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⑷ Esegesi di un "Fraintendimento Interiore" Parte Quarta: Il Modello all’Interno di una Realtà Artificiosa

mercoledì 20 luglio 2011, di M. Trentin

La modificazione di uno stato psichico all’interno della nostra Coscienza, nel caso della paura e conseguentemente di ciò che ho definito Fobia Intellettiva, apre ad una diversa interpretazione di un comportamento introspettivo, verso azioni in ambito estrinseco. Atteggiamenti che inducono ad un contegno semplificativo e degenerante…

Fobia Intellettiva; non vi è dubbio che addentrandosi sempre più in questo aspetto psichico, la sua efficacia trascina incessantemente in una necessità apparente creando di fatto una sua propria dimensione. Una realtà che ha bisogno di un consenso e quindi estende la propria capacità a più soggetti, espandendosi a sua volta. Nella nostra Modernità, questo fenomeno trova maggiore efficacia, essendo ormai radicato nel nostro tessuto sociale, divenendo parte addirittura della nostra considerazione intellettiva. Il Modello diviene un punto di riferimento che comunque ha bisogno di una sua visibilità. Visibilità che trova nel linguaggio il suo veicolo e la nostra struttura sociale, basa proprio le proprie necessità e servizi in un intreccio comunicativo, per cui l’aspetto tecnologico offre la sua utilità. Il Consenso Collettivo è il fattore che rende efficace questo fenomeno, ma ha bisogno del suo Opposto per ottenere maggiore validità. Una realtà, quindi che pone nella visibilità la sua reale efficacia, ma nello stesso tempo raggiunge un livello di sovraccarico di Immagine che dimentica la sua reale natura, creando di fatto ad un Conflitto Psichico.

L’Immagine subisce una diversa collocazione per cui il Modello diventa il punto influente. Ora cosa intendo per Immagine. In ambito mentale è una percezione visiva di una realtà visibile od immaginaria. In ambito psicologico è una rappresentazione visiva e percezione di una interezza rapportata ed indicativa per il soggetto. In ambito razionale è il rapporto tra forma, spazio e luce. In rapporto alla Natura stessa dell’Uomo, l’Immagine è un legame di connessione tra Visione e Pensiero. L’Immagine è Conoscenza, quindi entra in un principio di consapevolezza, pertanto è parte della Coscienza. Essa ha una sua precisa collocazione e quindi una sua precisa natura, conseguentemente in essa raccoglie contenuti, significati, linguaggi, espressioni, simboli e così via. È un veicolo tra la Mente e la Realtà, perciò essa assume un valore di estrema vitalità, nella natura stessa dell’Uomo. Il Modello a questo punto dove si colloca? È all’interno stesso dell’Immagine è parte di un processo di Conoscenza, o meglio è elemento di una Strategia Conoscitiva. Secondo ciò che ho espresso nei precedenti articoli è parte di un riferimento dualistico, che pone un punto ideale per cui l’aspetto imitativo diventa essenziale per la sua stessa esistenza. Pertanto il contesto ideale tra Immagine e Modello avviene in un naturale percorso di Conoscenza, quando esso diventa elemento empatico di un procedimento conoscitivo. Di tutt’altra natura invece quando il Modello assume un valore prevalente, per cui l’Immagine altera la sua reale funzionalità. In questo caso l’Immagine non apre ad un processo Conoscitivo, ma contrariamente diventa espressione remissiva di un Sistema Elusivo.

Emerge, in quest’ultima mia affermazione, un fattore determinante per cui si ha una differente prospettiva rispetto ad un naturale percorso conoscitivo. Questo fatto determina a sua volta un preciso riferimento per cui questa stessa condizione diventa Modello di una Realtà Univoca, quindi la Conoscenza rimane un fattore emarginale e non più risolutivo. Una asserzione che comunque pone negli esempi, tutta la sua possibile concretezza. Nella vita quotidiana, siamo costantemente attorniati da innumerevoli stimoli visivi che continuamente catturano la nostra attenzione con lo scopo di coinvolgere la propria volontà ad entrare nello specifico linguaggio o contenuto che ogni esperienza raccoglie. Sono di diversa natura di tendenza pubblicitaria, sociale, informativa, tutte comunque interessate ad una medesima fonte che coinvolge la nostra mente. Gran parte di queste espressioni rappresentano Immagini, Simboli e Segni, con un’unica direzione nel regolare ed organizzare la nostra quotidianità e soprattutto la nostra presenza sociale. Gran parte di questi elementi incitano ad un determinato Desiderio, perciò sono specificamente studiati e creati con una precisa direttiva ed obiettivo di carattere mentale e psichico. Sono comunque elementi non complessi, ma semplici e comunicativi per cui il nostro sguardo è direttamente coinvolto. È appunto in questa semplificazione visiva che in essa si forma un elemento guida ed il Modello esprime al meglio questo criterio. Entrando poi nello specifico posso così identificare come proprio l’Immagine assuma quel valore, non più Conoscitivo, ma Illusorio o meglio espressione di un Modello che pone nel Desiderio la sua massima Capacità.

Osservando attentamente questi elementi espressivi che nella nostra quotidianità si presentano, si nota come il soggetto rappresentativo esula completamente dal contesto stesso del tema trattato, ma esprime uno status od un atteggiamento che raffigura un’ambizione. Mettendo ancora più a fuoco ed analizzando un esempio pubblicitario, si può notare come un prodotto alimentare od un prodotto di consumo, sia rappresentato od accompagnato da particolari azioni o comportamenti che tendenzialmente ne elevano l’importanza. Molto spesso assieme al prodotto vi sono ambientazioni di paesaggi incantevoli, o lussuose abitazioni, interni "ipertecnologici", donne super sofisticate, oppure uomini in affari in carriera ad alto livello e così via. Sono situazioni e comportamenti completamente inadatti o contrastanti al prodotto principale, eppure questa contraddizione ha un preciso scopo. È appunto in questo contesto che l’ambientazione o ciò che contorna il soggetto principale si riferisce ad un Modello. Ora a questo punto sorge immediatamente una precisa domanda: Come è possibile che una semplice ambientazione od un particolare atteggiamento, diventi Simbolo o meglio Modello? Certamente se analizziamo in ambito razionale il prodotto alimentare, non lo so uno yogurt od uno snack, con un corpo femminile perfetto od corpo maschile scultoreo, oppure in un paradiso ambientale, può esistere una precisa affinità che lega il suo linguaggio. Nel caso, una perfetta forma oppure una ed incontaminata abitudine, sicuramente possono essere condotte ad una precisa relazione al soggetto da rappresentare, ma la Razionalità in questo caso si scontra con il Tempo. Infatti nell’immenso spazio di immagini che ci circondano, lo scopo di tutti questi linguaggi è nell’attirare il nostro sguardo inducendolo ad un preciso comportamento di carattere mentale e psichico. L’intento sta proprio nel condizionare la nostra Volontà in una restrizione di pura apparenza. È in questo contesto che la Composizione delle Immagini, induce ad un procedimento mentale di carattere spaziale o meglio dimensionale: l’Immaginario.

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