguenza un’Immagine, che tende a soverchiare il proprio opposto. Questa sistema avviene nel momento in cui le opposte situazioni sono entrambe presenti, ma cosa accade quando questa discussione avviene al proprio interno? È interessante come questo comportamento, sia in ambito Soggettivo che Collettivo, assuma una stessa dimensione. Non esiste più un aspetto di giudizio o prevaricamento, ma emerge una condizione di assoluta superficialità, dove l’atteggiarsi ed il compiacersi pongono sempre nel medesimo Modello una propria artificiosità. Si crea quindi una realtà che quotidianamente definiamo da Intrattenimento o da Salotto. Nella nostra Modernità, questi due punti, trovano maggiore ambito, inserendosi ed appropriandosi della nostra quotidianità. Atteggiamenti interni che hanno bisogno di un proprio interlocutore, non solo Fisico, ma anche Immaginativo. Quest’ultima definizione, esprime proprio l’attuale capacità di linguaggio, che raffigura la nostra reale condizione sociale. Nel caso, l’aspetto tecnologico diventa veicolo di questa necessità comportamentale, per cui il Modello Intrattenitivo esprime al massimo la sua ideale condizione. Il Media, non assume più un valore Informativo o di Conoscenza, ma diventa Elemento Separante. Un discindere dimensionale di più Realtà o Condizioni, separandole fra loro, ma elevandole ad Immagini e precisi Modelli. Quindi potrei riassumere che il Modello, conseguenza di una Fobia Intellettiva, assume un Valore Disgregante in presenza di una Realtà Intrattenitiva e Superficiale. Condizione ideale per una dimensione Artificiosa.

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